Intervista a Maria Rosaria Ferrò, Minimo Impatto, di Massimiliano Pontillo, Direttore Eco in città

Maria Rosaria Ferrò è nata a Ciampino (RM). Nel 2007, mossa dal suo spirito ambientalista, fonda con il marito Giuseppe Avolivolo, Minimo Impatto srl di cui è Direttore amministrativo, diventato negli anni punto di riferimento nel commercio on line di una vasta gamma di prodotti eco-friendly come le stoviglie biodegradabili e compostabili. Oggi l’azienda è anche una piattaforma logistica, commerciale e distributiva per il settore B2B. Nel 2012, fonda un nuovo e-commerce riservato al mondo della ristorazione ecologica, Ecostoviglie.com. Nel 2016 partecipa alla creazione del sito di notizie sul mondo dell’ecologia Fattidigreen.it.

L’INTERVISTA

1) Quando nasce l’idea di Minimo Impatto, e qual’è la vostra vision?

L’idea di Minimo Impatto nasce da una delle tante giornate di intenso traffico nella Capitale. In quell’auto ero con mio marito Giuseppe Avolivolo, direttore dell’azienda. Pur amando molto la nostra città, con due bambini piccoli a casa, ci interrogavamo su come sarebbe stato bello immaginare di vivere in un luogo pulito e sano, e ci chiedevamo se anche noi avremmo potuto contribuire a realizzare quel mondo che tanto auspichiamo di voler lasciare ai nostri figli.
Parliamo di più 13 anni fa, la Green Economy non era ancora un concetto così diffuso, ancor meno quelli di vita “plastic free”, di economia circolare. Non sapevamo bene che strada avremmo percorso, ma avevamo già individuato la direzione. L’incontro con il mondo delle bioplastiche e delle stoviglie biodegradabili e compostabili ci ha cambiato la vita e ha segnato la strada di Minimo Impatto e l’idea di ampliare il più possibile la gamma di prodotti monouso plastic free da mettere a disposizione delle persone. Non una cosa astratta, ma alla portata di tutti.
Una strada impegnativa ma che ci sta dando anche soddisfazioni inimmaginabili ai tempi di quelle giornate nello smog (oggi ci siamo trasferiti in provincia). Tra i più grandi riconoscimenti che abbiamo avuto, ci teniamo a citarlo, è l’essere premiati tra i Green Heroes, ovvero le persone e le imprese scelte dal “Kyoto Club” e da Alessandro Gassman come “campioni italiani” dell’economia circolare e della green economy.

2) Chi è il cliente tipo di Minimo Impatto?

Minimo Impatto oggi si muove su due linee: una B2B con ecostoviglie.com e una B2C con minimoimpatto.com. Il primo portale è punto di riferimento per il mondo della ristorazione, delle mense delle aziende e – per quando potranno ripartire – per i grandi eventi, le sagre, i catering.
A tutto ciò con minimoimpatto.com affianchiamo il comparto dell’igiene casalinga e personale e una linea di prodotti ecofriendly per tutte le fasce d’età ad iniziare dai bambini. Per fortuna col crescere dell’interesse verso l’ambiente aumenta anche la vasta gamma di prodotti sostenibili che possiamo offrire, le alternative amiche del Pianeta.

3) Il consumatore è più consapevole?

Quando eravamo ancora agli inizi, abbiamo faticato molto a individuare beni realmente green e etici e ci siamo subito posti nelle “vesti” dei potenziali acquirenti. Il prodotto spesso non parla da solo, lì per lì la prima differenza che vedi è solo quella del prezzo. Abbiamo capito sin da subito l’importanza di fare corretta informazione ambientale, di contribuire nel nostro piccolo ad aiutare le persone a fare acquisti più consapevoli. Così aprimmo i social, i blog, le sezioni notizie sui nostri siti e oggi anche Fattidigreen.it. Da allora il mondo è cambiato. Le persone sono sempre più attente. Sono in tanti a saper distinguere un prodotto green da uno che non lo è. Per altri siamo diventati noi stessi un punto di riferimento, della serie “se lo ha Minimo Impatto, è green” e questo da un lato ci inorgoglisce, dall’altro ci sprona a fare sempre meglio. È un bel lavoro di “squadra” tra noi e i nostri acquirenti che spesso diventano degli amici perché lavoriamo per percorrere la stessa strada: quella della sostenibilità.

4) L’innovazione ha un ruolo importante di acceleratore della sostenibilità?

Indubbiamente la ricerca è una chiave di volta fondamentale. Ma già oggi abbiamo tante risposte e sappiamo come poter e dover fare per intraprendere la strada giusta. Bisogna agire radicalmente ora, non confidare in una soluzione che arrivi dal futuro, da ricerche ancora non concluse e via dicendo. Aiuteranno, ma non devono essere un alibi.

5) Che impatto ha avuto il Covid-19 nel suo settore?

Non usiamo mezzi termini: un disastro. Senza più catering, eventi, sagre, i ristoranti chiusi per mesi e oggi mezzi vuoti, senza poter appieno godere di momenti di convivialità collettivi, è dura.
Noi ce la stiamo mettendo tutta. Ad esempio, stiamo lavorando tanto per ampliare, ogni giorno di più, la gamma del take away perché in molti ad oggi preferiscono in ogni caso mangiare con la qualità del ristorante ma a domicilio.

6) L’Agenda 2030 è l’unica strada da percorrere: ce la faremo?

Noi lavoriamo ogni giorno credendo che sia possibile farcela. Ma i singoli individui da soli non possono vincere la battaglia del Pianeta. Nel libro su Greta “la nostra casa è in fiamme” c’è scritto che “vincere lentamente è come perdere”. Per la lotta al climate change è assolutamente vero. Noi ci siamo messi a correre da tempo. Chi volesse seguirci lungo la strada, sarà sempre il benvenuto.

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