Manca quasi un anno al termine del secondo mandato di Beppe Sala. I milanesi andranno al voto nella primavera del 2027. In questi anni sono state portate avanti numerose iniziative che hanno continuato a promuovere il grande cambiamento di Milano, metropoli che deve fare i conti quotidianamente con grandi afflussi di city users, nuovi residenti e grandi realizzazioni in svariati ambiti (residenziale, terziario ma anche rinnovamenti straordinari in campo sanitario, come il nuovo Policlinico realizzato nel cuore del centro cittadino dove ha sempre avuto sede).
Un cammino che non si arresta, e che se da un lato, per molti, ha reso più viva e sfavillante la metropoli che ormai compete stabilmente con le principali città mondiali, dall’altro ha impattato sulla qualità della vita dei milanesi e di chi ha deciso di vivere in una delle città comunque tra le più apprezzate a livello internazionale, ricca di poli fortemente attrattivi come l’alta concentrazione di istituzioni dell’università e ricerca, della finanza e dei servizi, di strutture sanitarie di primissimo livello, di maxi fiere e di inesauribili “week” ed eventi di richiamo mondiale.
Milano cambia clima, intervista ad Elena Grandi assessora all’Ambiente e al Verde
Con Elena Grandi, assessora all’Ambiente e al Verde, espressione di Alleanza Verdi e Sinistra, facciamo il punto su quanto messo in cantiere e realizzato in questi anni dai suoi uffici, per fare di Milano una città sempre più resiliente ai cambiamenti climatici, per mantenerla in pole position in Europa sulla raccolta differenziata, per creare momenti sempre più larghi di partecipazione per i cittadini e cittadine, soprattutto dei giovani.
Per quel che riguarda l’attività del suo assessorato, quali sono gli interventi di cui si sente più soddisfatta e orgogliosa?
Gli interventi sono tanti e riguardano ambiti diversi, seppur sempre tutti connessi tra loro e orientati a una città più verde e resiliente verso i cambiamenti climatici, che impattano sempre di più sui contesti urbani. Parto dal progetto più recente, quello della riqualificazione e rivalorizzazione di via Marina (nel cuore del centro cittadino, tra corso Venezia e via Senato, ndr): la prima fase di lavori è appena iniziata con la sostituzione di alcuni alberi ammalorati e a rischio schianto dopo il terribile nubifragio che ha colpito la città nell’estate del 2023 – a proposito di effetti nefasti dei cambiamenti climatici! – e che vedrà la messa a dimora di oltre 90 tigli, nuovi percorsi pedonali, la riqualificazione dei parterre alberati, i cui suoli tornano a essere permeabili e verdi. Spazio che vien restituito alla città e tolto invece alla sosta abusiva delle auto. E’ un progetto ambizioso, che farà rivivere il paesaggio del disegno originale del Piermarini, in cui sarà rivalorizzata l’intera via e i suoi monumenti e che, una volta concluso, connetterà di fatto il Giardino di Villa Belgioioso ai Giardini Pubblici Montanelli.
Sempre sul fronte delle aree verdi penso anche al nuovo parco della Lambretta, in via Rubattino, nell’ex area Innocenti con oltre 40mila metri quadrati di verde: anche in questo caso i lavori per la riqualificazione dell’area sono quasi al termine.
Con le depavimentazioni e i Suds diffusi nei quartieri – i sistemi urbani di drenaggio sostenibile – prosegue il nostro impegno nel trasformare Milano in una “città-spugna”: convertendo aree grigie e cementate in aree verdi e permeabili aiutiamo i suoli ad assorbire le acque delle piogge sempre più violente, evitando allagamenti, e al contempo grazie ai Suds riusciamo ad alleggerire il sistema fognario, convogliare l’acqua piovana verso la prima falda sotterranea e riutilizzarla per l’irrigazione del verde in loco. Al momento sono 27 i cantieri, tra quelli in corso e quelli in progettazione.
