Il pensiero dei nativi americani

Il pensiero dei nativi americani, di Alessandro Martire, Edizione Giunti

Il pensiero dei nativi americani, di Alessandro Martire, Edizione Giunti è da poco in libreria per dar voce ad un popolo sottomesso e depredato. Ma è anche la storia di un territorio compreso tra Sud Dakota e Wyoming che ha visto sterminare i bisonti per fare spazio all’allevamento e lo sfruttamento indiscriminato per l’estrazione del carbone.

L’autore, profondo conoscitore della cultura dei nativi americani, offre una narrazione coinvolgente e rispettosa, mettendo in luce l’importanza di una saggezza antica, spesso trascurata dal mondo contemporaneo; sarà un viaggio ricco di significato attraverso la filosofia, la spiritualità e la visione del mondo delle antiche popolazioni del continente americano.

Un testo ambientalista che racconta la durezza con cui sono stati trattati i nativi a partire dalla scoperta dell’America (la loro Isola della Tartaruga): uccisioni, torture, divieto di parlare la loro lingua, di seguire i loro riti e di utilizzare le loro terre abitate dai loro spiriti, privati della loro terra e rinchiusi nelle Riserve senza una vera economia di sostegno.

Nativi americani: il legame con Madre Terra e il loro io più profondo

Il libro si presenta come un’opera che celebra l’essenza del pensiero nativo, intessuto di rispetto per la natura, armonia con l’universo e un profondo senso di comunità, in un’epoca segnata, invece, da crisi ambientali e sociali. Martire esplora temi centrali come il rapporto sacro con la terra, la spiritualità come guida nella vita quotidiana e l’importanza della tradizione orale per la trasmissione del sapere. Ogni capitolo è un invito a riflettere sul nostro modo di vivere, proponendo una prospettiva alternativa, più equilibrata, più sostenibile e consapevole.

Chi è Alessandro Martire

Alessandro Martire, docente di antropologia e diritto internazionale, è attratto già durante la sua adolescenza dalle popolazioni del nord America e nel 1982, dopo alcuni anni di studio a New York, visita alcune riserve del Sud Dakota, fra le quali Pine Ridge e Rosebud e instaura rapporti di fraterna amicizia con alcuni membri. Iniziato ai sacri riti Lakota nel 1999 è nominato membro onorario della Nazione Lakota Sicangu Sioux di Rosebud come riconoscimento per il lavoro giuridico, sociale e politico svolto in Italia per la difesa dei diritti delle popolazioni indigene americane.