Oli esausti

Oli esausti: 60.000 tonnellate finiscono nelle fogne, la ricerca RenOils

Lo smaltimento degli oli esausti continua ad essere un problema e tra le 60.000 e le 70.000 tonnellate finiscono nel sistema fognario. L’olio usato in cucina, quello di frittura e quello dei barattoli di sottoli vengono gettati senza complimenti nei lavandini. È quanto emerge dalla ricerca promossa da RenOils, consorzio per il riciclo degli oli alimentari esausti, e realizzata da CNR-IRSA in collaborazione con Utilitalia.

La buona notizia è che sono oltre 80.000 le tonnellate di oli alimentari esausti raccolti ogni anno in Italia dai Consorzi come RenOils che può far affidamento su una capillare rete di partner operativi costituita da 15 aziende di raccolta e trasporto e 27 impianti di trattamento e recupero, rispettivamente operative con 19 e 37 unità locali.

Oli esausti: nessuna regione è virtuosa

La ricerca ha preso in esame 40 impianti di depurazione in 6 diverse regioni e ha ripetuto i campionamenti per 3 volte tra agosto 2019 e luglio 2020. Ovunque si sono trovate tracce di grassi vegetali e animali nelle acque trattate, nell’ordine di 5-10 mg/litro.

La ricerca – spiega Ennio Fano, Presidente di Renoils – conferma che è fondamentale potenziare la raccolta differenziata di oli esausti presso le utenze domestiche, in modo da favorire una pratica semplice ma estremamente virtuosa. Il nostro consorzio è già attivo in modo capillare su tutto il territorio nazionale e il comparto della ristorazione è servito in modo efficiente. Lavoreremo con enti locali e aziende di igiene urbana per gestire anche l’olio esausto prodotto dalle famiglie italiane.

Sappiamo che i dati della nostra ricerca – sottolinea Giuseppe Mininni, il ricercatore che ha coordinato la ricerca – si riferisce principalmente ai rifiuti generati dalle utenze domestiche perché il settore della ristorazione è quasi interamente collegato al servizio di raccolta degli oli esausti. Il 98% dell’olio che abbiamo trovato nei nostri campioni è di origine animale o vegetale e in grandissima parte viene dalle cucine delle famiglie italiane.

Nel sito del consorzio si trovano tutte le notizie per uno smaltimento corretto. Sappiamo che da 100 Kg di oli e grassi vegetali e animali esausti riciclati si possono ottenere 65Kg di lubrificante, 20 Kg di biodiesel oltre a cosmetici e saponi ma che è sufficiente un solo kg di olio finito negli scarichi per inquinare una superfice d’acqua di 1.000 mq.