Intervista a Enrico Ambrogio, Presidente Consorzio EcoTyre, di Massimiliano Pontillo, Direttore Eco in città

Enrico Ambrogio è Presidente e fondatore del Consorzio EcoTyre, con 20 anni di esperienza nella logistica di ritorno.

L’INTERVISTA

1) Il Consorzio EcoTyre nasce nel 2012: vuole riassumerci un suo bilancio?

Abbiamo iniziato questa avventura appena 9 anni fa e siamo riusciti a raggiungere ottimi risultati, di cui si può andare fieri e per cui ringrazio tutta la squadra di EcoTyre.
In questi anni abbiamo gestito complessivamente 367.483.201 kg di pneumatici pari a circa 50 milioni di pezzi. Le aziende iscritte, a fine 2019, erano 778 confermando EcoTyre come il Consorzio più partecipato in Italia. Una fidelizzazione dovuta principalmente alla nostra capacità di garantire servizi di qualità a tutte le tipologie di Soci, dai produttori internazionali alle piccole realtà imprenditoriali.
Abbiamo costruito una rete di raccolta di 18.620 gommisti e officine, puntuale e capillare che copre tutta la penisola, anche i Comuni più piccoli, quelli più difficili da raggiungere.
Questo ultimo punto per me è fondamentale: ci eravamo prefissati di dare un contributo concreto alla crescente necessità dei piccoli gommisti di ottenere servizi di raccolta PFU anche per piccole quantità, in zone periferiche o disagiate, dove sovente la filiera di raccolta risultava inefficiente. Nel corso dell’anno, grazie alla preziosa collaborazione della nostra rete operativa, costituita da 130 EcoTyre Partner, siamo riusciti a dare una risposta significativa, garantendo circa 13.000 ritiri presso i piccoli gommisti (pari a circa il 67% del totale).

2) Come avviene la raccolta e lo smaltimento degli pneumatici?

I Produttori e Importatori di pneumatici nuovi sono tenuti ad affidarsi a un Consorzio come EcoTyre per la gestione della raccolta e del trattamento dei PFU, che rappresentano una risorsa più che un rifiuto. Non tutti sanno che i PFU sono riciclabili al 100%.
Il cittadino, che deve fare il cambio gomme, va dal gommista o dalle officine meccaniche o altri professionisti del settore. Nel momento in cui acquista la gomma nuova, ciascuno di noi paga, come da normativa, il contributo ambientale, la spesa cioè per il trattamento del fine vita di questi prodotti. Il gommista o l’officina, poi, richiede il ritiro gratuito dei PFU a EcoTyre.
Il Consorzio, quindi, organizza e gestisce quotidianamente la rete nazionale di raccolta attraverso i Logistics Partner e seleziona la rete di impianti di riciclo, i cosiddetti Recycling Partner. Questi effettuano il processo di recupero vero e proprio che consiste nel separare la gomma dalle parti ferrose e tessili e nel triturarla in diversi formati adatti al recupero di materia o di energia. In questi impianti nasce il granulato di gomma che viene utilizzato per la realizzazione di oggetti in gomma riciclata, come mattonelle antitrauma, pannelli fonoassorbenti, arredi urbani e sportivi (come le piste d’atletica) o per la produzione di nuovi pneumatici grazie al progetto “Da Gomma a Gomma”.

3) EcoTyre, a tal proposito, ha lanciato da poco la fase 2.0 di questo innovativo progetto, da Gomma a Gomma. Ci spieghi meglio.

Abbiamo messo a punto questo processo, particolarmente innovativo iniziato tre anni fa con il coinvolgimento di importanti partner tecnici italiani e internazionali, che consente di utilizzare la gomma triturata derivante dalle gomme giunte a fine vita, per generare una mescola utilizzabile per la produzione di altri pneumatici, equivalente a quella tradizionale.
Gli “pneumatici verdi” contenenti per il 20% gomma riciclata e devulcanizzata sono stati sottoposti a un test comparativo mirato a valutare le differenze esistenti tra le due tipologie di copertone: quelli tradizionali e quelli contenenti gomma riciclata. Per un anno, 20 camion di 5 modelli diversi hanno percorso un totale di quasi 1,5 milioni di chilometri in giro per l’Italia utilizzando pneumatici a mescola standard e a mescola riciclata, derivata dalla triturazione degli PFU, in condizioni di grande stress e carichi completi fino a 44 tonnellate. I nuovi pneumatici verdi hanno subìto un grado di usura praticamente identico a quello dei copertoni prodotti tradizionalmente. Alla luce di questi ottimi risultati, EcoTyre ha deciso di lanciare il progetto “da Gomma a Gomma 2.0” che punta ad ampliare l’iniziativa ad altre tipologie di pneumatici ed equipaggiare almeno 1.000 veicoli entro i prossimi 36 mesi.

4) Avete dato vita a un progetto unico, PFU Zero. Di cosa si tratta?

