Prosegue la campagna nazionale BlueFishers promossa dalla Fondazione Marevivo e lanciata nel 2024 a Viareggio per chiedere ai pescatori di sostituire le cassette in polistirene espanso (EPS) con contenitori riutilizzabili e l’adozione di buone pratiche nelle comunità locali.
L’Italia ha una flotta di oltre 12.200 pescherecci e impiega circa 14.000 tonnellate di EPS, pari a circa 50 milioni di cassette in polistirolo monouso per il trasporto e la vendita della merce ittica. Le microplastiche derivanti dalla loro frammentazione in mare danneggiano gli habitat e le specie marine, con potenziali ripercussioni negative sulla salute dell’uomo che può ingerirle attraverso il consumo di pesce.
Riparte l’attività di Marevivo per promuovere a livello locale e nazionale l’eliminazione dell’EPS nel settore ittico, sia attraverso il progetto BlueFishers sui territori, sia mediante l’attività di pressing a istituzioni e governo per favorire la produzione di una legge ad hoc – dichiara Laura Gentile, Coordinatrice nazionale del progetto per la Fondazione Marevivo. – Nonostante siano molti a ripensare le proprie pratiche di pesca e a cercare soluzioni più ecologiche, la strada verso la piena sostenibilità ambientale nel comparto ittico è complessa e dipende da fattori politici, risorse disponibili e consapevolezza ambientale. In questo senso un plauso va al Veneto, che con la Legge regionale n. 5 del 13 maggio 2025 promuove la sostituzione dei contenitori di prodotti ittici in polistirene con contenitori in materiale sostenibile, per contrastare la diffusione delle microplastiche nelle acque interne e marine. Mi auguro che anche le altre Regioni vogliano seguire questa buona prassi.
La normativa europea
Il tasso di consumo di polistirene espanso (EPS) in Italia è il più alto d’Europa. Fra tutte le plastiche, l’EPS è uno dei rifiuti in plastica maggiormente presenti in mare, in spiaggia e lungo le coste, a causa della sua dispersione incontrollata dovuta all’abbandono volontario o involontario, alla fragilità del materiale di cui è composto e al basso tasso di riciclo dopo il suo utilizzo. Secondo una ricerca del Dipartimento di Scienza, della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnica delle Marche, tra i rifiuti plastici analizzati, l’EPS è il polimero in grado di assorbire e veicolare il maggior numero di contaminanti metallici innalzando il rischio di contaminazione per le specie che ne ingeriscono i frammenti.
Sebbene il divieto di utilizzo di plastica monouso rimanga un principio cardine della normativa europea, l’impiego di cassette in EPS rimane una prassi stabile nei Paesi dell’Unione con tutte le implicazioni già enunciate che allontanano sempre di più l’Italia e l’Europa dall’obiettivo 14 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, ovvero la tutela degli ecosistemi marini. Anche per questo con “BlueFishers”, Marevivo sta richiamando l’attenzione dei decisori sull’importanza di promuovere leggi che vietino le cassette di polistirolo usa e getta utilizzate nel comparto ittico e di sensibilizzare i pescatori sul tema. Lo scopo è ridurre l’inquinamento marino, limitare il ricorso agli imballaggi in plastica monouso e promuovere il loro riuso e riciclo in un’ottica di economia circolare
Cassette in polistirene espanso: in Toscana 18 imbarcazioni dicono no
Fino ad oggi in Toscana hanno aderito alla campagna altre 18 imbarcazioni della piccola pesca artigianale, le quali, grazie al progetto internazionale END PLASTIC SOUP – Tuscany in Action finanziato dal Rotary Toscana Distretto 2071, riceveranno 500 cassette riutilizzabili e riciclabili in polipropilene, in sostituzione di quelle in polistirolo, prodotte dalla DuWo. Anche grazie alla collaborazione con FedagriPesca Confcooperative coinvolte quest’anno le Cooperative di pescatori Omega 3 e Azimut di Livorno, la Cooperativa San Leopoldo di Marina di Grosseto e Paolo il pescatore di Talamone.






