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Categorie: Le Aziende Informano e News.

NOVAMONT FIRMA IL MANIFESTO PER L’ECONOMIA CIRCOLARE

“Questa alleanza per l’economia circolare con altre importanti realtà del nostro Paese che condividono il nostro stesso approccio è per noi un fatto di grande rilevanza – dichiara Catia Bastioli, amministratore delegato Novamont. Sono fermamente convinta che l’innovazione non sia un viaggio in solitaria ma un percorso che si nutre di contaminazione di saperi, competenze e interconnessioni. Richiede, insomma, un salto culturale dell’intero sistema”.

Il manifesto per l’economia circolare firmato oggi a Roma coinvolge, come capofila per ciascun settore, 8 aziende protagoniste del made in Italy a livello internazionale e già fortemente impegnate sul tema (oltre a Novamont, Enel, Intesa Sanpaolo, Costa Crociere, Gruppo Salvatore Ferragamo, Bulgari, Fater e Eataly). Obiettivo è il rafforzamento delle collaborazioni già in corso tra le realtà firmatarie e l’inclusione di tutti i principali settori, in modo da raggiungere le principali filiere industriali del Paese.

L’economia circolare secondo Novamont
Oggi, la grande sfida che l’umanità ha di fronte è essere in grado di vivere bene nel limite naturale, ripensando criticamente la cultura della produzione, l’egemonia dell’usa e getta e dello scarto. Lo spreco di materie prime ed energia non solo ha depauperizzato il capitale naturale e provocato alterazioni climatiche potenzialmente catastrofiche ma ha anche creato sperequazioni sociali ed emarginazione, anticamera di violenza, populismi, abusi e illegalità.
Novamont, leader internazionale nel settore delle bioplastiche e nello sviluppo di bioprodotti e biochemical, con una visione assolutamente pionieristica dell’economia circolare, ha ripensato il tradizionale modello produzione-consumo-smaltimento secondo un approccio sistemico. Da oltre vent’anni è focalizzata sullo sviluppo di bioplastiche e biochemical da fonti rinnovabili attraverso l’integrazione di chimica e agricoltura, attivando bioraffinerie integrate nel territorio e fornendo soluzioni in grado di garantire un uso efficiente delle risorse lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti, con vantaggi sociali, economici ed ambientali di sistema.
La costruzione di filiere agroindustriali integrate e basate su un utilizzo sostenibile della biomassa è stato ed è tutt’oggi un elemento determinante per il successo del modello di economia circolare di Novamont. Le materie prime rinnovabili, infatti, non rappresentano in quanto tali la soluzione a tutti i problemi dell’inquinamento e alla ridotta disponibilità di petrolio: le colture agricole non sono tutte uguali e anche le stesse colture possono avere impatti completamente diversi a seconda dell’area geografica in cui vengono coltivate. Per tale ragione Novamont è focalizzata sulla valorizzazione della biodiversità dei territori, moltiplicando le opportunità che scaturiscono dallo studio di diverse materie prime vegetali e di scarti locali, minimizzando i trasporti e massimizzando la creazione di circuiti della conoscenza e di progetti multidisciplinari con i diversi interlocutori locali (università, istituti di ricerca, scuole superiori, volontariato, mondo agricolo, istituzioni, piccole e medie imprese).

I prodotti secondo Novamont devono essere concepiti come soluzioni, in grado di rispondere ai reali problemi delle comunità e dell’ambiente, e non già semplici sostituti di quelli già esistenti. Tutti i prodotti ottenuti dalla filiera italiana delle bioplastiche (oggi anche bioerbicidi, ingredienti per cosmetici, biolubrificanti, intermedi chimici per un’ampia gamma di settori) permettono di risolvere reali problemi ambientali e sociali, riducendo in modo significativo l’uso di materie prime fossili, le emissioni di CO2, i rischi legati alla dispersione di prodotti inquinanti nell’ambiente e la desertificazione.
Basti pensare al problema dei rifiuti.

In Europa si producono 96 milioni di tonnellate di rifiuti organici, di cui solo il 33% viene riciclato. La restante parte è conferita in discarica, generando un costo enorme da un punto di vista economico, ambientale e sociale, quando invece il compost di qualità che potrebbe essere prodotto da questo rifiuto organico sarebbe un driver di fertilità fondamentale per i suoli. E’ partendo da queste considerazioni che sin dall’inizio la sfida di Novamont è stata non tanto sostituire tout court le bioplastiche alle plastiche tradizionali quanto intervenire laddove queste ultime inquinano la frazione organica di rifiuto: in questo modo le bioplastiche possono essere un’opportunità per minimizzare i rifiuti in plastica e contribuire a togliere da discarica la maggior parte del rifiuto organico per trasformarlo in una risorsa fondamentale per l’efficienza del ciclo dei prodotti e per un sistema sostenibile e circolare.