PFU Zero è il primo progetto nazionale di mappatura dei depositi abbandonati di PFU. L’obiettivo è quello di individuare, attraverso le segnalazioni di enti locali, associazioni e cittadini sul sito internet dedicato http://www.pfuzero.ecotyre.it, zone in cui vengono abbandonati gli PFU. In circa 7 anni di attività, sono state raccolte oltre 2,3 milioni di gomme con circa 160 interventi straordinari in tutta Italia, durante i quali EcoTyre ha promosso attività di educazione ambientale. Nel 2019 le missioni di raccolta straordinaria, gratuite per le amministrazioni locali, sono state 48 e hanno coinvolto comuni in quasi tutte le regioni italiane. L’ultimo intervento effettuato, a gennaio 2020, ad Alvito nel Lazio, in provincia di Frosinone, dove sono stati recuperati oltre 2.000 PFU all’interno della Fossa Maiura, una dolina carsica naturale profonda oltre 100 metri. È proprio questo l’intento di PFU Zero di EcoTyre: dare un contributo concreto alle Amministrazioni in difficoltà e alle associazioni ambientaliste nella gestione dei PFU che rimuovono da luoghi altrimenti dimenticati, pensiamo appunto a una dolina carsica o ai alcuni fondali marini. “PFU Zero sulle coste italiane” è all’interno del più ampio progetto PFU Zero, in collaborazione con Marevivo. Nelle 6 tappe effettuate nel 2019, sono stati raccolti, grazie alla collaborazione di cittadini e amministrazioni locali, 9.850 kg di pneumatici fuori uso.

5) Da sempre collaborate con alcune delle maggiori associazioni ambientaliste: insieme è meglio?

Si, insieme è meglio perché si lavora tutti nella stessa direzione e per raggiungere obiettivi comuni: la salvaguardia dell’ambiente e la sensibilizzazione della cittadinanza sulla corretta gestione dei PFU e sulla filiera. Oltre a Marevivo, abbiamo rinnovato la partnership con Legambiente e abbiamo partecipato a Puliamo il Mondo, l’edizione italiana di Clean up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo.
Grande la partecipazione della Regione Calabria con ben 20 Comuni che hanno raccolto quasi 30 mila kg di pneumatici giunti a fine vita nei diversi punti stabiliti per i quali EcoTyre si è occupato della corretta gestione.
Anche per il 2019 siamo stati in prima linea durante Let’s Clean Up Europe, la più grande campagna europea contro il littering e l’abbandono dei rifiuti.

6) A inizio anno è stato pubblicato il Rapporto dell’Osservatorio sui flussi illegali di PFU. Ci indica i dati più importanti?

Si stimano tra 30 e 40 mila le tonnellate di pneumatici che ogni anno vengono immessi illegalmente nel mercato nazionale, a cui si legano un mancato versamento del contributo ambientale per la loro raccolta e riciclo pari a un totale di circa 12 milioni di euro, evasione dell’IVA stimabile in circa 80 milioni di euro ed un’esposizione al rischio di abbandono nell’ambiente di pneumatici fuori uso derivanti da attività illegali, che non esistono e sono dunque fuori dalle regole del sistema nazionale di gestione dei PFU. Dal giugno 2017 a dicembre 2019, il lavoro dell’Osservatorio di cui facciamo parte, attraverso la piattaforma Cambio Pulito, ha permesso di tracciare un quadro chiaro della situazione: 361 le denunce di illeciti registrate, che hanno riguardato 301 società. Le segnalazioni raccolte sono risultate nella quasi totalità dei casi precise e circostanziate, corredate da documentazione a supporto, tanto da concretizzarsi in 8 esposti inoltrati alle Forze dell’Ordine.

7) Recentemente il Ministro Sergio Costa ha emanato il Decreto End of Waste per i PFU. E’ un tassello fondamentale per la filiera?

Il decreto emanato dal Ministro Costa rappresenta per il mondo di EcoTyre un tassello fondamentale: alla filiera del riciclo degli pneumatici fuori uso è stato riconosciuto con atto formale un ruolo centrale per l’economia circolare del nostro paese. L’azione del Governo è un riconoscimento essenziale per chi come noi è impegnato nella gestione degli PFU da quasi 10 anni. Riteniamo che questo documento sia decisivo per lo sviluppo del comparto ‘Gomma’ nel nostro Paese, perché dà un’accelerazione notevole a un settore già efficiente nella gestione degli PFU. Crediamo che questa possa essere la spinta decisiva per realizzare entro breve progetti innovativi e di avanguardia come il nostro, da Gomma a Gomma che consiste nel riutilizzare granulo di gomma da PFU per il ciclo produttivo di nuovi pneumatici. Ringraziamo il Ministro Costa per il supporto concreto, sopratutto in un momento come quello che ci troviamo ad affrontare, dove ogni intervento semplificativo contribuisce a raggiungere in tempi rapidi risultati sostenibili per l’ambiente e per il tessuto industriale del nostro Paese.

8) Radio 24 Vi ha assegnato il Premio “L’altro Pianeta”: un bel riconoscimento, vero?

Si, ne andiamo molto fieri. L’essere stati scelti ha rappresentato per noi il riconoscimento di tanto impegno e tanta dedizione che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro.

9) I cittadini, oggi, sono più attenti e informati rispetto ai temi del riciclo?

Direi di sì. Di strada ne abbiamo fatta tanta, abbiamo organizzato numerose iniziative di sensibilizzazione e di educazione grazie alle quali abbiamo potuto spiegare ai cittadini presenti agli interventi come funziona la nostra filiera e quanto sia importante non disperdere le gomme nell’ambiente ma piuttosto lasciarle presso i gommisti. Vorrei, a tal proposito, ribadire che i gommisti e le officine sono tenuti per legge a ritirare e trattenere le gomme giunte a fine vita senza alcun costo per i cittadini.
Queste campagne sono di importanza fondamentale; siamo noi, infatti, il primo tassello di una filiera che garantisce una gestione corretta degli PFU e, quindi, il rispetto dell’ambiente.

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