Il passaggio definitivo all’era dell’USB-C e del caricabatterie unico europeo ha lasciato un’eredità ingombrante nelle case degli italiani: montagne di vecchi cavi inutilizzati si sono accumulati negli anni. Questo immenso stock di accessori obsoleti, confinato tra cassetti, scatole e ripostigli, rappresenterebbe in realtà una vera e propria risorsa strategica per l’economia circolare, una fonte di materie prime seconde che attende solo di essere recuperata.
I numeri fotografati dal Consorzio ERP Italia delineano uno scenario impressionante: nelle abitazioni del nostro Paese si trovano circa 170,7 milioni di cavi USB e Lightning inutilizzati, con una media di 6,4 cavi per ogni nucleo familiare. Questa montagna di plastica e metallo, se pesata complessivamente, raggiunge l’incredibile volume di 3.394 tonnellate di materiali dimenticati.
Quando si parla di economia circolare si pensa spesso a grandi impianti o a tecnologie complesse. In realtà una parte importante delle risorse di cui abbiamo bisogno si trova già nelle nostre case. I cavi elettronici inutilizzati rappresentano un esempio concreto di come i rifiuti possano trasformarsi in una risorsa, a patto che vengano conferiti correttamente nei canali dedicati alla raccolta dei RAEE – dichiara Alberto Canni Ferrari, Country General Manager Italy European Recycling Platform.
Il valore del riciclo dei cavi inutilizzati: rame e alluminio per 16 milioni di euro
I vecchi cavi non sono semplici scarti ma scrigni di materie prime critiche e materiali preziosi che possono essere reintrodotti nei processi industriali come materie prime seconde:
- rame: lo stock nazionale contiene potenzialmente 1.426 tonnellate di rame;
- alluminio: nei cavetti sono intrappolate circa 136 tonnellate di alluminio, oltre a una grande quantità di materiali plastici riciclabili.
Ai prezzi di mercato attuali, comprare la stessa quantità di metalli vergini costerebbe al settore produttivo oltre 16 milioni di euro. Il riciclo, quindi, non è solo una tutela per l’ambiente ma un enorme vantaggio economico per l’autonomia strategica europea, da tempo mirata a ridurre la dipendenza dalle importazioni estere.
Come smaltire correttamente i vecchi cavi: la guida pratica
I cavi elettrici ed elettronici sono a tutti gli effetti dei RAEE – Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche per questo motivo non devono mai essere gettati nella raccolta indifferenziata. Per alimentare correttamente la filiera del riciclo gli utenti hanno a disposizione tre canali gratuiti:
- i centri di raccolta comunali: portare i cavi direttamente all’isola ecologica del proprio comune, nell’apposito cassonetto per i piccoli elettrodomestici;
- il ritiro nei negozi (Uno contro Zero): consegnare i cavi gratuitamente presso i punti vendita di elettronica di grandi dimensioni, senza alcun obbligo di acquistare un nuovo prodotto;
- iniziative territoriali: sfruttare le campagne di raccolta straordinarie o i contenitori itineranti per i piccoli RAEE organizzati periodicamente a livello locale.