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Il gruppo Novamont è leader nello sviluppo e nella produzione di bioplastiche e biochemicals attraverso l’integrazione di chimica, ambiente e agricoltura. Con più di 600 persone, ha chiuso il 2016 con un turnover di circa 170 milioni di euro ed investimenti costanti in attività ricerca e sviluppo (20% delle persone dedicate); detiene un portafoglio di circa 1.000 brevetti. Ha sede a Novara, stabilimento produttivo a Terni e laboratori di ricerca a Novara, Terni e Piana di Monte Verna (CE). Opera tramite sue consociate a Porto Torres (SS), Bottrighe (RO), e Patrica (FR). È attivo all’estero con sedi in Germania, Francia e Stati Uniti e con un ufficio di rappresentanza a Bruxelles (Belgio). È presente attraverso propri distributori in Benelux, Scandinavia, Danimarca, Regno Unito, Cina, Giappone, Canada, Australia e Nuova Zelanda.


Tipologie: Ristorazione.

Gustamundo

Gustamundo è un progetto di integrazione sociale grazie ai piatti proposti in cucina. Un tour del mondo attraverso la gastronomia multietnica con proposte preparate da persone provenienti da paese disagiati che hanno così la possibilità di far conoscere la propria cultura in questo variopinto spazio con 30 posti e vivere un momento sereno insieme ai commensali.
Rilevante il progetto “in cammino…” che vede i rifugiati impegnati in attività lavorative: organizzazione catering esterni, cuochi presso ristoranti italiani per serate etniche o nelle cucine private per coloro che amano mangiare a casa cibo tipico.

 

 


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CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA: A NOVEMBRE +1,3%

Nel mese di novembre 2017, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 26,6 miliardi di kWh, in aumento dell’1,3% rispetto ai volumi dello stesso mese dell’anno precedente. La performance della domanda ha risentito dell’effetto temperatura: quest’anno, infatti, novembre – a parità di calendario (21 giorni lavorativi) – ha fatto registrare una temperatura media mensile di poco inferiore rispetto a novembre del 2016.

La domanda dei primi undici mesi del 2017 è in crescita dell’1,6% rispetto al corrispondente periodo del 2016. A parità di calendario il valore è +1,9%.

A livello territoriale, la variazione tendenziale di novembre 2017 è stata ovunque positiva e sostanzialmente in linea con la media nazionale in tutte le aree del Paese: +1,3% Nord, +1,4% al Centro e +1,1% al Sud.

In termini congiunturali, il valore destagionalizzato della domanda elettrica di novembre 2017 ha fatto registrare una variazione leggermente positiva rispetto al mese precedente (+0,4%). Il profilo del trend si porta su un andamento stazionario.

Nel mese di novembre 2017 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’89,9% con produzione nazionale e per la quota restante (10,1%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (24,1 miliardi di kWh) è diminuita dell’1,9% rispetto a novembre del 2016. Sono in aumento le fonti di produzione fotovoltaica (+16,6%), termica (+3,4%) e geotermica (+3%); in flessione le fonti di produzione idrica (-37,1%) ed eolica (-0,9%).

L’analisi dettagliata della domanda elettrica mensile provvisoria del 2017 e definitiva del 2016 è disponibile nella pubblicazione “Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico”, consultabile alla voce “Sistema elettrico >> Dispacciamento >> Dati esercizio” del sito www.terna.it


Tipologie: Alimentazione.

Bio & Co

Tutto quello che serve per una spesa sana, gustosa e rigorosamente bio.Frutta e verdura fresca, generi alimentari assortiti, detergenti per la casa e prodotti per la cura della persona. Buone proposte per i vegani.

bio1bio2

 


Categorie: Nazionali e News.

Qualità dell’aria 2017: PM10 e ozono, livelli ancora superiori alla norma

Pm10 ancora oltre la norma in molte città italiane: al 10 dicembre 2017, il valore limite giornaliero è stato oltrepassato in 34 aree urbane, gran parte di queste localizzate nel bacino padano. Torino è la città con il numero maggiore di superamenti giornalieri (103). Situazione ancora più critica per l’ozono: nella stagione estiva, sempre 2017, ben 84 aree urbane vanno oltre l’obiettivo a lungo termine.

Nel 2016 il limite annuale per l’NO2 ( biossido di azoto) è stato superato in 21 aree urbane, mentre va meglio per il PM2,5 (25 µg/m³): solo 7 città superano il limite annuale.

