Le nostre città sono costruite e amministrate per essere pienamente operative durante il giorno, ma numerose funzioni prendono vita anche nel corso delle ore notturne. La gestione dei rifiuti e la logistica delle merci rappresentano esempi tangibili, ma anche le infrastrutture di trasporto come porti e stazioni o i servizi socio-sanitari continuano a funzionare quando cala la notte.
Sempre più città in Europa e nel mondo stanno disegnando politiche che migliorano il modo in cui le città funzionano dalle 18 alle 6 di mattina, a partire dal coinvolgimento degli attori produttivi e gestori dei servizi ma anche delle comunità locali.
La notte porta sostenibilità: le politiche urbane
L’azione delle città nelle ore notturne può rappresentare un fronte innovativo in cui realizzare politiche di sostenibilità urbana. Il dibattito sulle politiche della notte ha visto all’inizio degli anni 2000 una popolarità inattesa con le prime forme rappresentative di governance notturna, come i sindaci della notte nominati da Amsterdam o Londra ma anche con l’emergere di modalità più collaborative, come la Club Commission di Berlino.
Nella città che ha visto la techno recentemente riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO, l’organizzazione che riunisce oltre 300 gestori di club e venue notturne sta definendo una serie di attività formative per ridurre l’impatto ambientale di festival, eventi e discoteche. Le misure promosse vanno dall’eliminazione della plastica monouso fino all’installazione di forme di illuminazione sostenibile o l’utilizzo di spazi verdi per l’organizzazione di eventi e attività culturali.
La ripresa post-Covid di uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia si è giocata in buona parte sulla possibilità di utilizzare nuovi spazi per le attività serali e notturne, favorendo un cambio di abitudini da parte di chi vuole divertirsi o fare impresa nella notte. Equipaggiare al meglio gli spazi pubblici con soluzioni innovative di design e di illuminazione ma anche organizzare programmi culturali in parchi e giardini cittadini contribuisce a vivificare aree sempre più frequentate nelle ore notturne da diverse fasce di popolazione, soprattutto nei mesi estivi.
Favorire la percezione di sicurezza di questi spazi può costituire anche un elemento di coesione sociale e promuovere la riduzione dei consumi energetici, soprattutto d’estate quando si registrano picchi significativi nelle ore notturne proprio per l’utilizzo di climatizzatori.
Soluzioni innovative nelle città al calar del sole
Riorganizzare gli spazi delle nostre città e le modalità di fruizione da parte di abitanti e visitatori rappresenta una necessità che non può prescindere dal considerare la notte come una dimensione spazio-temporale in cui sperimentare soluzioni innovative. Ciò non riguarda solo l’Europa, ma anche zone del mondo dove la qualità della vita nei mesi estivi calerà sensibilmente proprio a causa dei cambiamenti climatici.
Dubai sta promuovendo l’utilizzo delle spiagge nelle ore notturne, attraverso l’installazione di sistemi di illuminazione sostenibile che puntano a rendere il litorale un nuovo punto di incontro e rifugio dalle ondate di calore. In Europa si sta puntando invece su soluzioni che richiamano i principi del time-based urbanism, come il progetto sperimentale Time2Adapt della città metropolitana di Lille che con European Urban Initiative sta applicando i principi del New European Bauhaus a parchi e aree verdi cittadine per favorire una fruizione migliore nell’arco delle 24 ore.
Numerose città europee stanno invece puntando sull’estensione dei servizi di trasporto pubblico nelle ore notturne, per ridurre il numero delle auto circolanti ma anche per offrire opzioni di mobilità sostenibili per chi lavora di notte. La diffusione della cultura del trasporto sostenibile nelle ore notturne si lega anche al miglioramento della fruizione, soprattutto da parte delle fasce di popolazione che avvertono maggiore sensazione di insicurezza. Il pedibus notturno promosso da Bologna nell’ambito della sua politica della notte crea dei percorsi.
di Simone d’Antonio, Lead Expert URBACT





