Presso il LabOratorio San Filippo Neri di Bologna (via Manzoni 5) martedì 22 ottobre alle 20:30 un incontro imperdibile dedicato alla moda e alla sostenibilità. Matteo Ward, CEO e co-founder di WRÅD, design studio per lo sviluppo sostenibile e società benefit già vincitrice del Best of the Best RedDot Product Design Award, presenta il suo primo libro Fuorimoda! Storie e proposte per restituire valore a ciò che indossiamo, Ed. DeAgostini.
Ward ci accompagna in un viaggio attraverso le crepe del sistema moda attuale, svelando i quattro pilastri su cui si fonda questa insostenibile industria. Ma non tutto è perduto: l’autore ci indica una possibile via d’uscita, alla portata di tutti. E se iniziassimo a considerare i nostri vestiti come facciamo con il cibo? Entrambi nascono dalla terra e hanno un impatto sul nostro corpo e sul pianeta. Un cambio di prospettiva che potrebbe rivoluzionare il modo in cui consumiamo moda.
Matteo Ward: moda, etica e sostenibilità
Ward, attraverso il suo testo, ci immerge nel cuore di un’industria che ha perso la sua anima. Ma c’è una speranza: un viaggio per riconnettere moda, etica e sostenibilità. Un invito a tutti, creatori e consumatori, a ripensare il modo di vestire per proteggere il nostro mondo e celebrare la sua infinita diversità.
Quand’è che i vestiti hanno iniziato a essere un problema? Probabilmente nel 1678, quando Re Sole decretò che da quel momento in poi sarebbero andati fuorimoda così inventò le “stagioni” e i nobili della corte cominciarono a rinnovare il guardaroba due volte l’anno. Da quel momento si arrivò all’iperproduzione di oggi: oltre cento miliardi di capi all’anno, per la gran parte realizzati a prezzi stracciati e destinati a finire dimenticati in fondo ai nostri armadi o gettati via.
Come può avere senso continuare così? Partendo da questa domanda Matteo Ward ci guida in una ricognizione attraverso l’insostenibilità del sistema moda contemporaneo e al termine dell’incontro la redazione di Giovani Reporter realizzerà una breve intervista sul palco.
Junk – Armadi pieni
Su YouTube Junk – Armadi pieni 6 episodi girati in Chile, Ghana, Bangladesh, India, Indonesia e Veneto per scoprire come la produzione e lo smaltimento del vestiario provochino danni terrificanti alle persone e all’ambiente. Qui la prima puntata girata nel Deserto dell’Atacama.







