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I sapori della resilienza: quali prodotti alimentari palestinesi trovare nelle botteghe equosolidali

Olio extravergine d’oliva, za’atar, datteri, mandorle e cous cous: sono alcuni dei prodotti alimentari palestinesi acquistabili in Italia, soprattutto attraverso la rete del commercio equo e solidale. Entrare in una Bottega del Mondo significa portare in cucina sapori e tradizioni del Mediterraneo ma anche conoscere le storie delle cooperative e delle organizzazioni agricole che li producono.

In un momento in cui la Palestina è al centro dell’attenzione internazionale scegliere un suo prodotto diventa un modo concreto per sostenere filiere agricole e realtà economiche locali, per conoscere produttori che hanno fatto della resilienza la loro bandiera quotidiana e che continuano a coltivare campi e uliveti tra mille difficoltà logistiche e territoriali.

L’olio d’oliva, simbolo della cultura palestinese

Tra i prodotti più rappresentativi l’olio extravergine di oliva. L’olivo è profondamente legato al paesaggio e alla cultura palestinese e la produzione olearia coinvolge da generazioni numerose famiglie contadine.

Nel circuito del commercio equo italiano esistono collaborazioni con organizzazioni palestinesi che riuniscono piccoli produttori agricoli. Altromercato, per esempio, racconta una collaborazione con realtà palestinesi che dura da oltre trent’anni e che ha riguardato proprio prodotti agricoli simbolo come olio, mandorle, datteri, cous cous e za’atar.

Il principio del commercio equo è quello di costruire rapporti commerciali più trasparenti e duraturi, cercando di riconoscere un maggiore valore al lavoro dei produttori e alle comunità coinvolte.

Za’atar: il profumo della cucina palestinese

Se c’è una specialità capace di raccontare la cucina levantina dobbiamo sicuramente parlare dello za’atar, una miscela di spezie ed erbe aromatiche tradizionalmente utilizzata in moltissime preparazioni.

A seconda delle ricette, può contenere timo, sesamo, sommacco, sale e semi di finocchio. Una delle miscele attualmente disponibili nel circuito Altromercato, ad esempio, è prodotta e confezionata da Al Reef for Investment and Agricultural Marketing, a Gerico, in Cisgiordania.

Lo za’atar può essere utilizzato se prepariamo il pane in casa o mescolato con olio extravergine d’oliva oppure insaporire verdure, legumi, insalate, uova e altri piatti. È un prodotto semplice, ma proprio per questo particolarmente interessante per chi vuole sperimentare una cucina diversa senza acquistare ingredienti difficili da utilizzare.

Datteri

Datteri: dalla Valle del Giordano all’Italia

Un altro prodotto caratteristico sono i datteri, in particolare la pregiata varietà Medjoul. La coltivazione dei datteri è particolarmente importante nella Valle del Giordano. Nell’ambito di progetti di cooperazione con organizzazioni agricole palestinesi, sono stati sostenuti anche percorsi di miglioramento della produzione e della trasformazione dei datteri.

I datteri possono essere consumati semplicemente come frutta essiccata e spezzafame ma sono anche un ingrediente versatile per dolci (hanno un basso indice glicemico diversamente dal classico zucchero), colazioni, insalate e ricette salate.

Cous cous e grano: un altro pezzo di Mediterraneo

Il cous cous di frumento è un altro alimento palestinese che può arrivare sulle tavole italiane attraverso le filiere equosolidali. Nel catalogo alimentare di Altromercato è attualmente presente, anche se la disponibilità può variare, il Cous cous di frumento integrale Palestina.

Il progetto di cooperazione con PARC, il Palestinian Agricultural Relief Committee, ha coinvolto anche piccoli agricoltori del grano destinato alla produzione di cous cous. Sono stati inoltre realizzati interventi sulle strutture di trasformazione e confezionamento nella zona di Gerico.

Il cous cous è probabilmente uno dei prodotti più facili da inserire nella cucina quotidiana: si prepara rapidamente e può essere accompagnato da verdure, legumi, ceci, frutta secca e spezie.

