Quasi 6.000 chilometri di costa ai massimi livelli qualitativi previsti dall’Unione Europea. Le analisi condotte negli ultimi quattro anni dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) confermano anche per il 2026 risultati di assoluta eccellenza per le acque di balneazione italiane, con il 94,9% del mare monitorato che si colloca nella classe più alta.
I dati nazionali aggiornati sono stati presentati da ISPRA, SNPA e Marevivo presso il Floating Hub dell’associazione ambientalista. Questo importante momento di confronto è organizzato a ridosso di due ricorrenze fondamentali per il pianeta, la Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno e la Giornata Mondiale degli Oceani dell’8 giugno. L’imponente macchina dei controlli ha visto il Sistema effettuare, nel corso del 2025, circa 30.000 campionamenti e monitorare circa 5.000 punti tra mare, laghi e fiumi, garantendo una vigilanza costante e capillare a tutela della salute pubblica.
Mare: non si punta solo sulla balneabilità
Se da un lato i dati turistici e sanitari promuovono a pieni voti le coste italiane, gli esperti invitano a non abbassare la guardia e a guardare al mare nella sua interezza. La balneabilità rappresenta infatti solo la punta dell’iceberg e costituisce un singolo indicatore all’interno di un sistema ecologico complesso. Per garantire il futuro delle nuove generazioni, esistono altri aspetti strategici che richiedono monitoraggio e protezione, come la biodiversità, la tutela degli habitat e della qualità dei fondali, il contrasto all’inquinamento da microplastiche e la mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici.
Il mare è uno dei patrimoni più preziosi del nostro Paese. I risultati sulla qualità delle acque di balneazione sono motivo di soddisfazione, ma ci ricordano anche quanto sia importante continuare a investire nella conoscenza, nel monitoraggio e nella tutela degli ecosistemi marini. Proteggere il mare significa proteggere biodiversità, territori, comunità e futuro – ha detto Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA.
L’alleanza tra ISPRA, SNPA e Marevivo assume un valore strategico: unire competenze scientifiche e impegno civile per promuovere una visione più ampia e integrata della salute del mare, fondata sulla salvaguardia dell’intero ecosistema marino. La tutela del mare e della sua biodiversità è una responsabilità condivisa che richiede consapevolezza, partecipazione e un impegno diffuso per rafforzare la cultura della sostenibilità – ha commentato Rosalba Giugni, Presidente Marevivo.
Il progetto PNRR MER
Proprio per rispondere a queste sfide globali, l’Italia sta mettendo in campo il Progetto PNRR MER (Marine Ecosystem Restoration), l’intervento più ambizioso mai pianificato nel Paese per il ripristino, la conservazione e la protezione della biodiversità marina. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica detiene l’amministrazione centrale e il finanziamento del piano, individuando in ISPRA l’unico soggetto attuatore.
Il Piano si articola in 37 linee di attività concrete che spaziano dal trapianto della Posidonia oceanica al ripristino dei banchi naturali di ostriche piatte, fino alla scoperta e mappatura delle montagne sottomarine profonde. Tra le novità più rilevanti figura anche il debutto della nuova unità oceanografica Arcadia, un vero e proprio laboratorio marino galleggiante. I dati della balneazione 2026 dimostrano che la strada della tutela sanitaria è ormai consolidata, mentre la sfida biologica ed ecologica del Progetto MER punta ora a mettere in sicurezza tutto ciò che si trova sotto la superficie dell’acqua.






