L’apicoltura italiana si conferma un pilastro d’eccellenza dell’agroalimentare nazionale, vantando un primato produttivo di assoluto rilievo che ha visto la realizzazione di 44mila tonnellate di miele nel biennio 2023-2024. Tuttavia, dietro questi numeri da record si nasconde una realtà complessa e fragile: il comparto è crollato in una profonda crisi di redditività.
Come ampiamente evidenziato dal Crea nel recente rapporto Honey Cost, le aziende apistiche italiane si trovano ad affrontare un’impennata senza precedenti dei costi produttivi e operativi. Mantenere gli alveari, gestire la transumanza, acquistare i materiali e garantire gli elevati standard qualitativi della filiera richiede oggi risorse economiche ben superiori rispetto al passato, erodendo drasticamente i margini di guadagno dei produttori locali.
Criticità che non nasconde neanche il segretario generale di Miele in Cooperativa Riccardo Terriaca:
I modesti miglioramenti produttivi delle ultime due campagne non sono in alcun modo sufficienti a compensare le criticità di una filiera che ha visto solo l’anno scorso perdere, come ha rilevato il Crea, oltre 11 mila alveari per via degli effetti del cambiamento climatico.
Miele: la concorrenza sleale dai paesi terzi
Se l’aumento dei costi gestionali rappresenta un grave ostacolo interno, la vera e propria emergenza per l’apicoltura italiana arriva dai mercati esteri. Il settore sta infatti subendo la pressione sistematica di una concorrenza sleale esercitata dall’importazione massiccia di miele proveniente dai Paesi terzi, venduto a prezzi insostenibili per le imprese europee.
I dati economici descrivono un divario drammatico e insostenibile:
- Prezzo medio del miele importato nell’UE: 1,81 €/kg
- Costo medio di produzione europeo: > 5,40 €/kg
Questa enorme forbice rende palese come i mieli d’importazione vengano immessi sul mercato a cifre inferiori ai soli costi vivi sostenuti dagli apicoltori europei, configurando una vera e propria distorsione commerciale.
La mancanza di reciprocità sotto il profilo sanitario, ambientale, etico e della sicurezza alimentare – spiega il Segretario di Miele in Cooperativa – penalizza gravemente le imprese europee, favorendo l’ingresso sul mercato di prodotti a prezzi insostenibili per gli apicoltori italiani.
Accordi internazionali e l’impatto dei dazi zero
Ad aggravare un quadro già critico intervengono le prospettive legate ai recenti accordi commerciali internazionali con il blocco Mercosur, l’Ucraina e il Messico.
Tali intese consentiranno l’ingresso nel mercato comunitario di oltre 110.000 tonnellate di miele completamente esente da dazi. Questo ingente flusso di prodotto estero senza barriere tariffarie è destinato a incrementare ulteriormente la pressione ribassista sui prezzi al consumo e all’ingrosso. Le ripercussioni di tale dinamica saranno inevitabili e colpiranno molteplici livelli:
- La tenuta economica e la redditività delle imprese apistiche.
- La tutela dell’elevata qualità del prodotto nazionale.
- Le garanzie e la trasparenza offerte ai consumatori finali.
Le proposte di Miele in cooperativa per il rilancio
Di fronte a questo scenario di emergenza strutturale, Miele in Cooperativa ritiene non più rinviabile un intervento istituzionale deciso e coordinato. Secondo l’associazione non è sufficiente affidarsi ai soli meccanismi del libero mercato: è indispensabile affiancare agli strumenti di mercato esistenti efficaci misure di compensazione del reddito per gli apicoltori.
Parallelamente, si richiede un’azione incisiva, rigorosa e senza compromessi contro ogni forma di concorrenza sleale e contro le pratiche commerciali distorsive che minano la sopravvivenza della filiera agroalimentare italiana ed europea.
Cosa fa Miele in cooperativa
Miele in Cooperativa è la più autorevole associazione nazionale di rappresentanza del mondo apistico:
- Soci e alveari: oltre 10.000 apicoltori soci che allevano oltre 450.000 alveari.
- Copertura territoriale: presente in 12 regioni italiane.
- Rete associativa: aderiscono 34 enti tra associazioni, cooperative e fondazioni specializzate in apicoltura.






