È il film che non ti aspetti. Lo potremmo definire un green-thriller o più propriamente un agri-action. Il Mohicano il film di Frédéric Farrucci, con Alexis Manenti (Premio César come Miglior Attore Esordiente per “I Miserabili”) che esce ora in sala dopo esser stato selezionato alla 73a edizione del Trento Film Festival, ha numerosi punti di forza per poter convincere lo spettatore.
In primo luogo il legame con la tradizione contadina.
Joseph, il protagonista della storia, è infatti un pastore che vive, con il suo gregge, in un appezzamento che si affaccia sul mare della Corsica. In passato questi erano terreni privi di valore, perché meno adatti alle lavorazioni agricole, in tempi recenti sono diventati ambitissimi soprattutto per un eventuale loro sfruttamento edilizio e turistico.
La bellezza del paesaggio regala poi inquadrature di forte suggestione, sospese tra mare e terra. Il tutto immerso in un silenzio che è poi quello di Joseph, pastore dalle poche parole.
Il Mohicano: l’environmental justice

C’è, poi, il perenne contrasto tra bene e male, tra Davide e Golia. La mafia vuole la sua terra per un progetto immobiliare. Lui rifiuta per fedeltà alla sua identità contadina. Il nostro pastore diventa, così il difensore di un mondo ricco di valori e che oggi stiamo riscoprendo. Un’idea di environmental justice che attraversa il film con una linea etica e di critica verso una società capitalistica votata allo sfruttamento incondizionato delle risorse.
Quando, poi, Joseph uccide accidentalmente il mafioso venuto a intimidirlo, il film di Farrucci assume un ritmo che poco ha da invidiare ai film dichiaratamente di genere. La spietata caccia all’uomo da parte dei malviventi che vogliono vendicare il compagno regala numerosi colpi di scena (e di badile) e ci fa parteggiare per l’ultimo dei Mohicani come è ribattezzato il nostro pastore sui social, per merito della nipote Vannina.
Il film, quindi, ha la capacità di evocare un immaginario che era quello dei nostri nonni e a contrapporlo a quello di una modernità speculatrice e colpevole.







