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Mercato tutelato, niente proroga nel Dl Energia: bonus per gli utenti?

La fine del mercato tutelato è segnata. Nessuna proroga all’interno del Dl Energia, varato nelle ultime ore dal Governo Meloni, segnando così il termine del mercato a maggiore tutela per l’energia elettrica e il gas. Novità che per le fonti rinnovabili, in particolare per l’idroelettrico e l’eolico.

Il documento è stato approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, scrivendo la parola “fine” di fronte alle speranze di chi ancora puntava a rimanere nel mercato a maggiore tutela. Rispetto delle scadenze quindi, come imposto dall’Unione Europea sul fronte PNRR.

Fine del mercato tutelato, le date

Mercato tutelato ai titoli di coda quindi, ma entro quando gli utenti saranno costretti a transitare al mercato libero? L’obbligo di passaggio non è identico per elettricità e gas, ma prevede due differenti date di scadenza:

  • Gas – fine della maggiore tutela il 10 gennaio 2024;
  • Elettricità – fine della maggiore tutela il 1 aprile 2024.

Bonus in arrivo?

L’impossibilità di rinviare la fine del mercato tutelato legata ai fondi del PNRR ha spinto il governo nella direzione di ipotizzare un passaggio al mercato libero in una formula più “leggera”. I circa 5 milioni di utenti che dovranno modificare la loro offerta in bolletta potrebbero ricevere dei bonus allo scopo di rendere meno “traumatico” il cambiamento.

Al momento tale orientamento non si è concretizzato, lasciando in sospeso qualsiasi disposizione in merito a possibili agevolazioni per gli utenti. Novità potrebbero arrivare nelle prossime settimane, anche se un esito positivo non è affatto scontato. Ulteriori aggiornamenti sono attesi indicativamente tra la metà di dicembre e la fine della maggiore tutela per il gas.

Dl Energia e rinnovabili

Doppio fronte idroelettrico ed eolico nel Dl Energia, anche se per motivazioni differenti tra loro. Nel primo caso il dibattito ruota intorno all’opposta visione dell’UE e del Governo. UE per il sì a tutte le concessioni, Esecutivo italiano incline a favorire quelle di chi ha già in mano la gestione degli impianti. Sull’eolico offshore a dividere è il progetto di un polo produttivo nel Sud, che dovrebbe portare a un investimento di 420 milioni di euro (non coperti dal PNRR).