Napoli per Bread for future: il pane all'acqua di mare per salvare l'ambiente

Napoli per Bread for future: il pane all’acqua di mare per salvare l’ambiente

Impastare il pane con l’acqua di mare? Si tratta di un’idea di cui già si parlava qualche tempo fa a Napoli e che ora torna grazie al ricercatore del Cnr-Istituto per la Protezione sostenibile delle piante di Portici Giuseppe Sorrentino e il panettiere di Napoli Rodolfo Molettieri.

Bread for future: è questo il nome del progetto a tutela dell’ambiente per risparmiare sull’utilizzo dell’acqua. “L’utilizzo dell’acqua di mare nel processo produttivo – ha dichiarato Giuseppe Sorrentino al Venerdì di Repubblica, come riporta NapoliToday – fa risparmiare acqua dolce (ogni anno 3.416 miliardi di litri sono destinati al pane), mentre l’uso di farine di grani antichi evita diserbo e trattamenti fitosanitari e contribuisce alla biodiversità”.

“Dobbiamo essere tutti più consapevoli se non vogliamo distruggere il Pianeta. Ogni anno vengono prodotte in Italia 26.280 tonnellate di pane, di cui 4.745 buttate. Il pane con l’acqua di mare – ha aggiunto Rodolfo Molettieri – dura più a lungo, fino a 12 giorni, senza muffe”.

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Sempre nella città partenopea recentemente è stata presentata “Eva” (Elisir di Vita e Arte), una pizza a basso contenuto calorico creata in collaborazione con la cattedra Unesco alla Salute e alla Sostenibilità della Federico II.

L’idea è della professoressa Annamaria Colao, titolare della cattedra Unesco istituita nell’Università Federico II, e della nutrizionista Francesca Marino, giornalista e affiliata alla cattedra, con la collaborazione dello scrittore e gastronomo Luciano Pignataro. A supportarle nella realizzazione di questa speciale ricetta troviamo Salvatore Grasso, patron della pizzeria storica Gorizia 1916, e lo chef Giuseppe Daddio, fondatore della scuola Dolce e Salato.

“Questo è il primo passo per la creazione di un menù, in collaborazione con la cattedra Unesco di Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile, che possa coniugare le esigenze nutrizionali e scientifiche a quelle del gusto e del piacere del cibo”, ha dichiarato Francesca Marino.