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Latte sintetico senza mucche, cos’è e come si produce

Il latte sintetico è sempre più una realtà, anche se non tutti sembrano essere concordi sulla positività delle sue ripercussioni. Dopo mesi di polemiche più o meno aspre ora è Coldiretti a rilanciare il tema dopo il via libera di Israele alla Remilk. Alla società israeliana verrà permessa la vendita dei suoi prodotti caseari ottenuti in laboratorio a partire dal gene della proteina del latte.

In questi mesi il possibile arrivo nei supermercati del latte sintetico prodotto senza l’impiego di animali è stato visto come una possibile alternativa sostenibile al latte vaccino. In attesa di capire se davvero queste premesse verranno rispettate, a incuriosire è stato inoltre il quantitativo di calcio, più elevato rispetto alla tradizionale bevanda prodotta dalle vacche, mentre il sapore risulterebbe più o meno distante dall’originale.

Latte sintetico, Coldiretti teme per la filiera italiana

Il nuovo via libera all’utilizzo di latte sintetico da parte di Israele ha spinto Coldiretti a rilanciare l’allarme per quanto riguarda la “Fattoria Italia“. A rischio un settore del valore di 55 miliardi di euro, ma non solo. Secondo Coldiretti non verrebbe adeguatamente garantita la salute dei consumatori:

La verità è che non si tratta di cibo, ma di un prodotto ingegnerizzato, con processi di lavorazione molto più simili a quelli dei farmaci e proprio in questo ambito devono essere valutati. Nei prodotti a base cellulare si utilizzano ormoni che invece sono vietati negli allevamenti europei dal 1996. Abbiamo acceso i riflettori su un business in mano a pochi ma molto influenti nel mondo che può cambiare la vita delle persone e l’ambiente che ci circonda mettendo a rischio la stessa democrazia economica e alimentare.

Cibi sintetici, l’iniziativa di Coldiretti

Coldiretti ha avviato un’iniziativa per arginare l’arrivo dei prodotti sintetici in Italia finché, spiega l’associazione, non verranno fornite garanzie adeguate in termini di “sicurezza alimentare e ambientale“. Sostegno alla raccolta firme promossa da Coldiretti, che ha già superato il mezzo milione di sottoscrittori, dal Presidente del Consiglio Meloni, dai ministri Salvini e Tajani, ma anche da esponenti dell’opposizione come il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini (PD), dal leader di Azione Carlo Calenda e dal pentastellato Stefano Patuanelli.

Latte sintetico: come e dove viene prodotto

Anche in Italia il dibattito è più che mai acceso, in diversi Paesi del mondo il latte sintetico è una realtà. A partire dagli Stati Uniti, dove questo latte artificiale viene prodotto mediante la fermentazione di precisione: il risultato finale è una sostanza molto cremosa nella consistenza e con un’elevata capacità di fare la schiuma, come avviene con il latte vaccino. In Australia l’arrivo del latte sintetico è previsto entro il 2023.

Poi c’è il caso Israele dove da tempo sono presenti sul mercato alimenti come la mozzarella, anche se prodotti utilizzando proteine prive di origine animale ricavate da microrganismi (da cui si rivacavano anche gelati, proteine in polvere e latte). Ora la nuova autorizzazione ricevuta dalla Remilk, che ha scatenato la dura reazione di Coldiretti. La stessa azienda ha annunciato lo scorso anno l’arrivo di un “vero caseificio, ma senza mucche” in Danimarca, più precisamente a Kalundborg.

Fermentazione di precisione, come funziona

Al centro della produzione del latte sintetico vi è come anticipato una tecnica nota come fermentazione di precisione. Si parte dal gene della proteina del latte, che viene inserito all’interno del lievito. Grazie a questa “integrazione” il lievito apprende come riprodurre la proteina del latte in maniera efficiente.

Questa combinazione viene poi inserito all’interno dei fermentatori, che ne stimolano la replicazione e quindi di fatto la produzione di proteina del latte. A quel punto segue l’aggiunta di minerali, vitamine, grassi non animali. Si ottiene così una base utilizzabile anche per la produzione di latticini e altri derivati caseari.