Intelligenza artificiale IA

Intelligenza artificiale, dalla Toscana la proposta di un Osservatorio, di Giulia Rafanelli – Eco Digital

Oggi tutti parliamo di intelligenza artificiale, l’IA generativa ha fatto in modo che questa tecnologia diventasse di uso comune. Siamo circondati da applicazioni di IA generativa delle più varie, dai “classici” generatori di testo e immagini, come ChatGtp, ai totem turistici in giro per le città, alle applicazioni più evolute per le smart cities, ma sappiamo davvero come utilizzarne al meglio il potenziale dell’intelligenza artificiale? Sappiamo come trasformarla in un’opportunità di crescita e sviluppo per il Paese? Siamo davvero in grado di metterla a servizio della collettività? Il 2024 sarà un anno cruciale per l’evoluzione dell’AI.

Proprio qualche giorno si è tenuto a Firenze un convegno promosso dalla Regione Toscana dal titolo “AI ACT – Le nuove sfide dell’intelligenza artificiale. Quali strategie per la Toscana?“. Tra le proposte emerse, anche quella di creare un Osservatorio regionale dedicato di cui faranno parte tecnici ed esperti. La Toscana punta così a fare da apripista in Italia per ciò che riguarda le nuove sfide che l’AI lancia.

Intelligenza artificiale, una valida alleata

È più che positivo che le istituzioni si interroghino sull’IA soprattutto su come poterla sfruttare per migliorare i servizi per la cittadinanza. Non mancano in Italia buone pratiche di intelligenza artificiale applicate al settore pubblico: che permettono di semplificare l’accesso ai servizi cittadini, di ottimizzare i processi, snellire le lungaggini burocratiche, di svolgere in sicurezza operazioni per loro natura pericolose e rischiose.

Non dovremmo infatti vedere in quella artificiale un’intelligenza competitiva o alternativa a quella umana, bensì un’alleata. Ci sono sfide che per quanto ci vedano tutti impegnati non siamo stati ancora in grado di vincere, quelle ambientali per esempio. Pensiamo al grave problema dei rifiuti nei nostri mari. Recentemente è stato sviluppato un rilevatore basato sull’intelligenza artificiale che stima la probabilità della presenza di detriti marini nelle immagini satellitari aiutando a individuare e rimuovere sistematicamente la plastica dai mari del mondo.

Un’applicazione che possiamo tranquillamente definire una rivoluzione nella lotta contro le plastiche. L’IA ha bisogno della capacità della mente umana di identificare il problema e di trovare le soluzioni, l’uomo del potenziale dell’IA. Ma per sfruttarli al massimo è importante fare cultura sull’IA. E se da un punto di vista legislativo l’Europa è molto avanti, dobbiamo ancora lavorare sul fronte della politica industriale per essere veramente protagonisti del futuro.

L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per il progresso e lo sviluppo della nostra società. Tuttavia, è fondamentale che sia integrata con saggezza e consapevolezza, valorizzando la complementarietà tra intelligenza umana e artificiale. Solo attraverso un uso responsabile e mirato dell’IA, supportato da politiche industriali lungimiranti, da una cultura tecnologica diffusa e dall’interesse delle istituzioni, potremo realmente sfruttare il suo potenziale a beneficio della collettività.

Giulia Rafanelli, responsabile comunicazione Agenzia Future