Nasce a Roma il Vegcoach lab spazio professionale per l’alimentazione vegana

Sarà inaugurato sabato 17 gennaio 2015 il laboratorio di “coaching veg”, centro professionale dedicato alla ricerca di strategie alimentari nel mondo della nutrizione a base vegetale, che prevede anche lo studio e la produzione di nuovi prodotti e alimenti vegani.
Durante la giornata, dalle 11 alle 19, sarà possibile avvicinarsi al “green food” attraverso uno scambio diretto con i professionisti, partecipare a dimostrazioni, videoproiezioni e ricevere un piccolo omaggio cruelty free.
Il progetto nasce dall’intuizione della dott.ssa Roberta Bartocci, ideatrice della figura professionale VegCoach e del relativo marchio registrato, di creare un sistema di sostegno per chi è interessato a mettere in pratica la riduzione dei consumi di carne e altri prodotti di origine animale. Una risposta concreta sia alla crescente sensibilità sull’argomento, che alla promozione di un miglior stato di
salute personale, senza dimenticare l’attenzione verso la tematica dell’impatto ambientale sul pianeta dovuto alla zootecnia intensiva, contribuendo alla salvaguardia degli animali sfruttati per fini alimentari.
Vegcoach LAB si propone, dunque, come punto di riferimento, un ambiente a impatto zero nel cuore di Roma, dove confrontarsi con un team di esperti che accompagnano semi-vegetariani, vegetariani, vegani, crudisti nel mondo della nutrizione “green”.
La Vegcoach Roberta Bartocci, biologa nutrizionista, conduce singoli e imprese nel percorso di avvicinamento a un’alimentazione più verde. Ma non solo nutrizione: il VegCoah LAB è un vero e proprio laboratorio per uno stile di vita sostenibile, che si avvarrà di uno staff di professionisti sensibili al tema. Il centro offre uno spazio per la fisioterapia, la riabilitazione, la posturologia e, inoltre, osteopatia, psicoterapia e una rete di contatti di medici veg friendly. Tutto all’insegna della sostenibilità ambientale, con l’utilizzo esclusivo di prodotti dedicati vegani, dalle riviste nella sala di attesa alla crema utilizzata per i macchinari della fisioterapia.
«Ho un’esperienza di quasi vent’anni nell’ambito dell’alimentazione a base vegetale –racconta la dott.ssa Roberta Bartocci- e so anche quanto in questo momento di “moda” ci sia confusione e necessità di essere guidati sulla base di conoscenze scientifiche, ma anche pratiche. Nel nostro studio l’alimentazione vegetale è una risposta, non un problema».
«L’alimentazione è fondamentale – aggiunge il dott. Alessandro Catanzaro, fisioterapista posturologo- ma non è l’unico elemento che garantisce il benessere».
«Sensibilità “veg” anche da parte di professionisti non nutrizionisti –prosegue Catanzaro- significa che ad una persona affetta da osteoporosi, ad esempio, non sarà detto di aumentare il consumo di latte e formaggi, come molti penserebbero, bensì di avere un’alimentazione ricca di frutta, verdura e cereali integrali, come del resto indicato nelle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’osteoporosi».
Il sondaggio Eurispes 2014 ha calcolato che, solo in Italia, i vegani arrivano a 1,5 milioni. Nel 2008, secondo la Sinottica Eurisko, erano 400.000. Una realtà sempre più ampia supportata dalla letteratura scientifica, secondo la quale è dimostrato che l’alimentazione vegetale non solo è salutare per tutte le fasce di età, ma ha potenziali terapeutici.
Lo studio EPIC (The European Prospective Study into Cancer and Nutrition), coinvolgendo oltre 500.000 persone in diversi paesi Europei e non, nell’arco di15 anni, dice che:
– vegetariani e vegani hanno il 32% di possibilità in meno di incorrere in eventi come infarto e ictus;
– in 3 settimane senza assumere farmaci, solo attraverso dieta vegana, è possibile ridurre livelli ematici di colesterolo da 220 a 170 mg/dl;
– chi segue un’alimentazione vegetale incorre in un rischio 5 volte inferiore di avere un cancro alla mammella e di valori simili altri tipi di cancro (prostata, ovaie, colon);
– l’alimentazione “green” è in grado di far di diminuire del 19% il rischio di frattura di anca per osteoporosi e di far diminuire i dosaggi d’insulina a persone affette da diabete di tipo 1 o di risolvere alcuni casi di diabete di tipo 2.

UFFICIO STAMPA VEGCOACH LAB
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