A Milano il 18 maggio l’ecomarket firmato Declout per vendere, scambiare o regalare il proprio abbigliamento e i propri accessori, promuovendo così la moda sostenibile e il riuso creativo (WAO Isola, via Lambertenghi 17, dalle 11 alle 19). Un progetto nato dall’esigenza di ripensare il modo in cui gestiamo il superfluo, partendo dal guardaroba, per promuovere un approccio più consapevole e responsabile. Declout è una community itinerante, creativa e inclusiva che tramite eventi e iniziative innovative online e offline, aiuta a dare nuova vita agli abiti e alle storie che portano con sé.
Il 18 si porteranno i capi dejà porté e in un ambiente accogliente si scoprirà il valore della condivisione. Tra aperitivi, workshop, mini consulenze di armocromia e momenti di confronto, si trasforma il riuso in un’esperienza unica, in cui ogni scelta diventa più green e ogni capo trova una nuova vita. Tra i servizi di Declout anche swap party e workshop per imparare a gestire al meglio il proprio armadio, dare nuova identità a ciò che si ha già e fare scelte più responsabili. Dal decluttering al restyling e ogni incontro diventa un’opportunità per sperimentare e divertirsi insieme.
Moda sostenibile: perché serve un nuovo approccio
Il settore della moda ha necessità di una profonda trasformazione o rischia di diventare una delle industrie più inquinanti del pianeta. Il fast fashion è ormai una piaga che danneggia chi produce e gli ecosistemi; i bassi costi, apparentemente allettanti, si originano dallo sfruttamento del lavoro e dell’inquinamento degli oceani per la temibile presenza di plastiche e elementi chimici nei tessuti.
Lo smaltimento degli abiti è una criticità per i comuni: i pochi cassonetti gialli posti sulla strada non sono sufficienti per contenere i quantitativi di cui ogni giorno il cittadino si disfa, ultima stazione l’indifferenziato dove non dovrebbero assolutamente finire. Oggi il mondo del fashion causa il 10% delle emissioni, le ricerche della SFIS parlano di una produzione di 150 miliardi di capi dei quali il 30% rimane invenduto, e solo l’1% è avviato al riciclo. Dobbiamo invertire la tendenza, noi cittadini con il supporto degli enti locali. Indispensabile frequentare anche eventi come quello organizzato a Milano il 18 maggio da Declout.






