Roberto Cingolani

Nucleare, il sì di Cingolani: “Le rinnovabili non bastano”

Periodicamente sul fronte italiano si riaffaccia il tema del nucleare. Negli ultimi anni è tornato alla ribalta anche dietro appoggio più o meno a sorpresa da parte di alcuni ministri dell’Ambiente. In questo caso a sostenere la causa dell’atomo è l’attuale ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani.

A offrire una sponda alle ipotesi di ritorno ai progetti per il nucleare italiano sono stati l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e la conseguente crisi energetica innescata dalla crescente tensione internazionale. Anche se probabilmente in ritardo, l’Europa si sta muovendo per cercare di arginare l’impennata dei costi nei consumi. Aumenti che stanno mettendo a rischio diverse piccole e medie imprese.

Tra le soluzioni avanzate dall’UE contro la crisi energetica figura il taglio alla potenza dei contatori, che per alcune ore al giorno dovrebbe ridurre la possibilità di superare determinati consumi. In un’intervista a Radio24 il ministro Cingolani ha contestato l’iniziativa, dichiarando di nutrire diversi dubbi al riguardo:

Che ci sia una forma “moral suasion” per usare le fasce orarie corrette e avere una giusta sequenza di dispositivi elettrici in casa lo trovo ragionevole ma i cittadini lo fanno già automaticamente per risparmiare dati i costi folli.

Cingolani: sì al nucleare, rinnovabili rimandate

Nucleare, centrale di Montalto di Castro

La soluzione secondo Cingolani? Può essere soltanto una: il nucleare. Secondo il ministro della Transizione Ecologica il nuovo atomo sarebbe pronto a soddisfare, in attesa della piena maturità delle fonti rinnovabili, le necessità create dalla crisi energetica. Chiara la posizione del fisico e accademico italiano:

Il nucleare è l’unica alternativa. Quello di nuova generazione, non le vecchie centrali. Se non facciamo questa scelta tecnologica e ideale non riusciremo mai a sbloccarci. Esiste un muro ideologico che va a scapito dei nostri figli, stiamo bloccando il loro futuro con le ideologie di oggi e questo non va bene.

Italy for Climate: puntare su rinnovabili ed efficienza energetica

Nonostante al momento non si registrino repliche dirette alle affermazioni di Cingolani, il fronte ambientalista ha indicato poco più di un mese fa soluzioni differenti per quella che è la crisi energetica. Di questo avviso l’iniziativa Italy for Climate, promossa dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Enea e Ispra.

Fonti rinnovabili ed efficienza energetica degli edifici possono permettere all’Italia di fare enormi passi in avanti secondo Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile nonché promotore dell’iniziativa Italy for Climate. Così facendo, affermano gli ambientalisti, il Paese potrà abbattere di oltre 15 miliardi di metri cubi l’utilizzo del gas. Un punto chiave per contenere gli effetti della crisi energetica.

Come ha concluso Ronchi, nel fronteggiare la crisi energetica l’Italia non può prescindere da quella che è l’emergenza climatica:

La lotta al cambiamento climatico e l’obiettivo della neutralità climatica al 2050 sono una priorità, da cui dipendono il futuro e l’economia del nostro Paese. L’Italia deve dotarsi quanto prima di una legge per il clima, come hanno già fatto Germania, Francia e Regno Unito, per varare misure concrete di adattamento al cambiamento climatico, coinvolgendo i diversi settori e i territori.

Foto Roberto Cingolani: Niccolò Caranti – Wikimedia
Foto Centrale nucleare di Montalto di Castro: mac9 – Wikimedia