Mandorle calorie benefici proprietà

Mandorle e frutta secca

Tra le produzioni agricole palestinesi presenti nei circuiti equosolidali troviamo anche le mandorle prodotti particolarmente interessanti perché conservabili, facilmente trasportabili e utilizzabili in moltissime ricette: dalla colazione alla pasticceria, fino alle insalate e ai piatti a base di cereali.

Anche le mandorle palestinesi fanno parte delle filiere citate da Altromercato e sono attualmente presenti nel suo catalogo alimentare, dove è indicato un prodotto sgusciato e al naturale.

Dove acquistare in Italia i prodotti alimentari palestinesi

Il primo luogo da cercare sono le Botteghe del Mondo, i negozi specializzati nel commercio equo e solidale. La rete italiana comprende numerose realtà indipendenti e punti vendita collegati alle organizzazioni del settore. Le Botteghe rappresentano storicamente uno dei principali luoghi attraverso cui conoscere e acquistare prodotti provenienti da filiere internazionali costruite secondo i principi del commercio equo.

Le disponibilità possono cambiare in funzione delle importazioni, delle condizioni delle filiere e della situazione nei territori di produzione. Per questo, se si cerca un prodotto specifico palestinese, è consigliabile contattare direttamente la Bottega prima di recarsi in negozio. Alcuni prodotti possono inoltre essere acquistati attraverso i canali online delle organizzazioni del commercio equo.

Non solo acquistare: conoscere la filiera dei prodotti alimentari palestinesi

La differenza tra comprare semplicemente un alimento importato e scegliere un prodotto del commercio equo sta soprattutto nella possibilità di conoscere la filiera.

Nel caso palestinese, dietro una confezione di za’atar, un sacchetto di datteri o una bottiglia di olio possono esserci cooperative, associazioni agricole, piccoli produttori e progetti di trasformazione locale.

PARC e la sua struttura commerciale Al Reef sono, per esempio, tra le realtà palestinesi con cui il movimento del commercio equo italiano collabora da anni. ExAequo, Bottega del Mondo di Bologna, ricorda tra i prodotti acquistati dalle organizzazioni partner proprio cous cous, datteri, za’atar e mandorle.

Questo aspetto è particolarmente importante perché permette al consumatore di non fermarsi all’origine geografica del prodotto ma di interrogarsi su chi lo ha prodotto, come è avvenuta la trasformazione, quale organizzazione lo commercializza e quali relazioni economiche ci sono dietro la confezione.

Una spesa che diventa anche un gesto culturale

Scegliere un alimento palestinese in una Bottega non significa soltanto acquistare qualcosa da mangiare, significa anche entrare in contatto con una cultura gastronomica ricca di prodotti mediterranei e inserire i suoi punti forti nella cucina italiana sperimentando ricette diverse. Una bruschetta con olio e za’atar, un cous cous con verdure e ceci (provate a tostarlo prima di aggiungere acqua), un’insalata con scagliette mandorle o una colazione con datteri sono esempi semplici di come questi prodotti possano diventare parte della nostra alimentazione quotidiana.

In un’epoca in cui siamo sempre più interessati alla provenienza di ciò che mangiamo, la Bottega del Mondo può quindi essere un luogo dove fare una spesa diversa e consapevole.

Cosa cercare in Bottega

Per chi vuole avvicinarsi ai prodotti alimentari palestinesi, ecco alcuni degli alimenti da cercare:

  • olio extravergine di oliva
  • za’atar
  • datteri, in particolare Medjoul
  • cous cous di frumento
  • mandorle
  • altre specialità agricole provenienti dalle filiere palestinesi disponibili in quel momento.

La disponibilità può cambiare da una Bottega all’altra e nel tempo. Prima dell’acquisto è quindi utile verificare l’origine indicata sull’etichetta e chiedere ai responsabili del punto vendita informazioni sulla filiera.

Anche attraverso il cibo si possono conoscere territori, persone e tradizioni. E una Bottega del Mondo può essere uno dei luoghi in cui questa conoscenza diventa una scelta concreta di consumo.