Questi i dati relativi all’aria, aggiornati al 10 dicembre 2017 e contenuti nella XIII edizione del Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano, presentato questa mattina a Roma. Il report, che porta la firma del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), raccoglie i dati relativi a 119 aree urbane attraverso dieci aree tematiche: Fattori Sociali ed Economici, Suolo e territorio, Infrastrutture verdi, Acque, Qualità dell’aria, Rifiuti, Attività Industriali, Trasporti e mobilità, Esposizione all’Inquinamento Elettromagnetico ed acustico, Azioni e strumenti per la sostenibilità locale, descrive la qualità delle vita e dell’ambiente nelle città italiane.

Nel 2016, più incidenti, ma meno vittime sulle strade: rispetto al 2015, nei 119 comuni, nonostante l’aumento degli incidenti (+0,5%) e dei feriti +(0,3%), il numero dei morti scende del 9,7%, a fronte di una diminuzione nazionale che supera il 4% . Il numero più alto di incidenti ogni 1.000 autovetture circolanti si rileva a Genova (oltre 15 incidenti ogni 1.000 autovetture circolanti), seguita da Firenze (13,4) e Bergamo (13). Il Comune con il valore più basso è quello di Aosta con 1,4 incidenti ogni 1.000 autovetture circolanti. In linea generale e nel lungo periodo (2007-2016), calano gli incidenti stradali nei 119 comuni passando da 112.648 a 81.967 (-27,2%).

Su 119 comuni analizzati dal rapporto, 85 risultano caratterizzati da frane, mentre 34 ricadono prevalentemente in aree di pianura. Complessivamente sono state censite 23.729 frane con una densità media sul territorio dei 119 comuni di 1,12 frane per km2 (sia frane attive che non) . Alcuni comuni ne hanno più di 9 per km2 (Lecco, La Spezia, Lucca, Cosenza e Sondrio), mentre 14 presentano una densità compresa tra 3 e 9 frane (Pistoia, Torino, Vibo Valentia, Livorno, Ancona, Genova, Bologna, Bolzano, Fermo, Perugia, Catanzaro, Pesaro, Campobasso e Massa).
Dal 1999 al 2016, nei comuni in esame sono in atto 384 interventi urgenti per la difesa del suolo già finanziati, per un ammontare complessivo delle risorse stanziate di circa 1 miliardo e 476 milioni di euro. Le città che hanno ricevuto i maggiori contributi statali per la messa in sicurezza e la riduzione del rischio idrogeologico sono in assoluto Genova (354,52 Mln), Milano (171,06 Mln) e Firenze (106,18 Mln), mentre, tra i comuni che hanno il maggior numero di interventi finanziati spiccano il comune di Lucca con 21 interventi, seguito da Vibo Valentia (15), Terni (13), Genova e Messina con 12 interventi e dalle città di Milano, Firenze e Roma con 10. Le città che con il maggior numero di interventi già conclusi è Lucca con 21 interventi, seguita dai comuni di Terni (13) e Messina (12).

Le più alte percentuali di suolo consumato rispetto alla superficie territoriale si raggiungono, al 2016, a Torino 65,7%, Napoli 62,5%, Milano 57,3% e Pescara 51,1%. Tra il 2012 e il 2016 e’ la città di Roma, con oltre 13 milioni di euro all’anno a sostenere i costi massimi più alti in termini di perdita di servizi ecosistemici, seguita da Milano con oltre 4 milioni di euro all’anno.

Il 90,4% delle acque di balneazione è classificato come eccellente e solo 1,8% come scarso. Su 82 Province, 50 detengono solo acque eccellenti, buone o sufficienti e, in particolare, 26 hanno tutte acque eccellenti. In generale, comunque, il numero di acque eccellenti supera l’80% del totale provinciale in 65 casi. La presenza della microalga potenzialmente tossica, Ostreopsis ovata, durante la stagione 2016, è stata riscontrata almeno una volta in 32 Province campione su 41, anche con episodi di fioriture, mentre il valore limite di abbondanza delle 10.000 cell/l è stato superato almeno una volta in 17 Province. In un caso è stato emesso il divieto di balneazione (Ancona) come misura di gestione a tutela della salute del bagnante.

