Falco pellegrino

Il palazzo della Regione Lazio ha un nuovo inquilino, un piccolo falco pellegrino

Sul tetto della Regione Lazio, in via Cristoforo Colombo a Roma, è nato un falco pellegrino, Enea è il nome deciso con un contest. Venere e Marte, i suoi orgogliosi genitori, hanno scelto, ormai da qualche anno, un palazzo pubblico, nella zona sud della capitale, per mettere su famiglia. Attraverso la rilevazione delle misure biometriche effettuate dai tecnici naturalistici e dagli ornitologi di Ornis Italica si è potuto stabilire con certezza che si tratta un maschio.

Il piccolo è ora dotato di un anello con un codice alfanumerico che non arreca danno e consentirà di rilevare per tutta la vita lo stato di salute e gli eventuali spostamenti. Il suo arrivo è stato scoperto da un addetto al servizio di vigilanza antincendio che all’inizio di marzo aveva notato 4 uova proprio sotto un pannello solare. Grazie al posizionamento di una webcam possiamo seguire i progressi di Enea, l’unico dei suoi fratelli o sorelle che è riuscito a venire al mondo e ascoltare i suoi pigolii se mamma e papà non sono pronti a sfamarlo degnamente.

Imminente il primo volo di Enea, falco pellegrino

Nato il 15 aprile, dopo una cova di circa 30 giorni, il piccolo falco (nell’immagine di copertina fornita dal sito di Parchi Lazio) farà il suo primo volo tra pochi giorni e già si può notare che sta completando il nuovo piumaggio da giovane adulto. Il tetto della Regione Lazio sarà un ottimo trampolino di lancio per il rapace, una specie che di norma nidifica sulle pareti rocciose e impervie di falesie e montagne ma non disdegna le altitudine degli ambienti urbani dove si è ormai adattato. L’aggettivo pellegrino deriva dalla sua natura migratoria: alcuni esemplari compiono migliaia di chilometri tra i luoghi di nidificazione e quelli di svernamento.

Il falco peregrinus è noto per la sua velocità impressionante: durante la picchiata di caccia può superare i 320 km/h, rendendolo, di fatto, l’animale più veloce del pianeta. Questa tecnica, chiamata “stoop” gli consente di colpire le prede in volo con una precisione letale. Ha rischiato l’estinzione nel XX secolo a causa dell’uso di pesticidi come il DDT che indeboliva i gusci delle uova ma con opportuni interventi di tutela e la messa al bando di queste sostanze la popolazione è in forte ripresa.