In occasione della Giornata Europea dei Parchi, il Parco Regionale dell’Appia Antica e la startup Plantvoice hanno avviato un monitoraggio scientifico di 12 mesi nel Bosco Sacro della Caffarella, cuore della “Regina Viarum” (Patrimonio UNESCO). Il 24 maggio 2026 sono stati installati speciali sensori brevettati che analizzano in tempo reale la linfa dei lecci secolari.
I primi segnali fisiologici sono già in trasmissione e il report iniziale sulla salute delle piante sarà disponibile tra un mese sulla piattaforma digitale di Plantvoice. L’iniziativa fa parte del primo cartellone strutturato di eventi culturali diffusi del Parco.
Il Bosco Sacro del Parco Regionale dell’Appia Antica: un patrimonio da preservare
Il Bosco Sacro si trova nella Valle della Caffarella, all’interno dei 4.500 ettari del Parco Regionale dell’Appia Antica (Patrimonio UNESCO dal 2024). Questo paesaggio unico, dove natura e archeologia si fondono da 2.300 anni, custodisce alberi di eccezionale valore, tra cui pioppi centenari, ulivi storici e il nucleo del Bosco Sacro: circa 120 lecci, alcuni con oltre 250 anni di vita, vicini al mitico Ninfeo di Egeria.
È in questa atmosfera sospesa che Plantvoice ha installato i suoi sensori linfatici, un’iniziativa inserita nel primo cartellone strutturato di eventi culturali diffusi del Parco, presentato a gennaio 2026 dall’Assessore regionale Giancarlo Righini.
Abbiamo scelto di investire in questo progetto perché crediamo che la salvaguardia dell’ambiente debba fondarsi su conoscenza, responsabilità e capacità di ascolto. I sensori installati sugli alberi ci permetteranno di monitorarne lo stato di salute in modo continuo e scientificamente rigoroso, trasformando la prevenzione in uno strumento concreto di tutela. Il coinvolgimento di Plantvoice nasce proprio da questa visione: dare una “voce” agli alberi significa renderli protagonisti attivi del processo di conservazione. Attraverso la loro tecnologia, possiamo interpretare segnali che altrimenti resterebbero invisibili, intervenendo tempestivamente e in maniera mirata – dichiara Fabrizio Molina, Commissario Straordinario Parco Regionale dell’Appia Antica.
Dal frutteto al verde urbano: l’evoluzione di una tecnologia
Quella dell’Appia Antica è la seconda esperienza di Plantvoice nel monitoraggio del verde pubblico e delle aree di pregio paesaggistico, dopo la partecipazione a Orticolario 2025, dove i sensori erano installati su piante monumentali nell’ambito dell’installazione artistica “The Secret Garden” di Alessandro Puccia a Villa Erba. Un percorso che porta la startup altoatesina a compiere un passo strategico decisivo: l’applicazione della propria tecnologia al monitoraggio del verde pubblico e delle aree protette.
Abbiamo sempre immaginato la tecnologia come un ponte tra esseri umani e mondo vegetale – sottolinea Matteo Beccatelli, CEO e co-founder di Plantvoice – A Roma, lungo la Via Appia che per duemila anni ha connesso culture e civiltà, i nostri sensori contribuiranno a connettere presente e futuro, dati e bellezza, scienza e cura ambientale. Ascoltare le piante del Bosco Sacro non è solo un gesto scientifico, ma un atto di responsabilità verso le generazioni future e un argine contro la miopia di chi vorrebbe sacrificare il verde pubblico a interessi di breve termine.
L’installazione del 24 maggio ha segnato l’inizio di un monitoraggio continuativo che fornirà dati preziosi per la gestione sostenibile del Parco, aprendo la strada a future collaborazioni con altre aree protette e amministrazioni pubbliche interessate a coniugare innovazione tecnologica, tutela del patrimonio naturale e trasparenza decisionale verso i cittadini.