Le percentuali di verde pubblico sulla superficie comunale restano piuttosto scarse, con valori inferiori al 5% in 96 dei 119 città analizzate, compresi i 3 nuovi comuni inclusi per la prima volta nel campione di quest’anno, nei quali il verde pubblico non incide più del 2% sul territorio. Solo in 11 aree urbane, prevalentemente del Nord, la percentuale di verde pubblico raggiunge valori superiori al 10%; i più alti si riscontrano nei comuni dell’arco alpino, in particolare a Sondrio (33%) e a Trento (29,7%). La scarsa presenza di verde si riflette ovviamente sulla disponibilità pro capite, compresa fra i 10 e i 30 m2/ab nella metà dei comuni (compresa Guidonia Montecelio). A Giugliano in Campania, invece, si registra il valore minimo (2,2 m2/ab). In linea generale, le aree urbane “più verdi” sono quelle con una significativa presenza di aree protette: Messina, Venezia, Cagliari e L’Aquila. Diminuiscono le aree agricole, altro importante tassello dell’infrastruttura verde comunale: il trend della superficie agricola utilizzata negli ultimi 30 anni è negativo in ben 100 dei 119 comuni indagati, con valori percentuali compresi tra il -1,4% di Viterbo e il -83,7% di Cagliari.

Le installazioni AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) statali e regionali presenti nei 119 comuni, ammontano a 938 (comprese quelle non operative ma con autorizzazione vigente) e sono situate in particolare nelle città di Forlì, Cesena, Ravenna, Modena, Prato, Brescia, Venezia, Verona e Torino. In particolare, sono 46 le installazioni AIA statali concentrate soprattutto a Venezia (7), Ravenna (7 di cui 6 operative), Brindisi (5), Taranto (4), Ferrara e Mantova (3). In particolare, la presenza maggiore di centrali termiche si rileva a Venezia (4), di impianti chimici a Ravenna (4 di cui 3 operativi). L’unica acciaieria integrata sul territorio nazionale è nel comune di Taranto. Le installazioni AIA regionali sono invece 892 e vedono la città di Forlì con il maggior numero di impianti (pari a 58 di cui 44 operativi) seguita da Ravenna (50 di cui 46 operativi), Prato (47) e Cesena (45 di cui 36 operativi).

Sostanzialmente stabile, rispetto all’anno passato, il tasso di crescita delle imprese a livello provinciale, anche se, nel 2016, il saldo è positivo +0,7%. Il tasso di natalità delle imprese del 6% è il più basso degli ultimi dieci anni e quello di mortalità del 5,3% conferma il rallentamento delle cessazioni registrato negli ultimi due anni (5,4% nel 2015 e 5,6% nel 2014). Sono gli imprenditori under 35, quelli stranieri e le imprenditrici donne che hanno contribuito al saldo positivo con una crescita rispettivamente del 10,2%, del 4,1% e dell’1%.

Ancora alto il numero delle auto euro 0: anche se in calo rispetto al 2015 di quasi 640 mila vetture, il numero delle auto da euro 0 ad euro 2 rimane ancora troppo alto, quasi 10 milioni, sugli oltre 37 totali. Nel 2016, è Napoli a presentare la quota più alta (28,3%) di auto intestate a privati appartenenti alla classe euro 0, contro una media nazionale del 10,1%. Varia poco invece, la composizione del parco per tipo di alimentazione rispetto all’anno precedente: Trieste, Como e Varese a continuano a detenere la quota più alta di auto alimentate a benzina, intorno al 70%, contro circa il 26-28% di autovetture a gasolio, mentre ad Isernia, Andria e Sanluri, circolano essenzialmente vetture a gasolio ( dal 50 al 54% circa). Dal 2012 al 2016 il parco auto alimentato a GPL a livello nazionale segna un + 18,8%, con Parma e Lanusei che raggiungono le variazioni positive più alte, superiori al 40%, contro Villacidro e Sanluri che riportano, invece, contrazioni rispettivamente del 16 e 15%. Alle Marche, in particolare a Macerata, Fermo e Ancona, soprattutto grazie alla presenza di numerosi distributori in una limitata estensione territoriale, spetta il primato delle auto a metano circolanti (dal 13 al 18% circa).

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, un’insufficiente attività fisica è associata in Europa a circa 1 milione di morti l’anno. Spostarsi regolarmente a piedi e in bicicletta per 150 minuti a settimana con attività fisica di intensità moderata, riduce per gli adulti tutte le cause di mortalità di circa il 10%. Da questo presupposto è nato il focus del rapporto “Città a piedi”, quest’anno dedicato, appunto, alla mobilità pedonale. Diversi i temi trattati tra cui il legame tra mobilità attiva e lavoro agile: i risultati dell’esperienza “Giornata del lavoro agile”, istituita dal Comune di Milano, mostrano nel 2016 un risparmio nei tempi di spostamento di 106 minuti a persona.


Categorie: Milano e News.

Sono “made in carcere” i regali di Natale che coniugano qualità e riscatto sociale

Milano – Arrivano dalle case circondariali della città le idee regalo per i milanesi in occasione del Natale 2017. Il meglio delle produzioni ‘made in carcere’ realizzate da persone detenute è in vendita al Consorzio Vialedeimille in viale dei Mille 1, angolo piazzale Dateo.

