Mozziconi di sigaretta nanoplastiche

Nanoplastiche nel cervello: i dati della ricerca sostenuta da Plastic Free Onlus

Durante la terza edizione del convegno internazionale “Plastics & Environment”, ospitato presso l’Università degli studi di Milano-Bicocca, presentati i risultati preliminari di una ricerca che dimostra come le nanoplastiche riescano a penetrare nelle cellule immunitarie cerebrali, alterandone l’equilibrio e innescando processi neuroinfiammatori. Lo studio è stato condotto dalla dottoressa Anna Baroni sotto la guida del professor Ennio Tasciotti, direttore scientifico di Plastic Free Onlus, l’organizzazione che dal 2019 sostiene il progetto in collaborazione con l’Università San Raffaele di Roma e l’Irccs San Raffaele.

La ricerca si è concentrata sugli effetti delle particelle di polistirene con dimensioni comprese tra 25 e 100 nanometri su cellule microgliali, esposte a concentrazioni analoghe a quelle riscontrabili nell’ambiente. Questo fenomeno provoca una drastica riduzione della vitalità cellulare e un forte stress ossidativo. Le particelle più piccole, da 25 nanometri, hanno mostrato una pericolosità superiore rispetto a quelle da 100 nanometri, alterando in modo significativo la produzione di citochine infiammatorie e confermando l’ipotesi che i frammenti plastici possano accelerare l’invecchiamento cerebrale e favorire l’insorgenza di patologie neurodegenerative.

La presentazione di questi dati in un contesto scientifico internazionale rappresenta un passaggio importante – dichiara Luca De Gaetano, presidente e fondatore di Plastic Free Onlus – Per anni abbiamo denunciato gli effetti della plastica sull’ambiente. Oggi la ricerca ci sta mostrando con sempre maggiore chiarezza che l’inquinamento da plastica riguarda anche il nostro corpo e la nostra salute. Per questo, mentre sosteniamo la scienza, continuiamo ad agire concretamente sui territori: nel weekend del 6 e 7 giugno saremo in tutta Italia per raccogliere mozziconi e ricordare che anche un gesto considerato piccolo può trasformarsi in micro e nanoplastiche disperse nell’ambiente”.

Questi primi dati confermano la necessità di studiare con grande attenzione il rapporto tra nanoplastiche e salute neurologica – spiega il professor Ennio Tasciotti – Le particelle più piccole sembrano avere una maggiore capacità di interagire con le cellule, alterandone il metabolismo e favorendo condizioni di stress e infiammazione. È un campo di ricerca ancora giovane, ma estremamente importante: comprendere cosa accade quando questi frammenti raggiungono il cervello è una priorità scientifica e sanitaria”.

La mobilitazione nazionale per combattere anche le nanoplastiche

La presentazione di queste evidenze scientifiche coincide con la campagna nazionale di pulizia ambientale promossa da Plastic Free nelle giornate del 6 e 7 giugno, legata alle giornate mondiali dell’ambiente e degli oceani. Migliaia di volontari si sono attivati in tutta Italia per raccogliere esclusivamente mozziconi di sigaretta, guidati dal claim “Il pianeta non è un portacenere”.

Questa iniziativa si collega direttamente alla ricerca sui rischi cellulari, poiché i filtri delle sigarette sono composti da acetato di cellulosa, una plastica sintetica che impiega oltre dieci anni a degradarsi, frammentandosi in micro e nanoplastiche che contaminano gli ecosistemi e la catena alimentare. Cittadinanza e istituzioni locali possono consultare i prossimi appuntamenti della onlus e iscriversi gratuitamente attraverso la sezione dedicata del sito ufficiale.