Si contano 35.000 decessi in Europa a causa del caldo estremo e persistente e il 16 ottobre torna in piazza Fridays For Future con uno sciopero per il clima. Gli studi scientifici continuano a ricordarci che una finestra di intervento esiste ancora, ma richiede una svolta immediata e drastica per scongiurare conseguenze del tutto fuori controllo.
A sette anni dall’esordio dei cortei globali di Fridays For Future, il bilancio delle politiche ambientali resta sconfortante: le emissioni serra non hanno smesso di salire e le promesse istituzionali risultano del tutto inadeguate a contenere il riscaldamento globale entro i limiti di sicurezza. Servirebbe un patto di cooperazione internazionale mai visto prima, ma le priorità dei governi sembrano andare altrove, con risorse finanziarie dirottate verso la produzione di armamenti — un settore che devasta vite umane e accelera l’inquinamento — anziché verso la protezione dei territori.
Caldo torrido: siamo ancora in tempo per tornare indietro
Le conseguenze della mancata prevenzione sono già sotto gli occhi di tutti. Il Bacino del Mediterraneo si sta surriscaldando a una velocità quasi doppia rispetto alla media globale, rendendo la regione estremamente vulnerabile. L’estate del 2026 ha infranto ogni record storico di calore, lasciando dietro di sé una scia drammatica di vittime collegate all’afa estrema, oltre a incendi diffusi e improvvisi eventi meteo violenti come trombe d’aria e grandinate devastanti.
Di fronte a territori impreparati e a un tempo di azione ormai ridotto al minimo, il movimento giovanile ha deciso di riattivare la mobilitazione di massa. Gli attivisti sottolineano che solo una pressione popolare diffusa può costringere la classe politica ad agire, ponendo le emergenze ambientali al centro dell’agenda pubblica.
L’autunno vedrà quindi una serie di manifestazioni capillari nelle principali città italiane. Il programma prevede cortei promossi dagli studenti, affiancati da iniziative nate dal dialogo con il mondo del lavoro. Tra i primi segnali di convergenza spicca lo sciopero del settore scolastico proclamato dal Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente per il 16 ottobre, a dimostrazione di come la battaglia per il futuro stia diventando una priorità trasversale a tutta la società civile.