A presentare l’iniziativa volta a promuovere l’economia carceraria e a prevenire la delinquenza e la recidiva dei detenuti, l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani con i rappresentanti del Consorzio Vialedeimille.

Vini, marmellate, panettoni, cioccolata, grembiuli gourmet, borse, prodotti in cashmere, corone dell’avvento, runner, calendari, cartoline, fiori, piante e molto altro. Sono questi i regali che si possono acquistare in viale dei Mille. Regali buoni e che fanno bene. Buoni perché realizzati con impegno e passione da persone detenute che con il lavoro si stanno guadagnando una vita migliore e un futuro più degno. Fanno bene perché rimettono in moto l’economia carceraria, creando percorsi virtuosi che, attraverso il lavoro, contribuiscono a prevenire il rischio di recidiva. Un gesto di responsabilità sociale per aziende e privati, semplice ma di grande impatto.

“Proprio in questi giorni in cui tutti siamo impegnati nella ricerca di piccoli pensieri per i nostri cari – dichiara l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani –, possiamo trovare qui oggetti originali e di qualità che coniugano innovazione tecnologica e maestria artigianale con il riscatto sociale per chi li realizza. La collaborazione tra imprese ristrette e imprenditori che scelgono di produrre all’interno delle carceri consente di ampliare i percorsi di riqualificazione professionale per i detenuti aumentandone le competenze tecniche e favorendo il loro rientro nel mercato del lavoro come valido strumento di riscatto sociale. Invito tutti i milanesi a considerare questa opportunità come una valida alternativa ai classici regali, spesso scontati”.

L’obiettivo del Consorzio Vialedeimille, nato per iniziativa dell’Amministrazione comunale nel giugno 2015 negli spazi comunali in viale dei Mille 1, è quello di promuovere percorsi concreti di reinserimento sociale delle persone private della libertà e prevenire il rischio di recidiva con il lavoro: tutto questo lo si ottiene anche acquistando i regali di Natale realizzati da persone detenute.

Il Consorzio Vialedeimille è stato fondato da cooperative sociali che lavorano nelle carceri lombarde di San Vittore, Milano-Opera, Bollate, Monza. Le cooperative sociali che appartengono al Consorzio impiegano oltre 100 persone detenute in carcere e altrettante fuori. La novità di quest’anno sono i mercoledì al Consorzio con il panettone per tutti e ospiti itineranti, nei due mercoledì precedenti il Natale (13 e 20 dicembre): una serata con ospiti durante la quale viene offerta una fetta di panettone alla cittadinanza, invitando anche anziani del quartiere, persone svantaggiate e amici.

Il senso dell’iniziativa è quello dell’amicizia esprimendo gratitudine alla città che accoglie il lavoro delle persone detenute e il loro impegno verso il cambiamento.

I prodotti e i servizi del Consorzio Vialedeimille:

Vino, grappa e marmellate della cooperativa sociale ” Il gabbiano” che offre nuove soluzioni di recupero e di inserimento a carcerati e persone svantaggiate attraverso la cura di un terreno di montagna terrazzato a rischio di abbandono nella zona di Sondrio in Valtellina.

www.coop-ilgabbiano.it

Dolci, biscotti e pane fresco dal carcere di Milano-Opera fatto da persone detenute nel laboratorio di panetteria gestito dalla cooperativa sociale In opera e venduto da persone detenute a cui è stato concesso l’art. 21 per poter lavorare di giorno, rientrando in carcere la sera.

www.in-opera.it

Corone dell’avvento, fiori, allestimenti floreali per feste private e aziende proposti dalla cooperativa sociale “Opera in fiore” che crea nuovo lavoro dentro e fuori dal carcere per persone che si stanno guadagnando un futuro migliore.

www.operainfiore.it

Borsine tibetane, grembiuli gourmet e borse vino di Borseggi, il marchio della sartoria nel carcere maschile di Milano-Opera, gestita dalla cooperativa sociale Opera in fiore.

www.borseggi.it

Cartoline d’auguri “saluti&baci” e calendari di Zerografica, la tipografia nel carcere di Bollate che stampa qualsiasi prodotto su qualsiasi formato. Tra i servizi di Zerografica anche il nuovo progetto “Zeromail”, che permette ai detenuti di inviare e ricevere in tempi brevi la corrispondenza attraverso un servizio di e-mail gestito e coordinato da persone detenute.

www.zerografica.com

T-shirt, felpe, runner, presine e guanti forno dei Gatti galeotti della storica cooperativa sociale Alice che gestisce le sartorie nel carcere di San Vittore, Bollate, Monza e coordina una rete di laboratori in altri istituti penitenziari italiani.

