Iris fiore viola

Iris fiore: caratteristiche, coltivazione e cura

L’iris è un fiore che non di rado è scelto per abbellire balconi, aree verdi e terrazzi. Grazie alla possibilità di coltivazione sia in vaso che in giardino si rivela piuttosto utile in diverse zone, purché se ne rispettino le caratteristiche e si scelgano con cura le varietà da piantare.

Questa pianta appartiene alla famiglia delle Iridaceae e deve il suo nome, che significa “arcobaleno”, al greco Teofrasto. Sembra sia nata in origine nella cosiddetta Europa boreale, formata da alcuni Stati scandinavi (Finlandia, Norvegia e Svezia) e da Estonia, Lettonia, Lituania e Bielorussia. Si fa riferimento a questo fiore anche con il termine giaggiolo.

Iris: caratteristiche

Pur esistendo in natura un numero consistente di varietà, come vedremo poco più avanti, l’iris presenta caratteristiche tutto sommato costanti. Pur variando nel colore dei fiori, la pianta conserva un’inflorescenza a simmetria raggiata e petali saldati tra loro a formare un piccolo tubo.

I tre petali interni tendono verso l’alto, mentre i tre più esterni piegano orientandosi verso il basso. I colori più diffusi sono il viola, il blu, il bianco e il rosa, mentre meno comuni solo l’arancione e il giallo.

Varietà

Iris bianco viola

Il numero di varietà di iris conosciute è decisamente alto, tanto da raggiungere le circa 300 specie. La divisione principale che viene fatta è in due gruppi: quello dei giaggioli bulbosi e di quelli rizomatosi.

I primi presentano foglie che possono raggiungere anche i 50 centimetri di lunghezza, oltre ad avere una colorazione omogenea tra petali interni ed esterni. Al contrario le varietà di iris rizomatose non di rado mostrano colori differenti tra i petali interni e quelli esterni.

Molto famoso tra le rizomatose è il giaggiolo bianco o giglio di Firenze, noto col nome botanico di Iris florentina. Presenta un fusto dall’altezza compresa tra 15 e 100 centimetri, foglie a sciabola e produce dai due ai quattro fiori bianchi.

Può raggiungere i 2 metri di altezza l’Iris germanica o giaggiolo di Sant’Antonio, con fiori di colore viola intenso e dal profumo molto delicato. Altra specie europea molto conosciuta è l’Iris pallida o giaggiolo odoroso, che pure presenta una profumazione delicata ed è in grado di sopravvivere anche al periodo invernale.

Tra i giaggioli bulbosi spiccano invece l’Iris hispanica e l’Iris pseudacorus, quest’ultima specie nota anche come Iris d’acqua o giaggiolo acquatico.

Quante volte fiorisce l’iris?

La fioritura dell’iris è prevista in primavera, solitamente tra aprile e maggio, ma può protrarsi anche nelle settimane o mesi seguenti. Molto dipenderà dal clima e dalle temperature del periodo. Alcune specie come ad esempio l’Iris pallida possono mantenere i propri fiori anche durante l’inverno.

Significato dell’iris nel linguaggio dei fiori

Nel linguaggio dei fiori l’iris può avere differenti significati a seconda di quale sia il suo colore, pur assumendo in tutti i casi una connotazione positiva. Il giglio di Firenze o giaggiolo bianco è considerato un simbolo di purezza, mentre l’Iris viola di sapienza. Un altro colore molto frequente è il blu, al quale vengono associati speranza e fede.

Iris: coltivazione

Iris campo

Per la coltivazione dell’iris sono disponibili come in diversi casi, ad esempio per le gardenie o le begonie, le opzioni giardino e vaso. Importante in ogni caso è l’esposizione, con la messa a dimora prevista in luoghi con buona esposizione ai raggi solari.

Ama i terreni soffici e umidi, molto ricchi di sostanze nutrienti. Meglio ancora se ben drenati e dal pH tendente all’acido (poco sopra pH 6). L’aggiunta di solfato di zolfo può servire come correttivo per i suoli troppo alcalini, mentre la calce idrata per bilanciare quelli troppo acidi. In caso di coltivazione in vaso predisporre un contenitore di almeno 30 centimetri di larghezza e altrettanti di altezza.

In che periodo si piantano gli iris?

Arriviamo a uno dei punti fondamentali per chi vuole iniziare a coltivare i propri giaggioli: in che periodo si piantano gli iris? Il periodo ideale è indicativamente quello compreso tra settembre e maggio, pur con le dovute cautele riguardanti la temperatura esterna e la qualità del terreno. Nelle zone a maggiore rischio di gelate notturne può essere preferibile piantare i giaggioli in giardino durante la primavera.

La riproduzione può avvenire tramite i rizomi, procedendo come detto poco sopra, oppure per divisione dei cespi (da effettuare una volta terminata la fioritura). Chi dovesse scegliere la semina dovrà interrare i semi a circa 1-2 centimetri di profondità, rispettando sempre la scelta dei periodi ideali (autunno o primavera).

Acqua, ogni quanto annaffiare gli iris?

Quando piantate nel terreno esterno le varie piante di iris possono contare sull’acqua piovana per il loro sostentamento. Andrà prevista l’annaffiatura soltanto durante i periodi di siccità prolungata.

In caso di coltivazione in vaso l’annaffiatura dovrà avvenire solo qualora il terreno risulti completamente asciutto. Annaffiare con maggiore frequenza unicamente nel periodo della fioritura e in caso di temperature particolarmente elevate.

Cura

Per la cura degli iris può essere previsto anche l’utilizzo di un concime specifico, da utilizzare una volta al mese (da marzo) per favorire la ripresa dopo l’inverno. L’eventuale rinvaso deve essere effettuato a primavera e solo qualora i rizomi abbian esaurito lo spazio disponibile.

Potatura

La potatura dell’iris è piuttosto semplice, considerato che andranno rimossi i vari fiori secchi mano a mano che diventeranno tali. Al termine della fioritura possono essere raccolti i semi, da utilizzare per eventuali nuove piante.

Più delicata la questione della rimozione delle parti danneggiate, che dovranno obbligatoriamente essere rimosse prima della ripresa vegetativa. Il riferimento in questo caso è alle foglie colpite dal freddo, dal vento o attaccate da muffe e parassiti.

Iris: malattie e parassiti

Arriviamo infine al capitolo malattie e parassiti. Due sono le minacce principali per l’iris: le muffe delle foglie e la mosca dei bulbi. Per riconoscere le parti ammuffite occorrerà osservare con cura le foglie e verificare che non siano presenti delle piccole macchioline marroni.

In caso di clima fortemente umido potrebbe verificarsi, anche se è meno frequente, un’infestazione da afidi neri. Altro possibile pericolo è l’eccessiva presenza di acqua nel terreno, che potrebbe far marcire le radici.