Giardino di via Ciaia partigiani Bassi e Sammarchi

Il giardino di via Ciaia a Milano dedicato ai partigiani Bassi e Sammarchi

Il giardino della Resistenza di via Ciaia a Milano è da oggi dedicato ai partigiani Sergio Bassi ed Elio Sammarchi. Lo spazio verde situato a Dergano vantava già la presenza di un murale con il volto dei due giovani uccisi nel 1944. Hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione i rappresentanti del Comune, il presidente di Anpi Milano, Primo Minelli, e Primo Sammarchi, 91 anni, anche lui staffetta partigiana, fratello di Elio. Presenti anche molti cittadini di una zona che annovera numerose medaglie al valor militare della Resistenza.

Con questo gesto l’amministrazione comunale di Palazzo Marino ha voluto, ancora una volta, ricordare la Resistenza e coloro che hanno dato la vita per garantire a noi tutti un’Italia libera e democratica, senza segnali di dittatura e censure. Chiunque entrerà d’ora in avanti nell’area verde di via Ciaia potrà ricordare e mandare un pensiero a due giovani ventenni che, in modo impavido, hanno sacrificato le loro brevi esistenze.

Giardino di via Ciaia dedicato a Sergio Bassi ed Elio Sammarchi

Originari entrambi dell’Emilia Romagna, Elio Sammarchi era di Sasso Marconi, in provincia di Bologna, e Sergio Bassi nacque invece a Parma ma si traferiscono giovanissimi a Milano. Si conoscono e diventano amici perché entrambe vivevano nella zona nord della città, in uno stabile in via Imbonati 9.
Elio era un vigile del fuoco mentre Sergio pur essendo uno studente lavorava come impiegato presso una ditta di spedizioni.

Dopo l’8 settembre del ’43 entrarono nella Resistenza partigiana unendosi ai Gruppi di Azione Patriottici della città. Sergio divenne subito caposquadra del gruppo operativo in via Farini a cui si unì anche l’amico Elio. Con coraggio e valore partecipano a numerose azioni armate e sabotaggi fino alla fine dei loro giorni. Elio è fucilato a Chesio Valstorna in provincia di Novara il 9 maggio del 1944, Sergio tre mesi dopo al campo Forlanini di Milano il 31 luglio con altri cinque gappisti.