www.cooperativalice.it

Biglietti, teatro e corsi di recitazione con la cooperativa sociale Estia che ha fondato nel 2003 il teatro nel carcere di Bollate con persone detenute che danno vita a un ricco cartellone culturale, spesso anche ospite itinerante di grandi teatri italiani, e corsi di recitazione aperti a tutti.

www.cooperativaestia.org

Cioccolata, dragè,praline e tartufi di Dolci in libertà ottenuti mediante la combinazione di cioccolato con frutta secca e disidratata, cereali, pistacchi, noci e caffè. Un progetto nato nel carcere di Busto Arsizio (Va) che ha ottenuto la Certificazione Ministeriale per le produzioni senza glutine e la certificazione per produzioni biologiche.

www.dolciliberta.com

Panettoni e dolcetti del laboratorio di pasticceria Dolci sogni liberi della cooperativa Calimero che lavora nel carcere di Bergamo dove lavorano persone che stanno scontando la pena.

www.cooperativacalimero.com

Data entry, call center, servizi per conto terzi della cooperativa sociale Bee4 altre menti nel carcere di Bollate, dove creare nuovo lavoro per persone detenute in partnership con aziende.

www.bee4.it

Maglieria in cashmere prodotta dalla cooperativa Carpe diem nel carcere di Verziano a Brescia durante un progetto di formazione artigianale.

www.carpediem.coop

Percorsi alternativi al carcere contro la recidiva, reinserimento sociale e prevenzione della delinquenza: in Consorzio lavorano persone detenute in art. 21; messa alla prova (ovvero la sospensione del processo mediante una modalità alternativa di esecuzione penale esterna che prevede l’estinzione del reato in caso di successo della messa alla prova), detenuti in affidamento o con altri permessi e percorsi particolari.

Incubatore di start up e idee innovative che nascono da persone detenute con l’obiettivo di sostenere realtà ancora informali che vogliono generare nuovo lavoro in carcere. Un esempio è il progetto “Keep the Planet Clean”, ideato e in fase di organizzazione da detenuti nel carcere di Bollate per il riciclo dei rifiuti.

Giornali e riviste realizzate in carcere. Il Consorzio ospita l’informazione ristretta. È la voce delle persone detenute: dalla rivista femminile appena nata al periodico più navigato. Chiunque può sedersi per leggerli e tutti possono portarsene a casa una copia da diffondere e regalare.


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Il Consiglio comunale approva il nuovo Regolamento per la tutela del verde

Milano – Con 30 voti favorevoli e 6 contrari, il Consiglio comunale ha approvato il nuovo Regolamento d’uso e tutela del verde pubblico e privato. Il documento contiene molti elementi innovativi per la tutela del verde, dal coinvolgimento diretto dei cittadini nella gestione delle aree pubbliche all’equiparazione tra verde pubblico e privato, considerati come “bene comune”, passando per la regolamentazione delle attività consentite nei parchi, in un’ottica di difesa del territorio, e le prescrizioni per la salvaguardia delle alberature.

“Finalmente abbiamo un regolamento puntuale e completo che garantirà il migliore utilizzo delle aree verdi – sottolinea l’assessore al Verde Pierfrancesco Maran -. Abbiamo uno straordinario patrimonio che va difeso e rispettato e che nei prossimi anni continuerà a crescere anche grazie alla collaborazione di tanti cittadini volenterosi. Con questo documento, frutto di un lungo e proficuo confronto fatto con Municipi, settori dell’Amministrazione comunale, associazioni, ordini professionali ed enti competenti in materia, potremo farlo al meglio. Ringrazio l’aula per aver dato il proprio contributo al suo miglioramento”.


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Slow food Roma: NIGHT FOR CHANGE il 15, la festa del cibo amico del clima

Roma – Il clima sta cambiando con risvolti imprevedibili e drammatici per la sopravvivenza di molte popolazioni in tutto il pianeta.
I suoi effetti sono tangibili e sotto gli occhi di tutti noi. La produzione industriale e intensiva del settore alimentare è è una delle principali cause accertate di distruzione dell’ambiente e sfruttamento del lavoro.
E’ arrivato il momento di prenderne coscienza e far conoscere iniziative per invertire la rotta: piccole azioni nel quotidiano moltiplicate per ogni persona possono diventare milioni di azioni che cambiano il mondo. Soprattutto in festività come il Natale, scegliere di acquistare il cibo da mettere sulla propria tavola in base alla sua stagionalità, provenienza e qualità può fare la differenza.
Questa festa vuole sostenere la raccolta fondi per la campagna internazionale a salvaguardia del clima “Menù For Change”, rendere disponibile il cibo buono degli chef della rete Slow Food per tutti e farsi promotrice di un messaggio propositivo di speranza e fiducia nel cambiamento.

