Le api non sono semplici produttrici di miele: sono vere e proprie custodi della biodiversità e pilastri fondamentali per la sicurezza alimentare globale. Il loro ruolo è talmente cruciale che, senza di esse, il nostro sistema agricolo subirebbe un collasso. Si stima che circa un terzo del cibo che consumiamo, incluse frutta, verdura, semi e noci, dipenda dall’impollinazione delle api. Senza di loro verrebbero a mancare nutrienti essenziali come vitamine e minerali.
Mentre volano di fiore in fiore alla ricerca di nettare le api trasportano il polline permettendo la fecondazione delle piante e schematizzando possiamo aggiungere che:
- circa l’80% delle specie vegetali selvatiche dipende dall’impollinazione degli insetti per riprodursi;
- senza le api molte piante sparirebbero portando al collasso degli habitat naturali e alla perdita di cibo per uccelli e altri animali;
- essendo estremamente sensibili ai cambiamenti e agli agenti inquinanti, il loro stato di salute ci dice molto sulla qualità dell’aria e del suolo in una determinata zona.
L’intervista a Simone Venieri, esperto produttore di miele

Abbiamo chiesto a Simone Venieri, apicoltore e Presidente degli apicoltori del VCO – Verbano Cusio Ossola, considerando la sua lunga esperienza di spiegarci meglio come funziona il meraviglioso mondo delle api e quali sono le caratteristiche del miele prodotto nelle valli piemontesi.
Venieri fin da piccolo ha avuto il privilegio di vivere nella natura più incontaminata grazie alla nonna che allevava galline, conigli, canarini per poi innamorarsi delle api dedite al lavoro sui fiori; da grande ha cominciato a partecipare ad alcuni corsi e a capire meglio la vita di questi insetti grazie al suo vicino che da 70 anni si occupava delle arnie.
Quali varietà di miele si producono nella zona di Verbania e del Lago Maggiore?
La varietà di miele più prodotta nella nostra zona é il castagno da anni premiato come miglior castagno d’Italia ma anche il tiglio, varietà prodotta soprattutto nelle valli Ossolane e devo menzionare anche l’acacia che però sta diventando sempre più raro da produrre nelle nostre montagne: i mieli che vanno maggiormente sono mille fiori e mille fiori di montagna e rododendro, molto pregiato.
E quali sono i canali di vendita?
Il nostro Miele è venduto per il 90% al dettaglio e il restante a piccoli commercianti alimentari.
Come influiscono i cambiamenti climatici sul comportamento delle api?
Il cambiamento climatico incide parecchio sulle api perché in primis perdono un po’ il senso del tempo e delle stagioni: la confusione è causata da inusuali primavere piovose e estati siccitose. Naturalmente è letale anche l’inquinamento ma per fortuna nella nostra zona non ne risentiamo molto e possiamo esserne davvero contenti; qualora dovessimo registrare una moria di api la situazione sarebbe preoccupante dato che loro sono i primi impollinatori.
La loro attività è diversa a seconda della stagione?
Le api lavorano tutto l’anno ma soprattutto in primavera e sulle grosse fioriture dove raccolgono polline e nettare che poi trasformano in Miele.
Che consiglio darebbe a chi volesse iniziare ad allevare api?
Come consiglio io suggerisco sempre di non usare insetticidi o almeno usare quelli bio anche se non sempre sono veramente naturali, motivo per cui si deve procedere dopo attente ricerche e un altro consiglio per aiutare le api che non è così scontato è di non tagliare spesso i prati verdi ma di farli fiorire per regalare alle nostre api paradisi. Per chi volesse iniziare suggerisco però di farsi affiancare da un apicoltore esperto o, in alternativa, seguire corsi e poi, certamente l’esperienza è tutto anche se all’inizio si commetterà qualche piccolo e perdonabile errore.






