Comunità energetiche

Le comunità energetiche nel corso di formazione Eco-Media Academy

Tornano i corsi di formazione giornalistica Eco Media Academy 2024 promossi da Pentapolis Institute ETS, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, e con il sostegno del Parlamento Europeo Rappresentanza in Italia: il primo appuntamento, in modalità online, si è tenuto lo scorso 19 aprile: Comunità energetiche e fonti rinnovabili: un ponte verso la decarbonizzazione.

Il coinvolgimento di varie voci autorevoli ha permesso di dare una fotografia ampia ed efficace sulle CER, anche in riferimento alle normative vigenti e alla loro reale applicazione, con l’obiettivo di stimolare e sensibilizzare la corretta narrazione nei media.

L’obiettivo – spiega Massimiliano Pontillo, Presidente di Pentapolis Group – è di restituire una visione d’insieme sul Green Deal (UE) e l’Agenda 2030 (ONU), privilegiando un approccio sistemico agli obiettivi di sviluppo sostenibile, cercando di raccontare fatti e iniziative con uno stile che tenga unite le questioni generali e i settori tematici, utilizzando un linguaggio chiaro e corretto, cercando di ‘educare’ a una nuova narrazione meno spettacolarizzata, che sappia valorizzare esempi virtuosi.
Questa attività di formazione giornalistica – prosegue Pontillo – affianca il percorso di ricerca che abbiamo avviato in precedenza, nel 2014, che sviluppa e pubblica annualmente il Rapporto Eco Media (https://www.osa-ecomedia.it/research/), il quale fotografa lo status quo dell’informazione ambientale in Italia, con l’obiettivo tra gli altri di fornire elementi di analisi critica dal monitoraggio dei media mainstream e non solo, per valutare la sua natura, l’autorevolezza delle fonti, l’efficacia della sensibilizzazione dei cittadini e che sia uno stimolo per il decision maker al fine di inserire questi temi al centro dell’agenda pubblica.

Le comunità energetiche rappresentano una rivoluzione sostenibile nel panorama energetico globale, promuovendo l’autonomia e la democrazia energetica. Queste aggregazioni di cittadini, imprese e enti locali cooperano per produrre, consumare e gestire energia rinnovabile, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili e favorendo la transizione verso un sistema più pulito e partecipativo.

Il Green Deal Europeo

Carlo Corazza, Direttore Parlamento Europeo (Rappresentanza in Italia) ha fatto il punto sulle attività della UE e le sfide che ci attendono:       

L’attuazione del Green Deal europeo è stata l’azione normativa più importante della legislatura europea 2019 – 2024. Il pacchetto Fit for 55, mirato a raggiungere il taglio del 55% delle emissioni entro il 2030 ha toccato tutti i settori più importanti, dalle auto ai trasporti aerei e navali, dallo scambio di emissione a target ambiziosi per le energie rinnovabili.
Industria, agricoltura, pesca, dovranno affrontare sfide importanti e sarà fondamentale il sostegno di investimenti pubblici.
Le risorse attuali previste nel bilancio 2021 – 2027 e in Next Generation EU non sono sufficienti per completare la transizione energetica mantenendo la competitività europea.
Per questo è importante l’attuale dibattito su un’Unione Fiscale e un Tesoro Europeo che ci consenta di perseguire i target climatici rafforzando la nostra economia e affrontando la concorrenza USA e cinese ad armi pari.

 Il giornalista: quali temi, come e a chi raccontarli

“Comunicare le comunità energetiche” è stato il tema dell’intervento di Jacopo Giliberto,  decano dell’informazione ambientale, firma per tanti anni de Il Sole 24 Ore, adesso direttore di www.e-gazette.it

Ci sono alcuni temi centrali nella comunicazione delle CER, fra i quali la necessità di individuare bene le persone cui ci si rivolge: cittadini, possibili soci della comunità energetica, amministratori pubblici e politici, in modo da individuare il canale e il tipo di linguaggio più adatti.
Soprattutto c’è la difficoltà di comunicare concetti come il risparmio energetico e il beneficio futuro
E’ facile veicolare concetti preceduti dal segno più: confezione omaggio, crescita del +15%, formato famiglia. Difficile invece comunicare qualcosa che non c’è, un’assenza, come un risparmio e come un danno evitato con una spesa certa nel presente per avere un possibile beneficio futuro, cioè messaggi preceduti dal segno meno.

L’Autore del primo libro sulle comunità energetiche 

Giuseppe Milano, Segretario Generale di Greenaccord, ha scelto un taglio sociale per il suo intervento:

La complessità e la gravità della poli-crisi contemporanea, rappresentata dalla combinazione delle crisi climatica con quella economica e democratica, impone una radicale e trasversale rivisitazione dei nostri modelli di produzione e di consumo per elevare la qualità del nostro benessere urbano.
Il modello socio-territoriale innovativo delle comunità energetiche va nella direzione della decarbonizzazione attraverso la democratizzazione dell’energia pulita, nell’idea di perseguire contestualmente obiettivi di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

La Ricerca in Italia

Paolo Zangheri, Ricercatore ENEA, ha parlato di come la digitalizzazione possa valorizzare i territori anche dal punto di vista ambientale: 

La Divisione ICER di ENEA supporta la costituzione e valutazione delle CER attraverso molteplici piani d’azione. Alcuni servizi informatici (RECON e DHOMUS) sono già operativi e gratuitamente fruibili da cittadini e pubbliche amministrazioni. Altri strumenti digitali saranno presto pubblicati e permetteranno di far evolvere l’attuale configurazione in Smart Community, in grado di valorizzare ulteriormente i territori in termini sociali, ambientali ed economici.
Attraverso l’Osservatorio CER di ENEA, poi, promuoviamo un intenso confronto tra numerosi operatori chiave del settore e proponiamo soluzioni concrete alle criticità che caratterizzano la filiera, con l’obiettivo di supportare le istituzioni nazionali e regionali.

