Lo sfruttamento delle galline ovaiole, la denuncia di Animal Equality

Un nuovo studio condotto dall’Università di Berna, denuncia la grave sofferenza a cui sono esposte le galline ovaiole all’interno degli allevamenti anche biologici e anche in Italia. A questo proposito Animal Equality denuncia lo sfruttamento degli animali; in particolare chiede che anche in Italia si facciano controlli accurati periodici. Questa situazione non è eticamente accettabile infatti all’interno della produzione di uova.

Cosa dice la ricerca sullo sfruttamento degli animali

I ricercatori dell’Università di Berna in dieci mesi hanno effettuato delle radiografie su 150 galline ovaiole e quello che hanno scoperto è orrendo. Il 97% delle galline ha lo sterno spezzato e una media di tre ossa rotte, che in alcuni casi arrivavano ad essere undici. Secondo i ricercatori la causa di questa atroce condizione in cui sopravvivono le galline, è da ricondurre alle modalità di sfruttamento a cui sono sottoposte. Ogni gallina produce circa 32o uova all’anno e ricava il calcio per formare il guscio dalle proprie ossa. Si può facilmente capire quindi che poiché le galline sono obbligate ad una sovrapproduzione di uova, le loro ossa non hanno un tempo adeguato per ricostituirsi con la conseguenza che diventano porose e fragili.

Hanno Würbel, professore di Benessere animale alla Facoltà Vetsuisse di Berna ha dichiarato:

“con il modo in cui oggi vengono allevate le galline, dolore e sofferenza sono inevitabili per molti animali. E questo non è sostenibile”.

La situazione e i numeri in Italia

Nel nostro paese si allevano circa 40 milioni di galline. Il 40% di loro vivono ancora all’interno di gabbie che non consentono loro di muoversi o aprire le ali. I pulcini maschi abbattuti ogni anno sono tra i 25 e i 40 milioni, perché considerati “scarti di produzione”. Una boccata di ossigeno e speranza in questa situazione arriva dal Parlamento italiano che ha votato una legge (attualmente in esame al Senato) che vieterebbe questa uccisione dal 2026. La speranza è che in Italia così come negli altri paesi vengano adottati comportamenti virtuosi sia nella produzione delle uova, sia nel loro consumo attraverso l’acquisto direttamente dal produttore di uova a Km zero biologiche, sane e genuine.