La Pasqua rischia di portare ad un aumento critico dell’impatto ambientale, spesso in contrasto con i valori di sobrietà e condivisione tipici del periodo. I dati evidenziano tre criticità principali:
- spreco alimentare: circa il 10% dei piatti tipici pasquali finisce direttamente nella spazzatura a causa di eccessi nella preparazione;
- rifiuti: la produzione di scarti domestici subisce un’impennata superiore al 25%, alimentata massicciamente dagli imballaggi di uova di cioccolato e colombe (carta, cartone e plastica);
- inquinamento: l’incremento dei consumi energetici e del traffico legato agli spostamenti stagionali aggrava l’impronta ecologica complessiva.
Per invertire questa tendenza, il WWF, attraverso la campagna Our future, ha lanciato un decalogo di dieci azioni concrete per guidare i cittadini verso una Pasqua più sostenibile, promuovendo il corretto conferimento dei rifiuti e una spesa più oculata.
I consigli del WWF per una Pasqua a basso impatto
Cominciamo da uno dei simboli di questa festa primaverile: le uova di cioccolato. Preferibili quelle con certificazioni biologico o UTZ/Rainforest Alliance o Fair Trade che garantiscono che il cacao non sia legato a deforestazione, sfruttamento del suolo o lavoro minorile. Privilegiare uova con confezioni riciclabili o compostabili.
La confezione esterna colorata (anche se ha interno argentato) e il bicchierino o piedistallo in plastica vanno nella plastica; se la confezione è fatta in tessuto non tessuto TNT, va invece gettata nell’indifferenziata. Il rivestimento in alluminio dell’uovo, così come quello degli ovetti, va nella raccolta di metallo/alluminio; le parti in carta o cartoncino, come etichette o inserti, vanno nella raccolta di carta e cartone. Nastri, stoffe o materiali misti non riciclabili vanno nell’indifferenziata.
E le colombe? Le artigianali sono sempre il top e se dovessero avanzare create nuove ricette trasformandole in torte o dessert innovativi.
In alcune regioni la colazione di Pasqua vede protagoniste le uova sode che vanno scelte bio o almeno da galline allevate all’aperto. Per colorare i gusci ecco gli ingredienti naturali come curcuma, barbabietola, spinaci o vino rosso, evitando vernici chimiche e plastica. Dopo la decorazione, le uova possono essere consumate in insalate, sformati o antipasti. Coinvolgere i bambini nella preparazione trasforma questa tradizione in un momento educativo sulla sostenibilità e il rispetto degli animali.
A tavola: carne e pesce
A Pasqua e Pasquetta molte persone portano in tavola piatti tradizionali a base di carne, la cui produzione, soprattutto se proveniente da allevamenti intensivi, ha un forte impatto su clima, suolo e biodiversità. Non dimentichiamo però di includere anche torte salate, legumi, cereali e verdure primaverili che possono diventare protagonisti del pranzo, riducendo la quantità di carne necessaria.
Il Venerdì Santo è tradizionalmente legato al consumo di pesce: un’occasione per fare una scelta più responsabile. Al posto delle solite specie sovrasfruttate compriamo cefalo, sugarello, tonnetto alletterato, tombarello (o biso), sigano e occhiata, oltre ai molluschi come le cozze, che hanno un impatto ambientale generalmente più basso. È anche l’occasione giusta per valorizzare il granchio blu, specie invasiva il cui consumo può contribuire a contenerne la diffusione. In etichetta cerchiamo i metodi di pesca meno impattanti, come reti da imbrocco, ami e palangari, nasse e trappole.
Durante le feste è facile cucinare più cibo del necessario, ma ogni avanzo è una risorsa se gestito con attenzione. Pianificando il menu e le quantità, è possibile ridurre gli sprechi già in partenza. Condividere gli avanzi con amici, familiari e vicini può essere un ottimo modo anche per rafforzare il senso di comunità e condivisione.
Pulizie di Pasqua: rinnovare la casa in modo responsabile
Evitiamo detersivi aggressivi, prodotti a base di cloro e profumazioni sintetiche persistenti, soprattutto se in casa ci sono bambini o animali, perché possono irritare le vie respiratorie e contaminare gli ambienti. Prediligiamo invece prodotti naturali e delicati, come aceto, bicarbonato o saponi vegetali. La primavera è anche il momento migliore per dedicarsi al giardino o al balcone. Seminiamo o piantiamo bulbi e piante da fiore gradite dagli insetti impollinatori che si risvegliano dall’inverno. Si a lavanda, fiordalisi, papaveri, tulipani e margherite che arricchiscono gli spazi verdi e sostengono la biodiversità locale.
Pasquetta in natura rispettando l’ambiente
La scampagnata può essere un’occasione per godere della natura in prati, spiagge o montagne, ma va sempre praticata con responsabilità. È bene evitare di accendere fuochi al di fuori delle aree dedicate e di lasciare rifiuti. Non raccogliere piante, fiori e animali e non danneggiare il terreno o la vegetazione. In aprile, molte specie sono già in fase di nidificazione o allevamento dei piccoli, quindi è fondamentale mantenere un comportamento silenzioso, limitare il disturbo e rispettare la fauna locale. Rimaniamo sui percorsi indicati e lasciamo l’ambiente pulito e intatto, proteggendo habitat, biodiversità e le funzioni ecologiche.
Decorazioni e tavola pasquale green
Si alle decorazioni naturali, riutilizzabili o compostabili, come rami, piante in vaso, cesti di paglia o tessuti colorati, evitando di riempire la casa di oggetti di plastica. Per la tavola, servizi spaiati o mischiati hanno tutto il loro fascino e aiutano a ridurre rifiuti; in caso di pranzi numerosi, piatti, bicchieri e posate compostabili sono una soluzione alternativa. Riutilizziamo ciò che abbiamo già in casa e coinvolgiamo i bambini: trasformare centrotavola e decorazioni in un gioco creativo è un modo divertente per imparare a rispettare la natura.





