Humanae, l'installazione fotografica di Angelica Dass a Bologna

Humanae, l’installazione fotografica di Angelica Dass a Bologna

Humanae è il progetto fotografico sui colori dell’umanità della pluripremiata fotografa brasiliana Angelica Dass, che si è trasformata in un’installazione permanente nell’aula magna dell’Iis Belluzzi-Fioravanti di Bologna, dopo essere stato presentato lo scorso settembre alla prima edizione dei PhMuseum Days, festival internazionale di fotografia di PhMusuem. Per la prima volta nel capoluogo emiliano un’opera artistica di valore internazionale viene messa in maniera permanente in un posto del quotidiano, a contatto con i ragazzi.

La stessa artista in passato aveva dichiarato di voler dare le sue opere a una scuola della città e il Comune di Bologna, sollecitato da PhMuseum, ha colto questa possibilità di radicare in forma permanente un’opera d’arte che unisce sfera culturale ed educativa, in una realtà abitata ogni giorno da centinaia di studenti.

L’installazione di 12 stampe in grande formato delle opere fotografiche viene definita, come riporta Ansa:

un’opera aperta, priva di un definitivo completamento, per rappresentare tutti i tipi di credenze, identità di genere e caratteristiche fisiche dell’essere umano in modo libero e inclusivo

E questo istituto usa i propri spazi per accogliere un messaggio di uguaglianza e di pace, creando anche

un esempio originale di alta qualificazione artistica dell’ambiente di apprendimento.

Cos’è Humanae

Humanae è una riflessione insolitamente diretta sul colore della pelle, che cerca di documentare i veri colori dell’umanità piuttosto che le false etichette “bianco”, “rosso”, “nero” e “giallo” associate con razza. È un progetto in continua evoluzione che vuole dimostrare che quello che definisce l’essere umano è la sua ineluttabile unicità e, perciò, la sua diversità.

Lo sfondo di ogni ritratto è colorato con una tonalità di colore identica a un campione di 11 x 11 pixel prelevato dal naso del soggetto e abbinato al pallet industriale Pantone che mette in discussione le contraddizioni e gli stereotipi relativi alla questione della razza. Ci sono circa 4.000 volontari, con ritratti realizzati in 20 diversi paesi e 36 diverse città del mondo.