Inquinamento aria

Mal’aria 2022, allerta smog: in Italia più morti che nel resto d’Europa

Legambiente ha diffuso i dati del dossier “Mal’aria 2022 edizione autunnale. Verso città mobilità emissioni zero”. Grazie alla campagna Clean Cities, l’associazione ambientalista fa un punto su quanto accaduto dall’inizio del 2022 fino ad oggi. Sono prese in esame 13 città italiane sul tema dell’inquinamento atmosferico: Roma, Torino, Milano, Bergamo, Padova, Bologna, Parma, Genova, Firenze, Prato, Napoli, Pescara, Bari, Cagliari e Catania.

I numeri sembrano tutt’altro che positivi, ad alta criticità troviamo Torino, Milano e Padova dove la soglia di PM10 è stata ampiamente superata (69, 54 e 47 giornate di sforamento). Severa la situazione a Parma, Bergamo, Roma e Bologna (metà giorni sforati). Non va bene nemmeno a Palermo, Prato, Catania, Perugia e Firenze, seppure con numeri minori. Nessuna delle città monitorate rispetta i valori suggeriti dall’Organizzazione della Sanità. Lo stesso vale anche per i valori del PM2.5 e del NO2. Fa sapere Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente:

Non c’è più tempo da perdere. Dobbiamo occuparci della drammatica condizione della qualità dell’aria dei nostri centri urbani e rendere, al contempo, le nostre città più sicure e vivibili […] È necessario agire su due fronti distinti, ma complementari. Il primo riguarda la formulazione di misure di incentivo che favoriscano la scelta del trasporto pubblico locale e altre forme di mobilità sostenibile, nonché disincentivi all’utilizzo dell’auto privata. Il secondo è relativo alla formulazione di mobilità alternativa all’automobile. Necessaria, soprattutto, un’accelerazione negli investimenti a sostegno del Trasporto Pubblico Locale e delle infrastrutture, come tram e ferrovie urbane. Il nuovo governo ha dunque un importante sfida di fronte a sé: avviare la transizione green della mobilità del Paese, adottando le linee guida del Mims.

Mal’aria 2022: i provvedimenti da mettere in campo

Secondo il report Mal’aria 2022 siamo in una situazione preoccupante, l’inquinamento dell’aria genera più vittime nel nostro paese che nel resto d’Europa e sembra impossibile raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050; per giunta a nulla è valsa la sentenza di condanna, nel novembre 2020, della Corte europea di giustizia nei confronti dello Stato italiano, condanna che riguardava la procedura di infrazione sul PM10.

E l’inquinamento non è giudicabile solo dal punto di vista ambientale ma anche, e soprattutto, nelle sue ricadute sulla salute di noi tutti. Durante i lockdown la natura si riprendeva pezzetti di territorio e l’aria tornava respirabile ma non possiamo attendere, per mille e uno motivi, di vivere delle emergenze per non morire di malattie respiratorie.

Secondo Legambiente per ridurre le emissioni si rendono necessari provvedimenti immediati:

  • diminuire i limiti di velocità in autostrada;
  • creare quartieri car free nell’ottica delle “città dei 15 minuti” entro i quali si raggiunge ciò che serve;
  • potenziare l’offerta della mobilità pubblica con mezzi elettrici;
  • incentivare l’utilizzo della sharing mobility;
  • aumentare le ZTL.

Il dossier completo è disponibile sul sito di Legambiente. Ha concluso Andrea Poggio, responsabile Mobilità dell’associazione:

La sfida per le città italiane sarà l’incremento dell’offerta di servizi di trasporto pubblico e di mobilità condivisa elettrica per tutti, anche per chi abita in periferia. In Italia abbiamo più auto che patenti, con un quarto delle metropolitane, dei tram e dei bus elettrici d’Europa. Colmare questo divario sarà il compito delle 9 città italiane che aderiscono all’obiettivo ‘Carbon Neutral’ al 2030, condiviso con 100 città europee. Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Bergamo, Padova, Parma, Prato non possono fallire, sono la nostra avanguardia.