Microplastiche nel suolo

Microplastiche: disperse nel suolo aumentano la resistenza agli antibiotici

La diffusione di batteri resistenti agli antibiotici, con conseguenti pericoli per la salute umana e ambientale, può essere favorita dalle microplastiche presenti nell’ambiente. Tale scoperta emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Sustainability, frutto della collaborazione tra ENEA, Joint Research Centre della Commissione europea, CREA e le Università degli Studi di Milano e della Tuscia, all’interno del progetto MINOTAUR.

Le microplastiche sono spesso presenti in ambienti contaminati da antibiotici come suoli agricoli trattati con fertilizzanti e acque reflue. Questo crea una pressione selettiva che favorisce la sopravvivenza e la proliferazione di batteri resistenti, aumentando la diffusione dei geni di resistenza agli antibiotici – spiega Annamaria Bevivino della Divisione ENEA Sistemi agroalimentari sostenibili – Per la loro struttura e composizione, infatti, i piccolissimi frammenti di plastica offrono ai batteri resistenti superfici ‘ideali’ per formare vere e proprie comunità microbiche che favoriscono il trasferimento tra loro dei geni di resistenza agli antibiotici.

Microplastiche nell’ambiente: una minaccia emergente

Lo studio ha permesso di identificare in particolare quattro batteri che più colonizzano la superficie della plastica abbandonata nell’ambiente. Questi microrganismi sono spesso presenti nei suoli contaminati da microplastiche e svolgono un’importante attività di degradazione del materiale plastico e di diffusione della resistenza agli antibiotici.

Per ottenere questo risultato i ricercatori hanno analizzato le sequenze di DNA batterico proveniente da 885 campioni di suolo raccolti nei paesi dell’Unione europea, identificando 47 geni codificanti per proteine coinvolte nella degradazione di materiali plastici.

Le microplastiche che si accumulano nei sistemi agricoli comportano rischi sostanziali in termini di produttività e sicurezza alimentare perché modificano le caratteristiche fisiche e chimiche del suolo.

Degrado del suolo: una minaccia globale da 40 miliardi di dollari

Secondo le stime della FAO, oltre il 30% dei terreni a livello globale è affetto da deterioramento, con conseguenti perdite nella produzione agricola che raggiungono i 40 miliardi di dollari all’anno. In Europa, questa problematica è ancora più accentuata, superando il 60%, a causa di fattori quali l’inquinamento, l’espansione urbana e gli effetti del cambiamento climatico, nonché delle attuali pratiche di gestione del suolo.

L’intensificazione dell’agricoltura e l’uso massiccio di fertilizzanti chimici e organici (come compost e fanghi di depurazione) hanno un impatto significativo sulla concentrazione di microplastiche e sulla composizione delle comunità microbiche presenti nel suolo, mettendo a rischio la qualità del terreno, ostacolando la crescita delle piante e compromettendo le funzioni ecosistemiche fondamentali.