A Roma l’urbanistica di genere come parametro fondamentale: obiettivo riconoscere che progettare partendo dall’esperienza delle donne permette la nascita di spazi, servizi e sistemi di mobilità più sicuri e accessibili per tutta la cittadinanza. Questo impegno si concretizza con la pubblicazione del primo volume dei Quaderni della città che cambia, intitolato: “La prospettiva dell’urbanistica di genere a Roma. Come orientare lo sviluppo della città verso accessibilità, partecipazione, sicurezza e inclusione”.
Roma affronta oggi la sfida cruciale di diventare una città più sostenibile e “di prossimità”, in linea con l’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030. Le recenti evidenze scientifiche e statistiche confermano la necessità di questo approccio:
- indagine Spatium Urbis: promossa dalla Commissione Pari Opportunità in collaborazione con l’Università La Sapienza, ha analizzato la percezione della città;
- studio sulla mobilità: i dati raccolti da Roma Servizi per la Mobilità evidenziano come donne, anziani, bambini, persone con disabilità, comunità LGBTQI+ e persone con background migratorio incontrino ostacoli strutturali nell’accesso ai servizi e nella sicurezza urbana.
Queste criticità riflettono una storica sottorappresentazione di tali categorie nei processi decisionali e progettuali.
L’urbanistica non è mai neutrale: se una città non è progettata per tutti, finisce inevitabilmente per escludere qualcuno. La necessità di una maggiore inclusività per le diverse fasce della popolazione come, ad esempio, persone diversamente abili, anziani, bambini e donne, ci spinge a ripensare la conformazione dello spazio cittadino e dei suoi servizi. Il lavoro che abbiamo fatto insieme a Human Foundation nasce proprio dalla volontà di progettare una città più funzionale per le donne e per l’intera collettività individuando alcuni strumenti necessari: illuminazione adeguata, marciapiedi percorribili con i passeggini e trasporti pubblici capillari, che colleghino non solo i centri produttivi ma anche i servizi essenziali. Non è solo una questione di pari opportunità, ma di giustizia spaziale: trasformare lo spazio pubblico da luogo di transito o pericolo a luogo di partecipazione e libertà, dove il diritto alla città sia finalmente garantito a ogni cittadina e cittadino – spiega l’Assessore all’Urbanistica di Roma, Maurizio Veloccia.
Le città non cambiano da sole la società, ma sono uno dei luoghi in cui si rendono visibili le priorità collettive e le disuguaglianze. Integrare la prospettiva di genere nella pianificazione urbana significa riconoscere che lo spazio pubblico deve essere progettato a partire dalla vita quotidiana delle persone: dalla mobilità legata ai tempi di cura, alla presenza di servizi accessibili, fino alla qualità degli spazi in cui sostare, incontrarsi e sentirsi al sicuro. Anche i gesti simbolici – come riequilibrare la rappresentazione di donne e uomini nello spazio pubblico – acquistano pieno significato quando fanno parte di una trasformazione più ampia: una città che offre servizi di prossimità, trasporti pensati per gli spostamenti reali delle persone e spazi urbani accoglienti e accessibili per tutte e tutti. Per questo con Human Foundation abbiamo messo a disposizione le nostre competenze nel campo dello sviluppo locale ad impatto, per elaborare questo primo Quaderno sull’urbanistica di genere per la città di Roma, capace di mettere a disposizione strumenti concreti per integrare questa prospettiva nelle politiche urbane, a partire dalle metodologie della impact economy: processi di coprogettazione con le comunità e strumenti di valutazione dell’impatto capaci di misurare come le scelte urbane incidono sulla qualità della vita di romane e romani – afferma la Presidente di Human Foundation, Giovanna Melandri.
Urbanistica di genere: strumenti operativi e sperimentazioni sul campo
Il Quaderno, presentato presso l’Urban Center Metropolitano, è il risultato della sinergia tra l’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale, Human Foundation e Risorse per Roma (la riflessione su come rendere Roma una città più accessibile, inclusiva e sostenibile proseguirà il 22 aprile con la Masterclass di Giovanni Melandri, in programma nuovamente nella cornice dell’ Urban Center Metropolitano). Il documento non è solo una riflessione teorica, ma un manuale operativo per funzionari e decisori pubblici che include:
- casi studio e indicazioni preliminari;
- domande guida per integrare la prospettiva di genere in ogni fase delle politiche urbane;
- linee guida per la valutazione degli interventi.
Le strategie delineate saranno testate concretamente nel quartiere Spinaceto. Qui verranno realizzati interventi di urbanistica tattica orientati alla dimensione di genere, proseguendo il lavoro già avviato con il programma “15 Municipi, 15 progetti per la città in 15 minuti” presso Largo Niccolò Cannella.
Un processo partecipativo
Il documento è stato arricchito dal contributo corale di istituzioni, università, architette e studiosi che hanno partecipato a focus group dedicati, garantendo una visione multidisciplinare e rappresentativa delle reali necessità del tessuto sociale romano.
Con questo lavoro, Roma compie un passo decisivo verso una strategia sistemica di urbanistica di genere, allineandosi alle migliori pratiche italiane ed europee – da Parigi a Vienna, da Torino a Barcellona – e valorizzando esperienze locali come Spatium Urbis e HER WALKS (progetto di mappatura partecipativa con prospettiva di genere del quadrante Ostiense-San Paolo, realizzato grazie alla collaborazione tra VIII Municipio e Sex & The City), rafforzando in questo modo una visione di città più prossima, sicura e inclusiva.
I partecipanti al confronto
L’incontro è stato un’occasione di confronto pubblico su come politiche urbane, progettazione degli spazi e processi partecipativi possano contribuire a costruire una Roma più vivibile, accogliente e in grado di garantire pari opportunità di accesso.
A dialogare sul tema Maurizio Veloccia, Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Giovanna Melandri, Presidente di Human Foundation, insieme ad altre esperte ed esperti impegnati nella trasformazione urbana e nelle politiche di genere: Marta Rossi, (Coordinatrice dell’Area Rigenerazione Urbana di Human Foundation), Enrico Di Giuseppantonio (Presidente Commissione Pari Opportunità di ANCI), Héléne Chartier (Director of Urban Planning and Design – C40), Michela Cicculli (Presidente Commissione Pari Opportunità Assemblea Capitolina), con la conduzione di Elena Andreoni dell’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale.





