Il professor Edoardo Croci, docente di economia ambientale all’Università Bocconi, eletto nuovo presidente nazionale di Italia Nostra. Croci, già vicepresidente dell’associazione, porta con sé una lunga esperienza nel campo della ricerca e della politica ambientale e ricopre anche la carica di presidente della sezione di Milano. La sua nomina è vista come un segnale forte della volontà di Italia Nostra di coniugare la difesa del patrimonio culturale con le sfide della sostenibilità ambientale ed economica.
Si è insediato anche il nuovo Consiglio Direttivo nazionale di Italia Nostra, con Edoardo Croci alla presidenza. Accanto a lui, un team di esperti composto da tre vicepresidenti – Maria Francesca Arena, Luigi Colombo e Maurizio Sebastiani – e cinque membri di giunta – Adriana Chirco, Carlo De Giacomo, Maria Rosaria Iacono, Vitantonio Iacoviello e Angelo Malatacca.
In prossimità della celebrazione dei 70 anni di Italia Nostra – dichiara Edoardo Croci – oggi il suo ruolo di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale, del paesaggio e dell’ambiente è quanto mai attuale. Attraverso le 200 sezioni e quasi 10.000 soci sul territorio italiano, l’associazione svolge un’attività continua di presidio e proposta per preservare l’identità culturale e la qualità ambientale del territorio, anche attraverso interventi esemplari di gestione di beni pubblici e partecipazione dei cittadini.
Italia Nostra, gli obiettivi del nuovo Consiglio
Il nuovo Consiglio Direttivo si troverà ad affrontare numerose sfide, tra cui:
- la tutela del patrimonio culturale e ambientale: un’eredità inestimabile da salvaguardare per le future generazioni;
- la lotta ai cambiamenti climatici che impattano sempre più sul nostro patrimonio e che necessitano di azioni immediate;
- promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori, valorizzando le risorse locali e creando nuove opportunità economiche;
- maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle attività di tutela e valorizzazione del patrimonio.
Cosa fa l’associazione
Italia Nostra protegge i beni culturali e ambientali, salvando dall’abbandono e dal degrado monumenti antichi, bellezze naturali o opere dell’ingegno al fine di promuovere un nuovo modello di sviluppo, fondato sulla valorizzazione dell’inestimabile patrimonio culturale e naturale italiano, capace di fornire risposte in termini di qualità del vivere e di occupazione.






