Lunedì d’autore: “Le strategie resilienti per la partecipazione” di Carlo Infante

Per il Lunedì d’autore “Le strategie resilienti per la partecipazione” di Carlo Infante, Presidente Urban Experience

Le strategie resilienti per la partecipazione si basano in primo luogo sulla valorizzazione dell’intelligenza connettiva dei cittadini, attraverso particolari format di comunicazione pubblica capaci di sollecitare le dinamiche collaborative.
Partecipare alla vita della città perché sia smart city significa espandere il principio di cittadinanza, promuovendo forme di auto-organizzazione che attraverso la sussidiarietà interagiscano con l’amministrazione pubblica, per liberare un ruolo attivo che per troppo tempo è rimasto inespresso.
Una città, il suo essere spazio pubblico, ha bisogno delle idee e delle competenze dei cittadini (sia residenti sia fluttuanti) che sono in grado d’interpretare, da diversi punti di vista, le dinamiche di una partecipazione attiva che può rivelarsi come driver del cambiamento. Il punto sostanziale è quali forme dare a questa partecipazione, riconoscendo in primo luogo il modello multistakeholder che contempla la molteplicità dei punti di vista dei vari portatori d’interesse, con alcuni approcci evoluti come quelli dell’urbanistica partecipativa o dei bilanci partecipati. Una straordinaria condizione abilitante è stata data in questi ultimi anni dal web 2.0 che ha permesso di dare alla partecipazione una forma emblematica, quella dell’intelligenza connettiva, basata su pratiche di comunicazione integrate a processi cooperativi di co-progettazione creativa. Un fenomeno che di fatto ha liberato una nuova energia sociale.

Il salto di qualità che si auspica è quello che la partecipazione si evolva nella collaborazione e poi nella sussidiarietà, con la capacità di intervenire in modo funzionale all’orientamento delle scelte, per valorizzare le reti sociali e i beni relazionali, fornendo elementi di migliore usabilità dei sistemi della mobilità, della sicurezza, dei servizi informativi (open data), dell’ambiente, a partire dal principio resiliente necessario per rispondere al deficit ecologico.
Le strategie resilienti comportano una visione organica e condivisa del futuro della città, con una progettazione partecipata da parte di tutti gli stakeholder del territorio, qualificando le dinamiche di feedback capaci di attivare la nuova “rete del valore” espressa dalla cittadinanza attiva.
In questo senso la resilienza, intesa come capacità di affrontare e superare una crisi, può esprimere un’idea particolare d’intelligenza connettiva capace di rimodellarsi rispetto alla complessità degli eventi.

Infante

Un format resiliente e abilitante per la partecipazione è quello del Radio-walkshow: passeggiate con performing media, conversazioni nomadi caratterizzate dall’ausilio di smartphone (e tablet) e cuffie collegate ad una radioricevente (whisper radio) che permette di ascoltare le voci dei walking-talking heads e repertori audio predisposti.
Protagonisti dell’azione ludico-partecipativa sono gli spettatori-cittadini attivi che si mettono in gioco attraversando uno spazio urbano o qualsiasi altro territorio da esplorare passeggiando. Una strategia è quella di attivare “palestre dello sguardo”, per cogliere i dettagli del paesaggio che si attraversa e interpretarli, per input di pensiero laterale, lungo la passeggiata peripatetica. Un approccio che trova un background nello sguardo poetico del flaneur, nella psico-geografia situazionista, nei blitz erranti degli indiani metropolitani, nelle smartmob teorizzate da Rheingold, nei walkabout arcadici, mentre oggi si emancipa dalle intuizioni dell’avanguardia per esprimere format resilienti d’innovazione sociale. Il principio d’efficacia è nella rivelazione del conversare “di fianco” rispetto al solito parlare “di fronte” dove ci si rappresenta, sfidando lo sguardo degli altri.

Si condivide un cammino e il parlare trova un suo andamento, sollecitando partecipazione e sottraendo rappresentazione. Il radio-walkshow è un format funzionale sia in ambito educativo (per il principio della “porosità pedagogica” e dell’”apprendimento dappertutto”), sia urbanistico (per qualificare e dinamizzare la partecipazione degli stakeholder nei cantieri ideali di rigenerazione urbana) nel promuovere cittadinanza attiva, secondo la metafora dello sciame intelligente, sia culturale e sociale (per il brainstorming nomade inscritto nei contesti territoriali). E perdere almeno 400kcal per ragionare insieme camminando. Insieme alle voci itineranti si ascolteranno in cuffia paesaggi sonori e insert audio pertinenti, attraverso l’uso degli smartphone.
In operazioni più complesse e strutturate ciò avverrà anche attraverso la lettura di mobtag (particolari codici digitali, detti anche QRcode) che linkano al web, con una segnaletica
disseminata lungo il percorso e inscritti, quando vi sono le condizioni produttive per realizzare dei geoblog, in mappe interattive gestite come Web App (SoLoMo: Social Local Mobile). Un’altra caratteristica dei radio-walkshow è quella di usare twitter mentre si cammina, in un’interazione tra web e territorio che esprime un gesto di design pubblico, per poter eventualmente visualizzare la tag cloud generata dall’azione di urban experience.