Un insolito e affascinante ospite ha trovato rifugio all’aeroporto di Napoli Capodichino. I tecnici della manutenzione degli aeromobili hanno notato un esemplare di Succiacapre (Caprimulgus europaeus) nascosto all’interno di uno degli hangar dello scalo. L’animale, visibilmente debilitato e incapace di prendere il volo, è stato subito segnalato alla Polizia Metropolitana di Napoli.
Gli agenti sono intervenuti tempestivamente per recuperare il volatile, trasferendolo d’urgenza al CRAS – Centro Recupero Animali Selvatici “Federico II”, attivo presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Napoli in collaborazione con l’ASL Napoli 1 Centro. I veterinari hanno riscontrato un forte stato di stress e una grave denutrizione, causati dal lunghissimo viaggio migratorio che in questa stagione spinge la specie dall’Africa verso l’Europa per la riproduzione. Il Succiacapre è stato sottoposto a terapie riabilitative con l’obiettivo di restituirlo alla libertà non appena avrà riacquistato le forze.
Succiacapre: identikit di un fantasma della notte tra miti e biologia
Il Succiacapre è una specie protetta dalle leggi nazionali e internazionali, considerata tra le più enigmatiche e insolite della fauna europea. Si tratta di un predatore crepuscolare e notturno, dotato di un piumaggio mimetico grigiastro e striato che lo rende del tutto identico alla corteccia di un albero o al terreno secco. Di giorno rimane immobile sui rami diventando invisibile, mentre al tramonto inizia la caccia con un volo silenzioso, leggero e acrobatico, simile a quello di una grande falena o di un pipistrello.
Il suo nome singolare affonda le radici in un’antica credenza errata risalente alla Grecia classica e documentata persino da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia. Secondo la leggenda, questo uccello penetrava nelle stalle per succhiare il latte dalle mammelle delle capre, provocando l’inaridimento del bestiame o la cecità. Per via di queste abitudini notturne e della bocca insolitamente larga, alcune tradizioni popolari italiane lo hanno persino etichettato ingiustamente come “vampiro”.
Un prezioso alleato degli agricoltori
La realtà biologica è molto diversa dal mito e rivela l’importanza ecologica di questa specie:
- alimentazione: si nutre quasi esclusivamente di insetti volanti, tra cui mosche, falene e tafani;
- perché frequenta i pascoli: si avvicina al bestiame unicamente perché attratto dagli sciami di insetti che ronzano attorno agli animali;
- tecnica di caccia: cattura le prede direttamente in volo grazie a straordinarie doti aeree, che includono lo “Spirito Santo”, ovvero la capacità di rimanere sospeso immobile in aria nello stesso punto.
La sua dieta lo rende a tutti gli effetti un fondamentale insetticida naturale e un prezioso alleato per l’agricoltura e la zootecnia locale. Questo salvataggio di inizio giugno conferma l’importanza della collaborazione tra i lavoratori del territorio, le forze dell’ordine e le strutture veterinarie pubbliche nella salvaguardia della biodiversità e della fauna selvatica.







