Bergamaschi L'Erbolario

L’intervista a Franco Bergamaschi, Presidente L’Erbolario

Per la rubrica il Personaggio di Eco in città l’intervista a Franco Bergamaschi, Presidente L’Erbolario, di Massimiliano Pontillo, Direttore Responsabile Eco in città. 

L’Erbolario è oggi sinonimo di cosmesi naturale: shopper in carta certificata FSC®, plastiche di origine vegetale o riciclata per gli imballi, inchiostri a base d’acqua per le decorazioni. Per ciascun prodotto poi la qualità è garantita dalla scelta delle materie prime e da un approvvigionamento generale sostenibili.

Recentemente siete diventati una Società Benefit: è dunque possibile contemplare il business con il rispetto per l’ambiente e il perseguimento di un beneficio comune?

Sì, è assolutamente possibile ed è anche vantaggioso: oggi, infatti, i Clienti non si accontentano di acquistare un cosmetico di eccellente qualità, ma, sempre più, chiedono alle aziende consapevolezza e impegno concreto riguardo ai temi etici, sociali e ambientali.
Da noi la cosmetica fa rima con etica da sempre, fin dalla nostra nascita nel lontano 1978, e ruota attorno a tre cardini imprescindibili: persone, animali, ambiente. Essere Società Benefit, oggi, ci permette di confermare anche nel nostro statuto sociale l’impegno a orientare la nostra attività verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile, inclusivo e trasparente.

Molte aziende italiane hanno intrapreso la via della delocalizzazione. L’Erbolario con i suoi 5.500 punti vendita in Italia e i 42 paesi in cui esporta, in controtendenza, produce esclusivamente nel Parco Adda Sud, alle porte di Lodi. Ci racconti questa vostra scelta.

A L’Erbolario siamo orgogliosi di non aver mai delocalizzato alcuna fase produttiva, men che meno in quei paesi dove i diritti umani e i diritti dei lavoratori sono calpestati. Non solo, delocalizzare la nostra produzione significherebbe penalizzare la qualità e la sostenibilità dei nostri cosmetici.
Per questo la nostra filiera produttiva rimane a Lodi: facciamo tutto noi, a partire dagli oltre 300 estratti vegetali, che produciamo per autoconsumo, fino ai prodotti confezionati, che spediamo in tutto il mondo.
Questo ci permette di cogliere il meglio dalla natura, di studiare formule sempre all’avanguardia e di proporre sul mercato dei prodotti unici e attenti all’ambiente.

L'Erbolario Franco Bergamaschi

Ormai quasi 10 anni fa è nato il vostro Polo Logistico, un gioiello della sostenibilità: ben 27.000 metri quadri all’insegna del risparmio e dell’efficienza energetica.
Quali sono i vari elementi green che lo caratterizzano?

Si tratta di un raro esempio di edificio industriale di classe energetica B, che vanta un impianto di riscaldamento e condizionamento tramite l’abbinata di pompe di calore ed energia geotermica: non utilizziamo nemmeno 1 m³ di gas metano. Per quanto riguarda l’energia elettrica, nei mesi estivi siamo autosufficienti grazie al nostro parco fotovoltaico da 977 kWp, mentre in quelli invernali integriamo il nostro fabbisogno con energia da fonti rinnovabili certificate, come l’eolico .
Grazie a questa scelta, negli ultimi 10 anni abbiamo evitato l’emissione di quasi 2 milioni di kg di CO₂ (2000 tonnellate), pari a un bosco di oltre 30mila alberi!

Nel 2006 avete aderito allo Standard Internazionale Stop ai Test su Animali. Ricordiamo che, mentre sono vietati gli esperimenti sul prodotto finale, restano legali quelli sulla materia prima: sembra una contraddizione in termini.
Quali strade e altri progetti state avviando insieme alla LAV – Lega Anti Vivisezione?

L’impegno a fianco della LAV (Lega Anti Vivisezione) è nato insieme a noi: fin dagli inizi, infatti, ci siamo battuti per ottenere, nel 2004, la messa al bando dei test su animali del prodotto finito cosmetico.
Ma la nostra battaglia comune non si è fermata finché, promuovendo la raccolta di migliaia di firme, abbiamo ottenuto anche il divieto totale nell’Unione Europea di sperimentare gli ingredienti cosmetici sugli animali, in vigore dal 2013.
L’adesione allo Standard Internazionale Stop Ai Test Su Animali, inoltre, attesta la nostra scelta di non utilizzare nemmeno materie prime sperimentate su animali a fine chimico o farmaceutico, ad oggi ancora ammesse.