Il mondo della moda compie un nuovo passo decisivo verso un futuro più etico e rispettoso degli animali. Il CFDA-Council of Fashion Designers of America ha comunicato, insieme a Collective Fashion Justice guidata da Emma Håkansson e a Humane World for Animals con PJ Smith, entrambe partner storiche di LAV per la promozione di una moda sostenibile e cruelty-free, che a partire dalla New York Fashion Week di settembre 2026 le pellicce animali saranno definitivamente escluse dalle passerelle. Una decisione storica, che conferma una tendenza già in atto a livello globale.
Mentre le principali capitali della moda avanzano verso un sistema realmente responsabile, l’Italia continua purtroppo a restare indietro. Nonostante le richieste sempre più pressanti delle associazioni animaliste, la chiusura definitiva degli allevamenti di animali da pelliccia, luoghi di sofferenza estrema per visoni, volpi e altre specie, procede a rilento, quando invece dovrebbe essere una priorità etica e ambientale.
Da anni LAV sollecita la Camera Nazionale della Moda Italiana ad assumere una posizione esplicita e vincolare i propri associati a non proporre più pellicce animali nelle prossime Fashion Week, come abbiamo ribadito di recente in un incontro con il presidente Carlo Capasa. Speriamo che questa positiva concorrenza incoraggi CNMI a rispondere prontamente con una propria policy ‘animal’-free – dichiara Simone Pavesi, Responsabile Area Moda Animal Free.
La rivoluzione fur-free: il futuro della moda è senza sfruttamento animale
Gli allevamenti da pelliccia non rappresentano soltanto un problema morale: sono focolai di stress e malattia, ambienti incompatibili con qualsiasi forma di benessere animale e simbolo di un’industria ormai superata, che non ha più giustificazione nella società contemporanea. Oggi la moda green offre alternative di altissima qualità: ecopellicce morbide, calde, leggere e disponibili in mille colori, capaci di coniugare estetica, funzionalità e rispetto per la vita.
La nuova policy americana è frutto di un lavoro congiunto tra CFDA e le due organizzazioni impegnate nella riforma del settore moda. Una collaborazione che sancisce un ulteriore passo verso un comparto creativo più moderno, attento all’impatto sociale e ambientale delle proprie scelte.
Le passerelle internazionali confermano questo cambiamento: oltre a Londra e New York, anche le Fashion Week di Copenaghen, Berlino, Stoccolma, Amsterdam, Helsinki e Melbourne hanno già abbracciato politiche fur-free, dimostrando che eleganza e responsabilità possono andare di pari passo.
Non solo le sfilate: anche il mondo dell’editoria ha preso posizione. Condé Nast, che controlla riviste influenti come Vogue, Vanity Fair e Glamour, ha bandito le pellicce animali da contenuti editoriali e pubblicità, seguendo la direzione intrapresa da testate come ELLE e InStyle.
Il futuro della moda è chiaro: senza sfruttamento animale, più innovativo e più sostenibile.
Ora tocca all’Italia fare la sua parte, chiudendo definitivamente gli allevamenti di animali da pelliccia e sostenendo una filiera che rispetti la vita e l’ambiente. Perché benessere animale e progresso non sono solo compatibili: sono inseparabili.





