Uno dei momenti tradizionali per eccellenza è quello dei pranzi e del cenone della vigilia di Natale e di Capodanno. Ma quando diventa green una celebrazione? Da bandire, senza alcuna eccezione, prodotti vietati o crudeli come il fois gras, i datteri di mare, il caviale e le aragoste, il cui utilizzo provoca l’uccisione di specie a rischio estinzione, infligge sofferenze inaudite agli animali o porta alla distruzione delle scogliere da cui sono prelevati (nel caso dei datteri di mare).
Soprattutto per quanto riguarda frutta e verdura meglio orientarsi su prodotti locali, di stagione e a km zero. Sul fronte del pesce anche qui consigliano di consumare specie presenti in Italia, obiettivo la riduzione della CO2 generata per trasportare eventuali esemplari esotici fino a punti di acquisto italiani ma il discorso vale anche per la frutta sudamericana che viaggia per migliaia di km. Un ulteriore consiglio su questo fronte è quello di ridurre al minimo possibile il consumo di carne, tra gli alimenti maggiormente responsabili per l’emissione di anidride carbonica.
Tavola green per Natale e Capodanno
Un Natale e un Capodanno green passano per il consumo di alimenti rispettosi dell’ambiente, ma anche per una tavola preparata in maniera sostenibile. Assolutamente no a posate e piatti usa e getta o a tovaglioli di carta, preferendo i tovaglioli di stoffa o le posate di metallo, tutto tornato di gran moda. Stesso discorso varrà per i bicchieri e perché non usare quelli che abbiamo chiusi da anni nelle credenze magari di cristallo?
Se proprio sarà impossibile ricorrere a posate, piatti e bicchieri riutilizzabili allora il consiglio è quello di orientarsi su alternative 100% sostenibili, realizzate in Mater-Bi o altro materiale naturale.
La lotta allo spreco
Dopo luculliani pranzi e cene la maggior parte di noi ha avanzi di cui decidere la destinazione. Il diktat è no agli sprechi alimentari, per questo motivo nei prossimi giorni a tavola possiamo preparare polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce per recuperare il cibo avanzato ma anche le frittate possono dare un sapore diverso ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille. Attenzione solo a non ricongelare ciò che è stato scongelato, è pericoloso.
La frutta secca si può caramellare e trasformarla in torrone, con quella fresca si possono fare marmellate o macedonie detox. La crescita dei dolci a km zero, secondo Coldiretti, è il simbolo di una nuova attenzione alle tradizioni del proprio territorio anche se il re delle feste è sempre il panettone, presente nel 78% delle case, davanti al pandoro (73%).
Perfetto infine se raggiungerete amici e parenti con mezzi a basso impatto o usufruendo del servizio pubblico.






