Quasi quattrocento mila persone 21% in più rispetto al 2022, hanno visitato i sei orti botanici della Lombardia, il 3,8% sono studenti. Questi numeri rispecchiano un sempre maggiore interesse verso il turismo all’aria aperta e premiano l’approccio didattico adottato negli ultimi anni.
Spicca il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio che ha più che raddoppiato il numero dei visitatori, tra i quali si contano anche molti residenti. Per la sua natura storica e la sua localizzazione nel cuore della città di Milano, l’Orto Botanico di Brera da solo vanta ben 280.000 visitatori, posizionandosi al nono posto tra i musei riconosciuti dalla Regione Lombardia che hanno suscitato maggiore interesse (dato del 2022).
Orti botanici della Lombardia, quali sono
A supporto la Rete degli orti botanici della Lombardia, Associazione non profit nata nel 2002 che opera per favorire e promuovere le azioni degli orti aderenti e per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze. Ne fanno parte:
- l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”;
- il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio;
- l’Orto Botanico di Brera;
- l’Orto botanico “Città Studi”;
- l’Orto botanico “G.E. Ghirardi” di Toscolano Maderno (Bs);
- l’Orto botanico di Pavia.
La Rete si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli orti botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative.
Orto botanico “Città Studi” a Milano
L’Orto botanico “Città Studi” promuove lo studio delle piante come strumento per approfondire gli argomenti scolastici curricolari, dalle scuole d’infanzia ai percorsi universitari. Visite interattive e laboratori si avvalgono di metodologie “hands on” di formazione attiva utilizzate a livello europeo e ispirate a una tipologia di insegnamento delle scienze basato sull’investigazione (IBSE –Inquiry Based Science Education), ovvero un approccio didattico con le “mani in pasta”.
L’Orto consolida, inoltre, le sue attività di studio e conservazione della flora; ha arricchito le sue collezioni con specie rare e minacciate della flora italiana, ha potenziato la ricostruzione degli habitat naturali lombardi e ha inoltre completato le sue attività di riproduzione e conservazione della specie Dracocephalum austriacum, protetta dalle direttive europee.





