cambiamento climatico Di Foggia Terna

Lotta al cambiamento climatico, Terna fra le aziende leader

Terna leader nella lotta al cambiamento climatico secondo il questionario Climate Change di CDP, organizzazione globale no-profit specializzata nella rendicontazione ambientale e nella valutazione delle performance e delle strategie sul clima adottate dalle società. Il gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia ha infatti ottenuto la valutazione A- (su una scala da D- ad A), in miglioramento rispetto al rating B ricevuto lo scorso anno.

Il riconoscimento da parte di CDP conferma il crescente impegno di Terna nell’ambito della sostenibilità, ribadito dall’adozione di un nuovo Science Based Target con cui la società si è impegnata a tagliare del 46% al 2030 le proprie emissioni di CO2 rispetto al 2019, migliorando il precedente obiettivo che prevedeva una riduzione delle emissioni climalteranti di circa il 30%.

CDP utilizza una metodologia dettagliata e indipendente e chiede alle aziende di rendicontare informazioni relative alla governance del climate change, ai rischi e alle opportunità collegate, alle performance in termini di consumi energetici ed emissioni di gas climalteranti, integrate con la strategia climatica all’interno del modello di business aziendale, e a eventuali obiettivi o iniziative di mitigamento delle emissioni.

Lotta al cambiamento climatico, i progetti green

Tra i punti di forza di Terna la governance della questione climatica in ambito aziendale, il livello di gestione e disclosure delle emissioni “Scope 1” e “Scope 2”, la presenza di target sfidanti di riduzione dell’impronta carbonica, l’integrazione della strategia di contrasto al cambiamento climatico all’interno del modello di business aziendale.

Tanti i progetti green come i Biodotti che ha previsto la creazione di aree protette alla base dei sostegni per facilitare lo spostamento della fauna selvatica e favorire la biodiversità; a questo obiettivo contribuisce anche “Tiny Forest”, in collaborazione con la Società Botanica Italiana, per realizzare tre comunità vegetali, secondo il metodo del botanico giapponese Akira Miyawaki, al fine di aumentare la velocità di crescita delle foreste e la capacità di assorbimento di CO2.

A tali iniziative si aggiungono la realizzazione di infrastrutture sempre più integrate con il paesaggio per ridurre al minimo l’impatto visivo, nonché l’avvio di interventi di riforestazione in alcune regioni italiane, con l’obiettivo di ridurre il rischio idrogeologico e di erosione del suolo, e i progetti per dare ospitalità all’avifauna sui sostegni degli elettrodotti.