Sul fronte della tutela del verde e della biodiversità, stiamo sperimentando – tra i primi in Europa – fitobonifiche nella ex area industriale della Goccia e al parco Simoni: grazie a questa tecnologia Nature Based Solution, salviamo suoli e alberi con specie vegetali e arbustive in grado di assorbire, stabilizzare o degradare gli inquinanti presenti, riducendo gradualmente la contaminazione: una soluzione alternativa alle bonifiche tradizionali che avrebbero comportato tagli di alberi, scavi profondi, movimentazioni di terra e impatti ambientali elevati dovuti al transito di mezzi pesanti e alle emissioni di Co2.
Infine, stiamo lavorando anche ad alcune modifiche sia al Regolamento per il benessere e la tutela degli animali e anche al Regolamento d’uso e tutela del verde pubblico e privato, inserendo in entrambi i casi regole più puntuali e stringenti per salvaguardare animali e verde della città.
Sui rifiuti ed economia circolare quali sono stati i progressi in questi anni?
Milano con oltre il 62% di raccolta differenziata è la città in Europa con la percentuale più alta, tra i centri urbani con più di un milione di abitanti: questo ci rende orgogliosi, ma ci spinge ovviamente a fare di più e meglio. Una città che tra l’altro accoglie ogni giorno migliaia di ‘city users’ tra lavoratori, studenti e turisti. Per incidere davvero serve da un lato una forte collaborazione e consapevolezza di tutti e tutte. Noi perseguiamo l’obiettivo di aumentare ancora la quota differenziata intervenendo ad esempio nei parchi, dove fino a qualche mese fa non era prevista la raccolta differenziata, che stiamo progressivamente inserendo in diversi parchi cittadini e periferici. Tra le attività più recenti che il Comune di Milano può portare avanti grazie alla collaborazione e alle tecnologie di Amsa, e alla sinergia con Nespresso o con il consorzio CIAL, c’è il conferimento delle capsule del caffè di alluminio nel sacco della plastica. Un’azione che nasce da una direttiva europea recepita anche dal nostro Paese, ma che noi possiamo mettere a terra, tra i primi in Italia, grazie all’impianto all’avanguardia di Muggiano. Infine stiamo sempre più semplificando il conferimento anche nelle riciclerie con ingressi pedonali, in alcuni casi, e non solo in auto.
C’è anche un tema che avete scelto di mettere al centro della vostra azione, quello della tutela della biodiversità. Quali sono state le iniziative che avete messo in campo a questo proposito?
La biodiversità, in città soprattutto, è un tema dibattuto e legato anche alla manutenzione del verde: da diversi anni dedichiamo aree verdi allo sfalcio ridotto dell’erba, con l’obiettivo di mantenere l’erba più alta in determinati spazi segnalati, come alcune zone in parchi estensivi, aiuole stradali o altre zone selezionate. Questo spesso provoca alcuni malumori, soprattutto in quei cittadini che interpretano questa pratica come poca cura della città. Uno studio condotto dall’Università Bicocca invece ci conferma che proprio in queste aree la biodiversità aumenta fino al 60%, rispetto a quelle sfalciate, soprattutto nelle aree con fiori. E anche per questo, anche quest’anno, aumenteremo i prati fioriti in città. Si tratta di azioni che abbiamo introdotto gradualmente tra i cittadini, e che puntiamo a rendere sempre più strutturali all’interno del Piano del Verde e del Paesaggio a cui stiamo lavorando. Un piano che si occuperà di alberi, verde, acqua, biodiversità, paesaggio e spazi aperti della città e che indicherà strategie e azioni utili non solo a questa Amministrazione ma anche a quelle future nella pianificazione della città che verrà.
Per quel che riguarda un’altra importante sua competenza, il risparmio energetico e la progettazione di iniziative di contrasto ai cambiamenti climatici, cosa possiamo inserire nell’elenco dei risultati raggiunti?
Il primo risultato raggiunto, dopo diversi anni di lavoro, è certamente la Comunità Energetica Solidale CER.CA.MI di cui il Comune di Milano è capofila e che vede la collaborazione di altri enti e istituzioni, tra cui il Politecnico di Milano: l’obiettivo è promuovere la produzione e la condivisione di energia rinnovabile e al contempo generare ricadute positive sul territorio; gli eventuali introiti della CERS vengono infatti investiti in progetti sociali per il quartiere. In un momento in cui abbiamo a che fare ogni giorno con rischi di approvvigionamento e in cui aumenta la povertà energetica nelle famiglie, credo sia un passo importante. L’amministrazione sta lavorando anche sui suoi edifici: abbiamo avviato da qualche settimana i lavori sui tetti del cimitero di Chiaravalle per installare un impianto fotovoltaico con una potenza complessiva di circa 700 kW, in grado di contribuire in modo significativo all’autoproduzione di energia elettrica per le strutture comunali.
