Made in Testaccio realizza kimono con tessuti di recupero, produce accessori come cinture obi, sciarpe e capi unici, sempre con un forte legame con l’artigianato sostenibile per dare forma, ogni giorno, a pezzi unici. Il laboratorio si trova a Pienza, in Toscana, il cui centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.
A Roma potete visitare lo showroom nel quartiere Testaccio dove trovare anche grembiuli, runner e tovagliette tutti in tessuti di alta qualità donati da una prestigiosa azienda, salvati dallo spreco e trasformati in oggetti di valore. Si riceve su appuntamento chiamando il numero 3534285300 o mandando una mail a info.madeintestaccio@gmail.com. Accanto alla produzione anche workshop tessili e pittorici per condividere antichi saperi artigianali e sensibilizzare al riuso creativo dei materiali.
L’intervista a Made in Testaccio

Ho deciso di intervistare Gloria Brescini, Emanuele Pierozzi e Francesca Brescini le ideatrici di Made in Testaccio perché è una realtà quasi unica che produce piccole opere d’arte da materiali poco appetibili per l’industria della moda classica. A Pienza li trovate in piazza di spagna 15 (Loc Vignoni Alto 100 San Quirico d’Orcia) mentre su Instagram @made_in_testaccio.
Da quanti anni esiste Made in Testaccio e come è nata l’idea?
Made in Testaccio nasce nei primi anni 2000 come un progetto di artigianato sostenibile, quando il concetto di recupero creativo era ancora poco diffuso. L’idea è nata dal nostro amore per i tessuti e dalla volontà di trasformare materiali dimenticati in qualcosa di unico. Abbiamo iniziato nel quartiere Testaccio a Roma, partecipando a un bando che ci ha permesso di aprire il nostro primo laboratorio alla Città dell’Altra Economia. Da lì è partita un’avventura fatta di ricerca, sperimentazione e passione per l’arte tessile e sartoriale.
Avevate già un laboratorio a Pienza o avete deciso di trasferirvi in Val D’Orcia per vivere in una realtà più a misura d’uomo?
Il trasferimento a Pienza è stato una scelta di vita e di lavoro. Dopo l’esperienza romana, abbiamo sentito il bisogno di un luogo che ci permettesse di creare con più tranquillità, immersi nella bellezza della natura. La Val D’Orcia è perfetta per il nostro lavoro: qui possiamo concentrarci sulla produzione con ritmi più sostenibili, senza però perdere il contatto con Roma, dove continuiamo a mantenere uno showroom e a proporre le nostre creazioni.
Come mai in particolare la scelta di produrre kimono e obi? C’è richiesta?
Abbiamo sempre lavorato con tessuti preziosi e di recupero, e il kimono o meglio la giacca kimono ci è sembrato il capo perfetto per valorizzarli al meglio. È un indumento che ha una storia lunga e affascinante, capace di unire eleganza e versatilità. La richiesta è in crescita, soprattutto tra chi cerca capi unici e sostenibili. Oltre ai kimono e agli accessori, la nostra esperienza sartoriale ci permette di creare anche pantaloni e camicie, sia in collezione che su misura, per chi desidera capi esclusivi, realizzati con materiali di alta qualità e un approccio artigianale.
Il fatto che le vostre creazioni siano realizzate con materiali di scarto è considerato dal cliente un valore aggiunto?
Assolutamente sì! Oggi c’è sempre più consapevolezza sull’importanza del riuso e della sostenibilità. Chi sceglie i nostri kimono, accessori o capi sartoriali lo fa anche perché apprezza la storia dietro ogni tessuto, il fatto che un materiale destinato allo spreco possa trasformarsi in qualcosa di prezioso e originale. Ogni capo porta con sé una storia e un significato, unendo sostenibilità e bellezza.
Vendete anche online?
Sì, vendiamo attraverso il nostro sito Made in Testaccio e sui social, dove riceviamo ordini e raccontiamo il nostro lavoro. Ma il contatto diretto con i clienti rimane fondamentale: ci piace che chi acquista un nostro capo possa conoscere la sua storia, capire il valore del lavoro artigianale che c’è dietro e, nel caso di capi sartoriali, partecipare al processo creativo con richieste su misura.





