Apre Barricalla 2, il nuovo impianto per la gestione dei rifiuti speciali, pericolosi e non, sito in località Ciabot Gay, a Collegno, a poca distanza dell’impianto madre che ha esaurito ormai le sue volumetrie. La logica alla base è il recupero territoriale senza consumo di nuovo suolo. Autorizzato nel 2023, il cantiere è partito nell’agosto 2024 con l’obiettivo di rendere operative le prime aree a giugno 2026. L’infrastruttura si propone come un pilastro fondamentale rispondendo a esigenze reali del sistema produttivo e delle bonifiche ambientali.
L’impianto che inauguriamo oggi costituisce un punto di arrivo, ma soprattutto un nuovo inizio. L’approdo è rappresentato dalla conclusione di un lungo percorso iniziato alcuni anni addietro, che ci consente di rendere operativo un impianto moderno, tecnologicamente all’avanguardia e sicuro. L’inizio è nel perfezionamento del know how aziendale, delle strategie operative e nella sempre maggiore attenzione alle persone e all’ambiente. In due parole: siamo stati, siamo e ci impegniamo ad essere per il futuro una eccellenza di un sistema nel quale il tema della ecologia è centrale e riguarda ciascuno di noi – Dichiara Mauro Anetrini, presidente di Barricalla S.p.A.
Barricalla rappresenta una realtà strategica per il nostro territorio e l’avvio del nuovo impianto consolida l’eccellenza conquistata in questi anni. Quello dei rifiuti speciali è un tema importante che merita la massima attenzione e un elevato livello tecnologico e di innovazione: per questo è motivo di grande orgoglio che una realtà come questa sia frutto della partnership tra pubblico e privato, un unicum a livello nazionale, a conferma che quando le cose si fanno insieme, i territori possono offrire servizi e tecnologie d’avaguardia – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori all’ambiente Matteo Marnati e alle partecipate Daniela Cameroni, e il Sottosegretario Claudia Porchietto, presente all’evento inaugurale.
Siamo convinti che l’impianto Barricalla 2 doterà l’area metropolitana torinese e tutto il Nord Ovest di un’infrastruttura strategica per la gestione sicura dei rifiuti speciali e delle bonifiche. Anche la data scelta per l’inaugurazione, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, ha un significato simbolico importante e rappresenta la capacità di coniugare sostenibilità e sviluppo industriale. Il nuovo impianto servirà a garantire lo smaltimento sostenibile e sicuro dei rifiuti speciali, contrastando lo smaltimento illecito e tutelando la salute dei cittadini – ha detto Stefano Lo Russo sindaco della Città metropolitana e della Città di Torino sottolinea.
Caratteristiche e sicurezza dell’impianto Barricalla 2
- Capacità e tipologie: con una volumetria di 1,22 milioni di metri cubi, accetterà 301 tipologie di codici EER, inclusi 27 contenenti amianto, che richiedono uno stoccaggio definitivo e controllato per tutelare la salute pubblica.
- Autonomia nazionale: l’opera eviterà il trasferimento all’estero di materiali pericolosi e non, affiancandosi agli undici impianti già attivi in Italia.
- Standard tecnologici: il progetto prevede sistemi avanzati di impermeabilizzazione, gestione del percolato e una rete di monitoraggio ambientale e biomonitoraggio gestita da enti esterni.
La nascita di Barricalla 2 accende i riflettori sul tema dei rifiuti speciali: una questione spesso assente dal dibattito pubblico, ma strettamente legata ai consumi quotidiani e ai processi industriali del Paese.
Sicurezza e ingegneria dell’impianto
Il nuovo bacino riproduce il sistema di isolamento del precedente impianto esaurito, combinando elementi naturali e sintetici per garantire la massima stabilità nel tempo:
- Barriere geologiche e artificiali: la base e le pareti dello scavo sono protette da 6 metri di argilla a bassissima permeabilità, sormontati da un telo in polietilene ad alta densità (HDPE) saldato a caldo, un telo in tessuto non tessuto (TNT) e uno strato di ghiaia.
- Gestione dei liquidi: un sistema di pompaggio interno drena quotidianamente il percolato generato da piogge e umidità.
- Controllo e chiusura: ogni carico in ingresso subisce rigidi test di laboratorio. Esaurita la capacità, la vasca viene sigillata con argilla e HDPE, per poi essere ricoperta di terreno agrario e flora autoctona. Una rete di sensori monitora costantemente suolo, acqua e aria.
Il contesto nazionale (dati Ispra 2025)
L’infrastruttura risponde a una progressiva riduzione dei siti di smaltimento in Italia, a fronte di una produzione di rifiuti speciali che ha raggiunto 164,5 milioni di tonnellate (di cui 10,2 milioni pericolosi). Negli ultimi dieci anni, le discariche attive per rifiuti speciali sono scese da 364 a 249, mentre quelle dedicate ai residui pericolosi sono appena 11.