Parallelamente abbiamo lavorato ad un’importante mappatura della città relativa al rischio caldo e alle isole di calore, identificando le aree più fragili non solo dal punto di vista ‘climatico’ ma considerando anche quelle fragilità sociali che spesso non consentono alle persone e alle famiglie di avere impianti di raffrescamento: anche questo è ‘occuparsi’ del contrasto ai cambiamenti climatici. Questo strumento prezioso ci indicherà la strada da seguire nella pianificazione delle azioni future e delle strategie da inserire anche all’interno del Piano del Verde e del Paesaggio.
L’attività si è concentrata molto sui quartieri. In che modo?
Le attività che portiamo avanti sono indirizzate certamente dal mio assessorato, l’assessorato all’Ambiente e Verde, ma sono anche il frutto di una collaborazione e di un confronto con gli altri assessorati, con i Municipi e in molte occasioni anche grazie alla sinergia con comitati e associazioni del territorio.
Durante il suo mandato avete dato ampio spazio alla partecipazione dei cittadini e dei giovani nel definire e ridefinire azioni tese al miglioramento della qualità della vita cittadina. Quali strumenti avete scelto e che risultati stanno producendo?
Tramite le assemblee abbiamo coinvolto diversi attori della città, dai cittadini ai giovani alle imprese rispettivamente nell’Assemblea Permanente dei cittadini per il clima, nella neonata Assemblea dei Giovani e nell’Alleanza delle imprese per il clima. Sono esperienze preziose nate sotto il ‘mantello’ del Piano Aria e Clima, grazie alle quali riusciamo a coinvolgere persone e imprese, a far circolare idee e a raccogliere proposte. Per cambiare una città la collaborazione è certamente necessaria, ma lo è altrettanto la consapevolezza: vedere da vicino come lavora un’Amministrazione, comprese le sue difficoltà, aiuta tutti – imprese e cittadini – a essere parte attiva nel cambiamento, a fare proposte sempre più realizzabili e quindi utili davvero alla città. Il lavoro nelle assemblee è enorme, costante e continuativo durante l’anno – sia nel momento di sorteggio e selezione dei cittadini, sia nella selezione delle imprese tramite bando – e di questo ringrazio gli uffici. Anche la Milano Green Week, che quest’anno sarà dal 10 al 14 giugno, è un bel risultato partecipativo: gli eventi sono sempre molti, la risposta delle associazioni e dei cittadini è sempre alta e ne sono felice. Anche questo dimostra la sensibilità che i milanesi hanno verso il bene pubblico e verso la nostra città.
A novembre parteciperà alla seconda edizione Festival dell’educazione ambientale, ospitato quest’anno a Napoli e organizzato da Educational Goal Festival e Pentapolis: un evento che metterà al centro la necessità per istituzioni pubbliche, dell’istruzione, per le imprese e l’associazionismo di agire ancora più in profondità per aiutare le nuove generazioni ad essere più consapevoli sui temi della sostenibilità, giovani che oltretutto possono essere importanti leve per sensibilizzare gli adulti. Quali sono le esperienze più significative del Comune di Milano a questo riguardo?
Sia la Green Week – che vede ogni anno una grande partecipazione di giovani sia come semplici frequentatori che come organizzatori dei diversi eventi in palinsesto – che la recentissima Assemblea dei Giovani, ben rappresentano la sinergia tra giovani e amministrazione, che per noi è fondamentale non solo per la consapevolezza dei giovani, ma proprio per sensibilizzare anche il mondo degli adulti. Abbiamo visto soprattutto in questi ultimi anni quanto le nuove generazioni hanno a cuore l’ambiente in cui vivono e in generale le tematiche relative ai cambiamenti climatici, ai consumi o alla transizione energetica ed è proprio per questo che abbiamo deciso di coinvolgerli in modo ancora più attivo all’interno dell’Assemblea.





