Con l’arrivo dell’estate e l’avvio dell’alta stagione turistica, i motori delle cucine nella ristorazione italiana girano a pieno regime, portando a un aumento fisiologico dell’utilizzo di oli alimentari. Parallelamente, però, si intensifica un fenomeno criminale specifico: il furto dei bidoni contenenti gli oli esausti che, una volta utilizzati per le fritture e le cotture, diventano un rifiuto prezioso destinato al recupero.
A lanciare l’allarme è RenOils, il Consorzio Nazionale impegnato nella raccolta e nell’avvio a riciclo degli oli e dei grassi alimentari, che rivolge un invito chiaro a tutti gli operatori del settore: denunciare tempestivamente ogni furto alle autorità competenti.
Come consorzio siamo convinti che la tempestiva denuncia alle forze dell’ordine consentirà alle stesse di perseguire gli autori affinché non restino impuniti – dichiara Ennio Fano, presidente RenOils – “da parte nostra ci stiamo attivando per segnalare il fenomeno alle varie procure territoriali che possono essere coinvolte.
Non ci sono stime su quanti oli vengano rubati ogni anno – prosegue Fano – ma i nostri raccoglitori autorizzati ci segnalano un picco d’estate proprio quando le richieste di ritiro aumentano del 25%. Questi illeciti mettono in difficoltà un’intera filiera di aziende che lavorano legalmente e che rappresentano una parte importante dell’Economia Circolare italiana, oltre a lasciare nelle mani di trafficanti una risorsa che contribuisce alla riduzione dei gas serra e al contrasto alla crisi climatica.
Un danno economico, fiscale e ambientale
Quello dei furti di oli esausti è un trend in crescita che configura un vero e proprio duplice reato: al furto di beni si aggiunge infatti il reato di traffico illecito di rifiuti. La filiera illegale colpisce diversi livelli del sistema:
- gli esercenti che subiscono il furto logistico dei contenitori e l’interruzione della filiera di gestione ordinaria;
- l’erario dato che gli oli sottratti sono ricettati e immessi sul mercato nero, rivenduti senza regolare fattura;
- l’ambiente: la mancanza di tracciabilità di questi carichi illegali aumenta esponenzialmente il rischio di smaltimenti incontrollati e dannosi per l’ecosistema.
I numeri del riciclo degli oli esausti: una risorsa strategica per la bioeconomia
L’interesse della criminalità verso questo rifiuto dimostra, di fatto, il suo elevato valore economico all’interno dei processi di economia circolare. Nel corso del 2025, il solo Consorzio RenOils ha raccolto circa 60.000 tonnellate di oli e grassi vegetali e animali esausti, operando su una rete di oltre 60.000 punti di ritiro dislocati in tutta Italia tra ristoranti, alberghi e mense.
Di questo volume, circa 43.000 tonnellate sono state rigenerate con successo, trasformandosi in materie prime seconde per la produzione di bio-carburanti, detergenti e prodotti cosmetici.
RenOils, che oggi aggrega più di 250 realtà tra imprese e associazioni di categoria, persegue la mission di incrementare i volumi e l’efficienza della raccolta dei grassi alimentari esausti sul territorio nazionale, garantendo una gestione trasparente e certificata a tutela dell’ambiente e della legalità della filiera.