Case History e comunità energetiche: le imprese    

Fabrizio Prestinoni, Head of PA Green Tech Sales di Sorgenia, ha parlato dei diversi progetti aziendali e di come sia in atto una trasformazione radicale nel mondo dell’energia:

Sorgenia ha deciso di avviare due progetti pilota di Comunità Energetiche Rinnovabili, collaborando con i Comuni di Turano Lodigiano e Bertonico, per le CER rispettivamente SOLISCA (c.ca 50 kWp) e SONGROEN (c.ca 35 kWp), che trovano l’aggregazione di diverse famiglie (complessivamente quasi 70), una parrocchia, alcuni esercizi commerciali e molte pertinenze comunali.
Le CER sono un esempio plastico di come il digitale possa trasformare profondamente il mondo dell’energia. Si tratta di una modalità innovativa di produrre energia da fonti rinnovabili e di condividerla con altri edifici, senza gravare sulla rete nazionale, rendendo possibile la produzione diffusa attraverso un modello sostenibile, capace di abbattere i costi di trasporto nonché le dispersioni lungo la rete.
Sorgenia ha oggi una pipeline consistente di diversi progetti per lo sviluppo di CER, tra cui una CER costituita da soggetti industriali in una comunità montana ed alcuni progetti di sviluppo nella soluzione con produttore terzo, in cui Sorgenia potrebbe valutare anche investimenti propri per la realizzazione di nuova produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile tramite impianti a terra.

Marco Petrassi, membro del Comitato scientifico di Assobenefit, ha illustrato le società che hanno un duplice scopo: profitto e beneficio comune:

La definizione delle società benefit introdotta dalla legge 208/2015 offre molti punti di analogia con quella di comunità energetica proposta con il d.lgs. 199/2021. In entrambi i casi, l’interesse lucrativo convive con quello di perseguire benefici a vantaggio della comunità.
Se è vero che nelle comunità energetiche l’interesse lucrativo (rectius “finanziario”) non può che avere un ruolo secondario, ciò non ne impedisce la costituzione in forma di società benefit; infatti, considerati i vincoli normativi per l’esercizio dell’attività da parte della comunità energetica, lo statuto della società benefit potrà prevedere ulteriori criteri per l’amministrazione, così da preordinare il bilanciamento tra i due scopi.
Su questo aspetto, non appare pertanto condivisibile la chiusura mostrata dallo Studio 38-2024/i – del Consiglio Nazionale del Notariato che ha escluso la possibilità ricorrere allo schema delle società benefit (che non siano anche cooperative) per l’avvio di una comunità energetica incentivata.

Comunicare l’Ambiente    

Sergio Vazzoler, Partner di Amapola ha precisato durante il suo contributo:

In un dibattito pubblico dove la sostenibilità è diventata il nuovo ombelico del mondo, qualunque sia il settore in cui operano, i comunicatori devono raggiungere un livello di competenza per lo meno adeguato e possibilmente avanzato rispetto alle tematiche ambientali. Siamo di fronte a una trasformazione che non possiamo più rimandare ma che porta con sé un ripensamento radicale del nostro sistema economico, produttivo e sociale e che, al contempo, comporta dei costi, tanto economici quanto sociali. Il decalogo della comunicazione ambientale intende provare a rispondere a domande quali ad esempio “come riuscire a comunicare la profondità del cambiamento in corso?”; “riusciremo a trovare una narrazione convincente che faccia presa sull’immaginario comune?”; “quali strategie e strumenti usare per non incorrere nelle trappole del greenwashing?”. Il decalogo riunisce dieci buone pratiche e consigli di sopravvivenza per la comunicazione del mondo in transizione.

A conclusione degli interventi Marzia Fiordaliso, Direttore editoriale di Eco in Città, ha individuato alcune keywords del corso:

Le prime parole chiave sono sicuramente “transizione ecologica” e “decarbonizzazione” perché le CER, man mano che si diffonderanno, si renderanno protagoniste del cambiamento; l’energia rinnovabile ha avuto un ruolo trasversale in tutti i contributi della giornata insieme ai benefici ambientali, economici e sociali delle comunità energetiche, un accenno all’agrivoltaico è sicuramente indispensabile mentre protagoniste sono la condivisione e il quadro normativo non sempre lineare.
Da sottolineare il concetto della “democratizzazione delle energie”, lo Stato deve garantire l’accesso all’energia anche agli strati meno abbienti.
Due i fenomeni cui si assisterà prossimamente strettamente connessi con le CER: la transizione culturale che porterà ad accettare o meno il termine “comunità”, non sempre compreso e accettato, e la creazione di CER Benefit diffuse.

 Eco-Media Academy, i prossimi appuntamenti 2024

  • 24 maggio – Green New Deal. Mobilità e infrastrutture sostenibili: tecnologie intelligenti a supporto di servizi integrati;
  • 14 giugno – Green New Deal. Economia circolare nelle città: verso una transizione ecologica e sociale;
  • 27 settembre – Green New Deal. Agroalimentare e filiere del biologico: prodotti naturali per la salute e la cura delle persone.