Roma Capitale adotta un piano d’azione per individuare gli interventi utili a contrastare l’inquinamento acustico e ridurre il numero di persone esposte. Il rumore eccessivo, proveniente da traffico, industrie, cantieri e attività umane può avere conseguenze gravi e durature ed è spesso un problema sottovalutato.
Non colpisce solo gli esseri umani ma anche la fauna e l’ecosistema: gli animali, soprattutto gli uccelli e i mammiferi marini possono subire alterazioni nei loro comportamenti che vanno ad influenzare la caccia per procacciarsi cibo, la riproduzione e la comunicazione. Non solo. Il rumore urbano e industriale modifica gli equilibri naturali causando lo spostamento o l’estinzione di alcune specie.
Con l’adozione del Piano vogliamo mettere in campo misure volte al contrasto dell’inquinamento acustico che, come certificato da una vasta letteratura scientifica e dall’Organizzazione mondiale della sanità, hanno effetti gravemente nocivi sulla salute delle persone. La mappatura effettuata ha rilevato che sono circa 740 mila i romani maggiormente esposti all’inquinamento acustico e la localizzazione delle principali criticità ci ha consentito di pianificare gli interventi congiunti più efficaci per ridurre queste cifre. L’individuazione delle ‘zone silenziose’ consentirà di poter fruire di luoghi particolarmente protetti dal rumore, così preziosi per la qualità della vita nella nostra città – dichiara l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi.
Inquinamento acustico: i provvedimenti a Roma
Quali sono gli interventi che permetteranno di abbassare i decibel intorno a noi? Intanto laddove possibile è prevista l’installazione di barriere antirumore, uso di materiali fonoassorbenti nel momento in cui vengono riasfaltate le strade, il potenziamento delle piste ciclabili (più bici meno auto), nuove zone pedonali, il potenziamento del trasporto (linee tranviarie e metro), il rinnovo dei mezzi pubblici e l’aumento dei veicoli elettrici, la realizzazione di zone con limiti di velocità a 30 km/h, progetti di forestazione urbana.
Una mappatura acustica strategica ha permesso di individuare alcune aree critiche per ogni municipio della capitale su cui si interverrà entro il 2027 con la previsione di una riduzione media del 7,7% di persone esposte a valori acustici superiori al limite nell’arco delle 24 ore. Sono intanto state selezionate le cosiddette “zone silenziose” ovvero aree di almeno 3.000 mq fruibili dai cittadini situate principalmente all’interno di ville storiche e parchi:
- Parco della Caffarella;
- Parco dell’Appia antica;
- Parco degli Acquedotti;
- Parco Centocelle;
- Villa Torlonia;
- Parco dell’Aniene;
- Villa Ada;
- Villa Doria Pamphili lato est e ovest;
- Villa Borghese;
- Parco Monte Mario;
- Parco della Cellulosa:
- Riserva del Litorale.
Effetti sulla salute umana
L’esposizione prolungata a livelli elevati di rumore può causare diversi problemi di salute (ne risentono soprattutto coloro che lavorano o vivono su strade trafficate senza ausilio di doppi vetri e infissi adeguati) tra cui:
- disturbi del sonno: l’inquinamento acustico notturno ne compromette la qualità portando a stanchezza cronica e riduzione delle capacità cognitive;
- stress e ansia: il rumore continuo aumenta i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, influenzando negativamente il benessere psicologico;
- problemi cardiovascolari: studi scientifici dimostrano che il rumore eccessivo può aumentare il rischio di ipertensione, infarti e ictus.
- danni all’udito: l’esposizione a suoni superiori agli 85 decibel per lunghi periodi può portare a perdita dell’udito e acufeni.






