Con Breve storia del clima in Italia, Einaudi Editore, collana Passaggi, Luca Mercalli colma un vuoto letterario e propone una ricostruzione storica del clima del Belpaese, dalle origini dell’ultima glaciazione fino ai tempi del riscaldamento globale. Il testo si articola in modo cronologico, alternando momenti tradizionali — come episodi della Piccola Età Glaciale, le piene romane, le tempeste antiche — a eventi più recenti (alluvioni, anomalie meteorologiche, fenomeni estremi) che preparano il terreno al tema centrale del libro: il cambiamento climatico attuale e le sue cause antropogeniche.
Mercalli non si limita a narrare fatti climatici: incorpora dati paleoclimatici, testimonianze storiche, cronache locali, evidenze scientifiche moderne. Usa anche gli scavi glaciologici, le ricostruzioni tramite anelli degli alberi, le cronache storiche, gli archivi. Questo permette di capire quanto i fenomeni attuali siano in molti casi l’esito di trend secolari o millenari e in cosa siano invece novità nette.
La divulgazione ben calibrata di Luca Mercalli
L’autore unisce il rigore scientifico all’accessibilità: rendendo il libro adatto non solo agli specialisti, ma anche a un lettore generalista curioso, agli studenti, ai decisori locali interessati. Le descrizioni storiche affiancate a grafici, dati e aneddoti aiutano a costruire un quadro chiaro senza essere didascalico.
Tra gli obiettivi anche quello di mettere in luce il fatto che il clima non è un fenomeno astratto piuttosto qualcosa che ha sempre toccato la vita delle comunità: le alluvioni, il gelo, le piene, gli effetti agricoli, le crisi idriche. In questo senso far capire che alcuni fenomeni che oggi riteniamo disastrosi hanno delle radici storiche è utile per ragionare sulle soluzioni.
Mercalli non nasconde le sue preoccupazioni invitando a comprendere che il climate change attuale non è solo “una delle fasi naturali” ma che le attività umane hanno accelerato e in molti casi creato nuovi equilibri climatici pericolosi. Il libro stimola la riflessione: forse siamo ancora in tempo per evitare la catastrofe.