Slow Food Roma vi aspetta venerdì 15 dicembre dalle ore 19, al Nuovo Cinema Palazzo, quartiere San Lorenzo, piazza dei Sanniti 9a.

L’ingresso è GRATUITO e aperto a tutti. E’ possibile mangiare cibo e bevande con un contributo popolare. Tutti i proventi saranno destinati alla campagna “Menu For Change” in quanto l’evento è una raccolta fondi.

FOOD FOR CHANGE:

✔ Polentona di Natale con mais Agostinella di Natale e Benedetto da Vallepietra
✔ Hummus di ceci e Freekeh dalla Settimana della Cucina Palestinese
✔ Spaghettata aglio, olio e Merken dal Cile (Presidio Slow Food)
✔ Insalata di Farro monococco della cooperativa Terre Sane di Ripi
✔ Verdure e salsiccia della scuola di cucina Tu Chef
✔ I fiori dell’inverno, broccoli e cavolfiori ripassati dell’agriturismo La Polledrara
✔ Le lenticchie di Abeto de L’Oste Della Bon’Ora
✔ Zuppa di legumi di Spirito DiVino
✔ Zuppa di cicerchia e cicoria di Ciao Checca
✔ Torta di fagiolina di Arsoli (Presidio Slow Food) di Gabriella Cinelli
✔ Formaggio di pecora dell’azienda agricola Faustini
✔ Dolce di Sora Maria e Arcangelo
✔ Pane Storico di Vicovaro
✔ Steccata di Morolo dell’antico caseificio Scarchilli
✔ Yogurt della comunità del cibo Barikamà con confettura di arancia e prugne dell’agriturismo La Polledrara
✔ Dolce con giglietto di Palestrina dei forni del Presidio Slow Food di Palestrina e Castel San Pietro.
DRINK FOR CHANGE:
✔ Cesanese del Piglio (vini di cantina Giacobbe)
✔ Passerina del Frusinate (vini di cantina Giacobbe)
✔ Alta Quota (birra artigianale)
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MUSIC FOR CHANGE:

ore 19 : Aperitivo con Kirimba

ore 20: Grupo de capoeira São Bento Pequeno

ore 21: Solazo Total

ore 22: Kirimba

ore 23: Nando’s Groove by Bob Corsi

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SUPPORT FOR CHANGE:
In collaborazione con Baobab Experience si potrà offrire un pasto “sospeso” ai ragazzi accolti dall’associazione romana. Un gesto solidale per dei giovanissimi migranti di tipo economico, le prime vittime dei cambiamenti climatici che desertificano le loro terre di origine.

Altre info su http://www.slowfoodroma.it


Tipologie: Ristorazione.

iVeganEAT

Una garanzia che si affianca allo storico punto vendita iVegan. In un ambiente accogliente i burger, con uno “special” diverso ogni giorno e quattro alternative fisse nel menu; i tramezzini nei gusti classici della tradizione ma in versione cruelty-free; i wrap trendy e sfiziosi; le insalate variopinte; il famoso e filante iToast, l’HOTDOG XXL vegan, il più grande e gustoso della capitale; per concludere frutta fresca e tanti dolci. Materie prime selezionate, ricette originali, cibi preparati sul momento.

 


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Next Energy: oltre 100 team di innovatori e startup per la Call for Ideas e la Call for Growth

Sono oltre 100 i progetti raccolti da Next Energy per la Call for Ideas e la Call for Growth, che si sono chiuse entrambe lo scorso 22 novembre.

Sono 22 i progetti innovativi raccolti dalla Call for Ideas, il bando rivolto a team e/o startup costituite da meno di 12 mesi rispetto alla data di candidatura e 80 quelli che si sono presentati alla Call for Growth rivolta, invece, a startup già sul mercato e potenzialmente in grado di offrire soluzioni innovative funzionali alle attività di Terna.

Il 50% dei giovani che ha risposto alla Call for Ideas ha costituito una startup da meno di 12 mesi, il 55% proviene dal Nord Italia, mentre Centro e Sud sono a pari merito con il 22,5%. Il 36% delle idee presentate rientra nella categoria Soluzioni o tecnologie al servizio del sistema elettrico (produzione, trasmissione, distribuzione di energia elettrica e manutenzione delle infrastrutture); il 32% è attivo nelle Green Technologies & E-mobility; il 18% nelle Smart grid & Energy storage e infine il 14% nella categoria Smart building & Smart plant.

A gennaio la Giuria della Call for Ideas selezionerà i 10 migliori progetti innovativi o startup che avranno accesso a un programma di empowerment imprenditoriale e di accelerazione della durata di 3 mesi, diffuso su tutto il territorio nazionale, al termine del quale la Giuria premierà il progetto più promettente con un voucher del valore di 50 mila euro spendibile in ulteriori servizi.

