ENEA sta monitorando e analizzando la qualità dell’aria all’interno dell’aeroporto di Roma-Fiumicino, in collaborazione con Aeroporti di Roma (ADR), Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria (Ministero della Salute), Cefriel, Concept Reply (coordinatore) e Healthy Reply, nell’ambito del progetto OASIS (Optimizing Air Safety in Indoor Spaces). Obiettivo tutelare la salute di passeggeri e lavoratori.
Per questo studio abbiamo installato in alcuni uffici dell’aeroporto una rete integrata di strumenti avanzati per il monitoraggio degli inquinanti – spiega il referente ENEA del progetto Massimo Santoro, ricercatore del Laboratorio Biotecnologie RED – In particolare – prosegue – ci siamo concentrati sul particolato atmosferico, facilmente inalabile e generato in larga misura anche all’interno degli edifici, tenendo sotto controllo le interazioni degli inquinanti con l’ambiente circostante, l’efficacia degli impianti di ventilazione e i potenziali effetti sulle cellule dell’apparato respiratorio.
Aeroporto Leonardo Da Vinci: lo studio
Il progetto introduce un metodo innovativo che espone cellule bronchiali umane all’aria indoor dell’aeroporto (15 test effettuati nel 2025) per monitorarne la reazione genetica agli inquinanti. Attraverso l’analisi di tre gruppi di geni legati a stress ossidativo, sostanze estranee e infiammazione, i ricercatori hanno misurato le variazioni medie nelle risposte cellulari. I risultati preliminari indicano che la salute delle cellule dipende direttamente sia dalla dimensione che dalla composizione del particolato aerodisperso.
Il team di concept reply ha implementato un sistema avanzato di monitoraggio all’interno dell’aeroporto, utilizzando sensori iot per rilevare in tempo reale inquinanti (polveri sottili, composti organici) e parametri ambientali. I dati, archiviati in cloud, vengono elaborati tramite intelligenza artificiale per individuare criticità e formulare modelli predittivi. Tra le innovazioni principali:
- biotagging genomico: una tecnologia sperimentale che utilizza marcatori univoci nebulizzati per mappare con precisione i flussi d’aria e la dispersione dei contaminanti, individuando accumuli presso condizionatori e strumentazioni;
- analisi dei flussi: sensori di movimento monitorano il passaggio delle persone e l’impatto di azioni quotidiane (come l’apertura di porte e finestre) sulla qualità dell’aria.
L’integrazione di queste tecnologie permette di comprendere nel dettaglio come la ventilazione e le attività umane influenzino l’esposizione agli aerosol negli ambienti chiusi.
Progetto Oasis: sette anni di dati e IA per la qualità dell’aria
Il progetto Oasis ha consolidato un database storico di sette anni sulla qualità dell’aria esterna in Lazio e Lombardia, integrando fonti come Openaq, Arpa e Openmeteo. Questa base dati servirà da fondamenta per il futuro monitoraggio degli ambienti indoor. I punti chiave del progetto includono:
- modelli predittivi: il team di cefriel ha sviluppato tre sistemi di intelligenza artificiale capaci di prevedere con precisione i livelli di particolato (fino a 6 giorni) e gas inquinanti (fino a 6 ore), anticipando potenziali situazioni di rischio;
- supporto tecnico: è in fase di sviluppo un’app mobile dedicata agli operatori di edifici pubblici (scuole, ospedali, uffici). Lo strumento permetterà di monitorare i parametri in tempo reale e ricevere indicazioni pratiche per migliorare la salubrità degli ambienti.
L’obiettivo finale è trasformare i dati ambientali in azioni concrete per garantire spazi di vita e lavoro più sicuri.






