Orchidee selvatiche

Orchidee selvatiche sempre più a rischio: il Report sulla biodiversità di Legambiente

Le orchidee selvatiche sono sempre più rischio a causa della crisi climatica, delle attività antropiche, delle trasformazioni del paesaggio e dal commercio illegale. Lo dicono i dati contenuti nel nuovo Report sulla Biodiversità pubblicato da Legambiente che fa il punto anche sui gravi ritardi che l’Italia ha accumulato rispetto agli obiettivi europei 2030 in fatto di tutela e conservazione della biodiversità e creazione di nuove aree protette.

Su 240 specie di orchidee presenti in Italia solo 4 (Cypripedium calceolus, Himantoglossum adriaticum, Liparis loeselii e Ophrys lunulata) sono tutelate a livello europeo dalla direttiva Habitat ormai poco aggiornata incapace di rappresentare la situazione attuale reale del grado di rischio cui sono soggette in questo caso le orchidee italiane.

In Italia la perdita di biodiversità e in particolare delle orchidee – commenta Stefano Raimondi, responsabile nazionale biodiversità di Legambiente – sottolinea i limiti di un approccio passivo e l’importanza di integrare protezione, politica e ricerca scientifica. Le zone umide italiane insieme alle praterie semiaride, pur ospitando un’elevata diversità di orchidee, sono tra gli habitat meno tutelati. Solo unendo ricerca, politica e azione concreta sarà possibile garantire prosperità alla straordinaria diversità biologica. Siamo ancora in tempo per rallentare i processi di estinzione: proteggere gli habitat, sostenere la ricerca, coinvolgere cittadini e istituzioni. La conservazione è possibile, ma richiede consapevolezza, impegno e una volontà collettiva. Inoltre, per raggiungere gli obiettivi 2030 su clima e biodiversità, serve una forte determinazione politica e amministrativa ma anche strumenti operativi e nuove norme capaci di accompagnare i territori a più alta vocazione naturale nella transizione ecologica. Temi che rilanceremo anche in occasione del “Natura Day. 30% di territorio protetto entro il 2030”, con una serie di iniziative che abbiamo organizzato dal 21 al 25 maggio lungo la Penisola per festeggiare la Giornata europea delle aree protette, che si celebrerà il 24 maggio. Con questo Natura Day vogliamo far riscoprire le bellezze naturalistiche e la biodiversità e chiedere al tempo stesso più aree protette.

L’urgenza di tutelare le orchidee selvatiche italiane

In piena fioritura a partire dal mese di maggio, le orchidee spontanee sono protette dalla CITES, la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione. Inoltre, la raccolta anche parziale di fiori e bulbi ovari costituisce reato.

Nella nostra Penisola, sottolinea Legambiente, la tutela e conservazione delle orchidee è demandata alle singole regioni, generando una marcata eterogeneità nel panorama nazionale. In questa partita è, però, fondamentale coinvolgere attivamente le comunità locali, sensibilizzando i gestori del territorio affinché le strategie di conservazione possano integrarsi con le attività economiche e sociali locali.

Le orchidee più sotto pressione

Tra quelle più minacciate si va ad esempio dalla Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus) quasi scomparsa dalle Alpi occidentali al Barbone Adriatico (Himantoglossum adriaticum) alla splendida e rara Ofride specchio (Ophrys speculum), all’orchidea Orchis patens. Estinta in Sardegna, nel 2025, l’orchidea palustre Dactylorhiza elata subsp. sesquipedalis che era presente in provincia di Nuoro.