Fra le 80 startup che si sono presentate alla Call for Growth il 61% pur avendo meno di 3 anni di vita ha già sviluppato soluzioni innovative pronte per il mercato, Anche nella Call for Growth si riscontra una predominanza di startup provenienti dal Nord con il 41%. Centro e Sud sono a pari merito con il 24% mentre l’11% proviene dall’estero.

Sulle aree di applicazione della Call for Growth, il maggior numero di candidature (20%) arriva dal mondo dei Sensori e dell’Internet of Things per il monitoraggio e la diagnostica. A seguire, con il 19%, si posizionano i Nuovi sistemi di generazione rinnovabile; a pari merito, con il 16%, Soluzioni tecnologiche innovative per gli impianti di generazione rinnovabile e Soluzioni hardware e software per la gestione e l’analisi dei dati; al quarto posto Soluzioni, servizi e applicazioni IT da integrare con le infrastrutture di Terna e con piattaforme digitali (15%). Infine, con l’8% troviamo Sistemi per l’analisi informatica immagini e dati, con il 5% Sistemi di rilevazione foto-realistici e geo-topografici e, con l’1% la Cyber Security.

La Call for Growth, selezionerà fino a 5 startup che, da gennaio, accederanno a growITup, la piattaforma di open innovation creata da Cariplo Factory per favorire collaborazioni mirate tra aziende e innovatori.

Per scoprire ulteriori dettagli visita nextenergy.cariplofactory.it


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Presentazione il 14 del Rapporto ISPRA sulla Qualità dell’Ambiente Urbano

Roma – Come va l’ambiente in città? E’ a questa domanda che l’SNPA, ogni anno, risponde con il “Rapporto sulla Qualità dell’ambiente urbano”, il lavoro di sistema che, in questa edizione, arriva ad analizzare ben 119 città italiane.
Fattori demografici,Qualità dell’aria, Suolo e territorio, Infrastrutture verdi, Acqua, Rifiuti, Attività industriali, Trasporti e Mobilità, Esposizione all’inquinamento elettromagnetico, ma anche Azioni e strumenti per la sostenibilità locale, sono solo alcuni degli indicatori utilizzati nel rapporto.
Dal 2007 il Rapporto è accompagnato da un Focus di approfondimento che nella sua XIII edizione affronta il tema della mobilità pedonale in città.
Segui anche su Twitter: l’hashtag dedicato all’evento è #ambienteurbano2017

Roma, 14 dicembre 2017
Auditorium MATTM – Via Capitan Bavastro, 180
Inizio ore 9,30

Qui il programma e il modulo per la registrazione: http://www.isprambiente.gov.it/it/events/xiii-rapporto-201cqualita-dell2019ambiente-urbano201d-edizione-2017


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L’ ITALIA DEL RICICLO 2017, PRESENTAZIONE IL 14 DICEMBRE

L’Italia del Riciclo 2017 – Torna l’appuntamento annuale con l’Italia del Riciclo, il rapporto realizzato, per l’ottavo anno consecutivo, dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da FISE UNIRE. Il Rapporto fornisce un quadro complessivo ed aggiornato sul riciclo dei rifiuti in Italia, sulle tendenze in atto e sulle dinamiche europee e internazionali e, quest’ anno, contiene anche un focus speciale sugli ultimi 20 anni della gestione dei rifiuti in Italia.
A 20 anni dal D.Lgs. 22/1997 e alle porte di una nuova svolta determinata dalle proposte di modifica delle principali direttive europee contenute nel Pacchetto sull’economia circolare, pubblicato dalla Commissione europea, l’Italia del Riciclo 2017 dedica un approfondimento e una riflessione sui cambiamenti intervenuti nel mondo del riciclo e delle imprese che in esso operano da 20 anni a questa parte. Protagonisti di questo approfondimento sono i risultati di una accurata ricerca svolta da ECOCERVED sull’evoluzione della gestione dei rifiuti in Europa, ma soprattutto in Italia, e dei soggetti che operano nel settore, dall’emanazione del Decreto Ronchi ad oggi.
Un ulteriore elemento caratterizzante del Rapporto di quest’anno, un focus sulle certificazioni di contenuto di materiale riciclato nei prodotti. Il Rapporto è l’unico studio sul riciclo dei rifiuti nel nostro Paese e rappresenta una delle fonti cui la Commissione europea fa riferimento per analizzare lo stato di evoluzione delle politiche di sostenibilità ambientale in Italia.

Giovedi 14 dicembre 2017
ore 09:00 – 13:30
Roma – Sala Nazionale Spazio Eventi
Via Palermo 10